In Italia oltre 86.000 negozi di vicinato sono scomparsi negli ultimi 10 anni; nel medesimo periodo, il saldo negativo nel Lazio è pari a 10.943 unità locali in meno.
A livello territoriale è la provincia di Roma ad aver pagato il prezzo più alto (-9.194 esercizi commerciali in meno rispetto al 2015) ma la situazione risulta negativa anche a Viterbo (con un saldo negativo pari a -668), Frosinone (-657), Rieti (-263) e Latina (-161).
| saldo n° unità operative | |
| FROSINONE | -657 |
| LATINA | -161 |
| RIETI | -263 |
| ROMA | -9194 |
| VITERBO | -668 |
| Totale Lazio | -10943 |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
“Non è solo un dato preoccupante, ma il segnale evidente di città che cambiano pelle e di comunità che rischiano di perdere i propri tradizionali punti di riferimento. Il declino del commercio di prossimità non riguarda soltanto l’economia, ma incide direttamente sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale dei territori”, commenta Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. “Come spesso accade, le diverse realtà locali si caratterizzano per dinamiche e velocità differenti. Eppure, proprio dai territori emerge con forza quanto i negozi di vicinato abbiano un ruolo centrale non solo per sostenere l’economia locale, ma anche per favorire socialità, integrazione e sicurezza”.
Partendo da un’analisi capillare di questo scenario che Nomisma presenta la prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, proponendo un approccio strutturato in grado di trasformare i dati in azioni concrete e progettualità con l’obiettivo di costruire nuovi modelli sostenibili per il rilancio dell’economia territoriale.
Commercio locale: un trend negativo che, tra aperture e chiusure, ridisegna i territori
Tra il 2015 e il 2025 il commercio locale ha vissuto una fase di profonda trasformazione e il saldo delle imprese attive a livello nazionale vede un calo del -6,7% complessivo negli ultimi 10 anni, toccando nel 2025 il punto più basso di tutto il periodo di osservazione.
La dinamica è sostanzialmente la medesima che si registra nel Lazio (-8,4%), seppur con intensità differenti nelle diverse realtà locali. Nello specifico, a Roma la flessione evidenziata nello studio di Nomisma è stata del -9,7% ma contrazioni marcate riguardano anche Viterbo (-8,6%), Rieti (-8,1%) e Frosinone (-5,8%) mentre Latina fa segnare la perdita più contenuta (-1,3%).
| Var% 2015-2025 | |
| FROSINONE | -5,8% |
| LATINA | -1,3% |
| RIETI | -8,1% |
| ROMA | -9,7% |
| VITERBO | -8,6% |
| Totale Lazio | -8,4% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Gli addetti aumentano in tutte le province del Lazio
A fronte di una crescita degli addetti nel comparto pari a +21,2% a livello nazionale, anche il Lazio si caratterizza per un segno positivo (+26,9%), con vette del +30,4% a Roma e del +21,6% a Latina. La crescita più contenuta, invece, si registra a Frosinone (+10,1%).
Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di prossimità del Lazio negli ultimi 10 anni sono aumentati di oltre 60.800 unità e nel 2025 risultano essere più di 287.000.
| Var% 2015-2025 | |
| FROSINONE | 10,1% |
| LATINA | 21,6% |
| RIETI | 14,0% |
| ROMA | 30,4% |
| VITERBO | 16,3% |
| Totale Lazio | 26,9% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Dinamiche differenti a seconda del settore di attività
A livello settoriale, il commercio di prossimità è il più colpito mentre, al contrario, la ristorazione si espande, confermandosi il comparto più dinamico. La perdita di negozi di vicinato riguarda in particolare i settori cultura e svago e tessile, abbigliamento e accessori (in calo sia per numero di esercizi sia di addetti), insieme a comparti tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari.
Segnali più positivi emergono invece dal commercio di articoli per l’edilizia e da quello legato alla cura e alla salute della persona.
Ricavi in crescita, ma non per tutti: si amplia il divario tra piccoli e grandi
L’analisi dei bilanci svolta da Nomisma permette di leggere in chiave economica le trasformazioni del commercio di prossimità, evidenziando dinamiche di crescita accompagnate da forti squilibri. Nel periodo 2015-2024, per le imprese “sopravvissute” i ricavi sono aumentati in media del +37,6% a livello nazionale, pur presentando significative disomogeneità. Mentre le grandi imprese registrano performance solide e in espansione, le piccole realtà affrontano una pressione crescente sulla sostenibilità economica, con un conseguente ampliamento del divario competitivo.
