Ceccano – Mingarelli dopo le parole dell’ex prefetto Portelli: “Non vogliamo più essere il popolo inquinato”

Il candidato sindaco: "Ha ragione l'ex prefetto, la situazione ambientale è drammatica e le colpe sono anche del lassismo istituzionale"

Ceccano – “Non vogliamo più essere il popolo inquinato. Ha ragione l’ex prefetto di Frosinone Portelli, la situazione ambientale è drammatica e le colpe sono anche del lassismo istituzionale di Provincia, Comune, Regione”. – Luigi Mingarelli, candidato Sindaco Ceccano2030 Ceccano a Sinistra e Ceccano per l’acqua pubblica, interviene commentando l’intervista rilasciata da Ignazio Portelli alla nostra Redazione – LEGGI QUI.

““L’ambiente si protegge con le leggi, ma si salva solo con il coraggio. E qui il coraggio è mancato. È mancata la volontà di guardare in faccia il dolore di chi, ancor a oggi, vive accanto al veleno”. Queste parole, pronunciate dal l’ex prefetto di Frosinone Ignazio Portelli in riferimento alla situazione ambientale ciociara e in particolare di Ceccano, fanno accapponare la pelle. – Prosegue Mingarelli – Se pensiamo al depuratore Asi, alle discariche, ai depuratori Acea, allo smog, ai terreni inquinati, al fiume Sacco, a tutte le cose dette e mai fatte, condividiamo il giudizio totalmente negativo di Portelli sulla politica che governa, o ha governato, Comune e Provincia. Destra e centrosinistra sono stati uniti nel buttare fumo negli occhi dei cittadini quando, in realtà, la loro unica preoccupazione era, ed è, l’occupazione di posti di potere e il profitto delle lobby che li finanziano. Infatti, manca una strategia a lungo termine per affrontare i problemi ambientali e provare a risolverli, le risorse sono sempre insufficienti ( mentre per armi, guerra, banche ne trovano a iosa) e addirittura c’è chi – invece di riconvertire il tessuto industriale – propone di far scomparire il Sin Valle del Sacco in cambio di qualche posto di lavoro in più, come se qualche euro di precariato rendesse più asintomatico l’avere un malato terminale in casa per colpa dell’inquinamento del nostro territorio”.

“Riconvertire significa contrastare l’inquinamento”

“Riconvertire per noi è bonificare veramente acqua, terra e aria. – Aggiunge il candidato sindaco – Riconvertire è lavorare al riassetto idrogeologico del territorio rilanciando un settore come l’agricoltura, e non il consumo di suolo o impianti fotovoltaici a terra. Riconvertire il territorio significa per noi combattere l’inquinamento cominciando a censire gli scarichi a fiume risalendo all’inquinatore, e non urlare alla luna se c’è schiuma nel fiume per poi chiudere gli occhi davanti alla mancata bonifica di via Le Lame. Sono anni che si parla di lotta all’inquinamento, parole parole parole di centrosinistra e destra che si sono divisi il governo di Provincia e Regione, con sempre gli stessi risultati: il nulla in fatto di programmazione a lungo termine, provvedimenti tampone inefficaci e briciole elettorali nel breve periodo. Le responsabilità di cui parliamo da tempo non sono una nostra invenzione se vengono rilevate anche dall’ex prefetto Portelli: le istituzioni, a tutti i livelli, non hanno mai attuato misure basilari per mantenere l’area pulita, tanto che non è stato fatto un censimento degli scarichi per individuare quelli che inquinano e non è mai stata effettuata una vera deforestazione delle sponde del fiume Sacco per individuare gli scarichi illeciti. Nel frattempo continuiamo a fare viaggi della speranza in altri ospedali e in altre Regioni perché in provincia sono pochi, poco efficienti e le liste di attesa infinite. La destra e il centrosinistra locale e provinciale non hanno il coraggio di combattere le cause dell’inquinamento all’origine in favore della cittadinanza tutta, ma lo trovano per fare gli interessi di chi distrugge il nostro territorio.

Poi, a Ceccano ci sorprendono alcune proposte contro l’inquinamento (in gran parte copiate da quelle che negli ultimi due anni abbiamo proposto pubblicamente e fatte conoscere all’amministrazione comunale oggi commissariata) da parte di chi ha amministrato per 5 o 10 anni la città senza essere intervenuto quando poteva farlo e che solo oggi si accorge della drammatica situazione del territorio: perché fino al 24 ottobre non ha fatto niente quando poteva farlo? Quindi, troviamo incomprensibili pure le dichiarazioni di altri per cui il problema del SIN è praticamente risolto e bisogna solo occuparsi degli interessi economici (di pochi) piuttosto che della salute (di tutti), anche perché contraddicono le parole di Portelli che va contro “questa idea disastrosa di ritenere che per avere uno sviluppo economico bisogna tollerare l’inquinamento e quindi lasciare intendere che il benessere comprenda anche queste gravi conseguenze”. È necessario contrastare questo lassismo della politica, per far ascoltare il grido di dolore di un territorio intero; per questo pensiamo che l’epoca della rassegnazione sia finita anche per i cittadini di Ceccano: è arrivato il momento di riprendere in mano il nostro destino, tutti insieme, pretendendo un cambiamento repentino, in nome della nostra terra, in nome della nostra vita”.

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