Ceccano – “The Good Lobby”, l’ex sindaco Caligiore chiede di patteggiare. Scontro in aula sulle intercettazioni

Si delineano le strategie difensive: il 28 maggio snodo decisivo per riti alternativi e posizioni marginali

Si è da poco conclusa, presso il Tribunale di Frosinone, l’udienza tecnica nell’ambito dell’inchiesta “The Good Lobby”, procedimento che continua a segnare uno dei passaggi giudiziari più rilevanti degli ultimi anni per il territorio. Una seduta interlocutoria ma cruciale, che ha consentito alle parti di scoprire le carte in vista delle prossime scadenze processuali.

Tra gli elementi di maggiore rilievo, l’istanza di patteggiamento avanzata dal legale dell’ex sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, l’avvocato Paolo D’Arpino. Una mossa che conferma quanto già anticipato dalla nostra redazione nelle scorse ore. Analoga richiesta è stata presentata anche dai legali di Stefano Anniballi, ritenuto tra le figure più apicali dell’inchiesta, insieme all’ex primo cittadino e altri indagati che hanno chiesto il ricorso a riti alternativi.

Nel corso dell’udienza sono state inoltre sollevate diverse eccezioni preliminari. Alcuni imputati hanno optato per il rito abbreviato, in parte condizionato e in parte semplice, mentre per altri si resta in attesa di definizione. Il prossimo appuntamento è fissato per il 28 maggio, data in cui il giudice dovrà pronunciarsi sia sull’ammissibilità dei riti alternativi sia sulle posizioni ritenute più marginali.

Scontro sulle intercettazioni

Non meno rilevante il fronte aperto sulla utilizzabilità delle intercettazioni. I legali di Riccardo Del Brocco, Davide Salvati e Pietro Polidori, hanno infatti sollevato un’eccezione di inammissibilità, contestando l’uso di alcune captazioni nell’impianto accusatorio. Istanza condivisa anche dai legali di Elena Papetti. Su questo punto, la Procura europea potrà depositare controrepliche scritte, alle quali seguiranno eventuali ulteriori osservazioni delle difese.

Sarà ora l’udienza del 28 maggio a rappresentare un passaggio decisivo: oltre alla verifica dei patteggiamenti richiesti, il giudice sarà chiamato a sciogliere i nodi sulle eccezioni sollevate e a definire il perimetro processuale, tra riti alternativi e possibili rinvii a giudizio. Un momento chiave che contribuirà a delineare in maniera più netta gli sviluppi futuri.

Nell’udienza precedente, il 10 aprile, davanti al gup Antonello Bracaglia Morante, con il procuratore europeo delegato Alberto Pioletti collegato da remoto, erano stati accolti i patteggiamenti concordati per alcune posizioni. Due anni, dieci mesi e sette giorni per l’ingegnere Stefano Polsinelli e per il funzionario dell’ufficio tecnico comunale Camillo Ciotoli; un anno e sei mesi, con sospensione condizionale, per Selenia Boccia, amministratrice della società Adelante Group. Il giudice aveva preso atto anche dei versamenti al Fondo unico di giustizia: 96mila euro per Polsinelli, 30mila per Ciotoli e 10mila per Boccia. Per i primi due è prevista la conversione della pena in lavori di pubblica utilità, senza applicazione di pene accessorie.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura europea e condotta dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, sui lavori finanziati con fondi Pnrr al Comune di Ceccano, coinvolge, lo ricordiamo, complessivamente 29 persone, tra cui la società Antea Produzione e Lavoro. Gli avvisi di conclusione delle indagini avevano raggiunto Pierfrancesco Anniballi, Stefano Anniballi, Antonio Annunziata, Diego Aureli, Sabina Bonifazi, Roberto Caligiore, Loredana Capasso, Matteo Capuani, Patrizia Criscuolo, Vincenzo D’Onofrio, Riccardo Del Brocco, Massimo Del Carmine, Emanuele Gentile, Salvatore Guido, Lucio Maione, Franco Marcoccia, Raffaele Merolla, Giulio Morelli, Elena Papetti, Antonio Puppo, Maurizio Puzzuoli, Massimo Rinaldi, Danilo Rinaldi, Alberto Roncone, Frank Ruggiero, Luigi Schiavo, Gennaro Tramontano, Franca Maria Turchetta e la stessa società.

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