Nel Lazio, i ricavi hanno registrato una crescita media del +34,5%. Dal punto di vista settoriale, la ristorazione e i bar si configurano come i comparti più dinamici, con una crescita dei ricavi rispettivamente del +66,3% e del 53,9%, seguiti dagli articoli per l’edilizia (+45,4%), dai mobili (+39,5%) e degli alimentari e bevande (+36,5%). Andamenti leggermente più moderati ma stabili si osservano nel comparto delle ferramenta (+27,8%), della salute e cura della persona (+27,3) e nel comparto del tessile, abbigliamento ed accessori (+20,3%).
Più complessa, invece, la situazione dei settori delle gioiellerie e in quello relativo a cultura e svago, che registrano le performance più deboli dell’intero periodo di osservazione (rispettivamente +17,3% e +14,4%). Su questi comparti incidono la contrazione dei consumi discrezionali, la crescente concorrenza dei canali online e una maggiore difficoltà di recupero nel post-pandemia.
Costi di compravendita dei negozi in calo, affitti in aumento: il paradosso del commercio locale
L’analisi presentata nell’Osservatorio di Nomisma relativamente ai prezzi di vendita e dei canoni di locazione tra il 2015 e il 2025 restituisce un quadro contraddittorio: a fronte di una riduzione media dei valori di compravendita dei negozi pari a -9,0% a livello nazionale, i canoni di affitto hanno fatto registrare un aumento del +12,9%, evidenziando la crescente pressione dei valori immobiliari sugli esercizi commerciali di prossimità come una delle cause di espulsione dal mercato.
Anche queste dinamiche si manifestano in modo differenziato a seconda dei territori di riferimento: per quanto riguarda i prezzi di compravendita dei negozi, in regione Lazio si registra un calo generalizzato tra il 2015 e il 2025, con Roma che fa segnare un eloquente -22,8% contro il -16,5% di Rieti. Più contenuto il calo nelle altre province.
| Prezzi acquisto negozi | Var% 2025-2015 |
| Frosinone | -2,7% |
| Latina | -5,3% |
| Rieti | -16,5% |
| Roma | -22,8% |
| Viterbo | -7,2% |
| Totale Lazio | -14,2% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Relativamente all’andamento dei canoni di affitto, infine, l’incremento maggiore in questi ultimi 10 anni si rileva a Viterbo (+20,9%), seguita da Latina (+19,2%) e Frosinone (+15,9). Unico territorio in controtendenza è quello di Roma, dove i prezzi di locazione sono risultati in calo del -4,8%.
| Canoni negozi | Var% 2025-2015 |
| Frosinone | 15,9% |
| Latina | 19,2% |
| Rieti | 4,5% |
| Roma | -4,8% |
| Viterbo | 20,9% |
| Totale Lazio | 5,8% |
“La desertificazione commerciale nel Lazio procede ad un ritmo più intenso rispetto a quanto avviene a livello nazionale. Questo processo non è inesorabile, ma sia per i decisori pubblici sia per gli operatori privati correrebbe l’obbligo di ricercare soluzioni, come quella della costruzione di reti territoriali di reciprocità. L’alternativa sarebbe mettere a repentaglio l’idea stessa di città, così come l’abbiamo conosciuta fino ad ora”, conclude Capobianco.
L’Osservatorio
L’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma è dedicato all’analisi delle dinamiche economiche locali e alla desertificazione commerciale, fenomeno che impatta sulla tenuta economico-commerciale dei territori e influenza diversi aspetti inerenti la qualità della vita, la coesione sociale e la sicurezza. L’Osservatorio si propone come punto di riferimento per il rilancio dell’economia territoriale, promuovendo modelli di sviluppo innovativi e sostenibili. Oltre a fotografare la desertificazione commerciale, intende offrire opportunità per riflettere e individuare soluzioni su scala nazionale e locale, anche tramite la diffusione del Manifesto della Reciprocità e del Commercio Locale che si propone come strumento di sensibilizzazione e coinvolgimento di diversi stakeholder e amministrazioni locali.