Certosa di Trisulti, le ricerche di Catelli e Rolletta riportano alla luce la comunità di monaci e sfollati del ’44

Redatte schede consultabili sui membri delle famiglie che tra il '43 e il '44 fecero parte della straordinaria comunità

La Certosa di Trisulti e gli sfollati del ’44 – Una storia da raccontare, è il titolo dell’evento che si terrà nella Sala Innocenzo III della Certosa di Trisulti, alle ore 11 di sabato 15 Novembre, organizzato dall’Associazione Trisulti Bene Comune, in collaborazione con il Ministero della Cultura Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte del Padre certosino Michele Celani. “Una storia straordinaria e mai raccontata prima – sottolineano gli organizzatori che hanno già registrato il sold-out delle presenze -, emersa da vari documenti e dal gran parte inedito materiale di archivio custodito nella Biblioteca della Certosa di Trisulti che due studiose locali, l’avvocato Maria Elena Catelli e la giornalista Paola Rolletta hanno consultato e che, oggi, portano per la prima volta alla luce. Diari, appunti, libricini di memorie, verbali e centinaia di schede anagrafiche
di censimento delle famiglie che nel monastero vennero ospitate, nel biennio 1943-1944, il periodo più cupo della storia italiana, quando la Certosa divenne un luogo di accoglienza e solidarietà”.

Sabato l’iniziativa di Trisulti Bene Comune e di Convivium

Furono, infatti, migliaia gli sfollati provenienti da vai paesi del Lazio e della Campania che nella Certosa trovarono un approdo sicuro, come migliaia furono anche i soldati di entrambi i fronti, sbandati, feriti o in ritirata, a trovare assistenza e cure da parte dei certosini. Tutti questi documenti hanno dato forma ad un “copione” per una lettura teatralizzata – spiegano da Trisulti Bene Comune – che sarà aperta da un breve prologo dello storico Gioacchino Giammaria e proseguirà con le voci narranti di Damiana Leone, Giordano Cedrone e Maria Elena Catelli, intervallate dalle improvvisazioni su temi popolari di Mattia Dell’Uomo, del gruppo folk dei Trillanti, che segneranno i passaggi più importanti della avvincente narrazione. Nel corso dell’evento verranno proiettate le riproduzioni fotografiche di alcuni documenti di archivio, tra cui parte delle schede di censimento delle famiglie che sono già state rintracciate.

La salvezza dalla guerra in un contesto di regole democratiche

Nell’occasione, tutte le schede potranno, su richiesta, essere consultate dai presenti con l’assistenza di volontari delle Associazioni della Rete Trisulti Bene Comune. Molti altri potrebbero così scoprire o avere conferma che membri delle proprie famiglie, tra il 43 e il 44, fecero parte di una comunità, raccolta intorno ai monaci certosini, che si organizzò secondo principi democratici, così da rappresentare per i tanti che chiesero e vi trovarono rifugio e assistenza un piccolo stato di diritto, in un tempo in cui la popolazione italiana e l’Italia tutta erano allo sbando. Nella Certosa, infatti, monaci e laici di tutte le estrazioni sociali, si misero all’opera e lavorarono insieme perché il monastero, pur restando un luogo di spiritualità monastica, si trasformasse in una
piccola città efficientemente organizzata, con oltre 3000 abitanti.

La figura di padre Michele Celani, ucciso a guerra finita

Venne creato un comitato, una sorta di capitolo monastico allargato, per la gestione di ogni necessità, si indissero assemblee in cui prendere le decisioni comuni più rilevanti, si praticarono attività artigianali e commerciali, forse ci si sposò e certamente vi furono almeno due nascite. E uno dei due bambini nati in Certosa, una anziana dottoressa ferentinate, sarà pure presente all’evento, come lo saranno i figli
dell’altro nato, recentemente scomparso. In quel frangente emerse la figura di Michele Celani, certosino, padre procuratore, ovvero la persona cui era affidata l’organizzazione e l’economia della Certosa e che, anche in vece del più anziano Padre Priore e con tutti gli altri monaci, prestò assistenza a migliaia di “inusuali ospiti”. Padre Michele fu ucciso, a guerra finita, da sicari restati sconosciuti. Ma per ragioni, forse, non estranee alla grande opera di umanità di cui fu protagonista.

Presentazione del libro “L’Aquila e il Monaco” di Cervini

Un altro evento in memoria di dom Michele Celani si terrà ad Alatri, il 14 novembre alle ore 18, presso il Salone dell’Associazione Gottifredo. Verrà presentato il libro di Marcello Cervini “L’Aquila e il Monaco” che, partendo dalla mobilitazione che ha unito il popolo ciociaro contro il tentativo di una Fondazione, ispirata dal teorico “trumpiano” Steve Bannon, di fare della Certosa (grazie ad epigoni italiani) un avamposto della politica del “sovranismo” europeo, torna alle vicende dell’assassinio del Procuratore della Certosa per suggerire una pista “politica” finora mai esplorata. Con l’autore dialogheranno l’architetto Marco Odargi, la giornalista Paola Rolletta (in videoconferenza) il presidente dell’Associazione Gottifredo Tarcisio Tarquini.

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