Cervaro – Alloggi ATER di Via Piternis, Iannarilli risponde all’appello di Canale e chiarisce

Il Commissario straordinario replica al consigliere comunale di Cervaro e chiarisce alcuni punti, poi la promessa

Raccolta di firme e appello al commissario Ater, Antonello Iannarilli per 50 famiglie che vivono in una situazione di disagio e degrado estremo nell’insediamento di edilizia economica e popolare di via Piternis a Cervaro. A promuovere l’iniziativa è stato il consigliere comunale di “Direzione Futuro” Gino Canale che ha ascoltato le richieste dei residenti ed ha stilato un documento indirizzato all’azienda territoriale del capoluogo, raccogliendo le sottoscrizioni di buona parte dei residenti. – LEGGI QUI

A stretto giro, il Commissario straordinario, On. Antonello Iannarilli, risponde all’appello del Consigliere di Cervaro: “Ringrazio il Consigliere Gino Canale per essersi fatto portavoce dei residenti degli alloggi ATER di Via Piternis. Le richieste avanzate dal consigliere riguardano problematiche già segnalate dal Sindaco, Ennio Marrocco, e mi permettono di cogliere l’occasione per chiarire alcuni aspetti, che ritengo essenziali per giungere ad una risoluzione delle criticità”.

“Dalla mia nomina a Commissario straordinario dell’ATER di Frosinone, ormai due anni e mezzo fa, sono riuscito a mettere in cantiere circa 450.000 euro da investire per la manutenzione dei 6500 alloggi di proprietà dell’Ente: una goccia nel mare rispetto a quanto sarebbe necessario per ristrutturare e riqualificare un patrimonio immobiliare decisamente vetusto.

Non sono in cerca di alibi ma è necessario sottolineare che l’amministrazione che guido ha affrontato grandissime difficoltà economiche a causa di una ingente esposizione debitoria, causata soprattutto dai tributi dovuti ai Comuni per l’IMU. Siamo di fronte a una vera e propria distorsione del sistema, un controsenso evidente: lo Stato che tassa lo Stato. Fino a quando però non si porrà rimedio e non si metterà seriamente e concretamente mano alla materia – con l’esenzione dal pagamento dell’IMU per la totalità degli immobili di proprietà dell’ATER, non vi è soluzione. È un ragionamento molto semplice: un canone da €7,75 può essere considerato reddito? Un immobile destinato ad una finalità sociale per il quale si riscuote un tale importo, può giustificare l’applicazione del tributo per il possesso dello stesso? Come si può pensare di detrarre, da una cifra così esigua, anche l’imposta di registro per i contratti di locazione e la quota per la manutenzione?” – Spiega Iannarilli.

”Emergenza morosità”

Mi preme ricordare ai lettori, che all’atto del mio insediamento, il tasso di morosità dell’inquilinato toccava la vetta del 70%. Cervaro non è esente dal dato: su tre siti dove sono allocati i fabbricati ATER – tutti in via Piternis – abbiamo circa 300.000 euro di crediti da incassare. Da oltre un anno è stata avviata la riscossione coattiva – su autorizzazione del MEF – che sta portando ottimi risultati. Il percorso è però ancora lungo e complesso, perché stiamo risanando una situazione incancrenita da oltre un decennio: a settembre 2023 i crediti da riscuotere ammontavano a circa 44 milioni di euro, una cifra esorbitante, figlia di un malcostume consolidato: “non pago, non lo fa nessuno e non ci saranno conseguenze”.

Tempo fa – prosegue Iannarilli – a seguito di richiesta del Sindaco Marrocco, ho fatto visita a Cervaro per essere presente ai sopralluoghi effettuati dai nostri tecnici, per una criticità dovuta allo sversamento di una fogna che causava disagi ai residenti. Problematica che l’Azienda ha provveduto a risolvere. Per quanto riguarda l’invito che mi viene rivolto a tornare, mi assumo l’obbligo di tornare a Cervaro, non appena gli uffici mi forniranno un quadro chiaro e incontrovertibile della situazione e dei correttivi da apportare, così da poter fornire risposte chiare a tutti i cittadini.

Assodato quanto detto finora, però, non posso non soffermarmi su di un punto molto importante che è indispensabile chiarire che ad oggi, l’ATER detiene diritto di possesso solo sulle aree appena prospicienti gli stabili, poiché da decenni è sospeso il procedimento per la stipula del diritto di superficie, tra la stessa Azienda e il Comune. Questo cosa significa in termini pratici? Innanzitutto che la proprietà dei terreni è del Comune e, pertanto, la manutenzione del verde è sua competenza; in secondo luogo, non sottoscrivendo la convenzione per il diritto di superficie si stanno ledendo gli interessi e i diritti dell’ATER, ma soprattutto degli assegnatari che avessero intenzione di riscattare il proprio alloggio. Ad oggi non è possibile. Se si arrivasse a meta, invece, manutenere il verde e le aree circostanti i fabbricati sarebbe onere dei condomini, mentre quelle di confine comunque del Comune. Non è una competenza dell’ATER, non rientra nei propri compiti. Analogo discorso si può applicare alla pulizia dei piazzali e degli spazi condominiali: spetta ai condomini, sia ai sensi del regolamento condominiale dell’Azienda, sia ai sensi del Codice Civile. Precisazioni doverose per fornire un quadro esaustivo ai lettori, perché l’Azienda non deve esimersi dai propri obblighi, quanto non devono gli assegnatari”.

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