Comune di Frosinone, Ferrara e Crescenzi fondano “Mani Libere” e la vita della maggioranza si complica ancora

La pec con cui è stata fondata la nuova realtà civica che finisce col frammentare ulteriormente la coalizione al governo del capoluogo

Una fiammata rende ancora più rovente il luglio della politica frusinate. Alle ore 12:15 del 13 luglio 2026, una PEC indirizzata ai vertici del Comune ha sancito la nascita del nuovo soggetto politico consiliare: “Mani Libere”. A firmare l’atto sono il presidente del Consiglio Comunale facente funzioni, Marco Ferrara, e il consigliere Sergio Crescenzi. I due esponenti ufficializzano la fuoriuscita immediata da “Identità Frusinate” e il contestuale ingresso nel Gruppo Misto. Una mossa che apre ufficialmente una faglia profonda nella maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli, proprio a poche ore da un delicatissimo vertice di coalizione.

Per capire la portata della scissione, è necessario mappare la complessa galassia di liste che sostiene il sindaco Mastrangeli. Una coalizione nata nel segno della continuità con l’era Ottaviani, ma progressivamente frammentata da veti incrociati e cambi di casacca: i partiti ufficiali sono Fratelli d’Italia (ex azionista di maggioranza ma spesso in contrasto interno ridotto a 2 consiglieri – 3 se si considera ancora Paolo Fanelli sempre più vicino al Terzo Polo -) e Lega (Forza Italia è all’opposizione da mesi). La storica Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia ha mantenuto un asse tattico con Ferrara, sostenendolo nelle due votazioni per la presidenza del Consiglio. Poi ci sono Lista Ottaviani, Identità Frusinate rimasta a questo punto col solo Christian Alviani, il Polo Civico (Claudio Caparrelli), l’ex lista Marini (Andrea Turriziani) e l’appoggio esterno della lista Marzi.

La novità: dover concordare ogni decisione con un ulteriore soggetto

Con la nascita di “Mani Libere”, i numeri della maggioranza in aula si fanno terribilmente frammentati. Il sindaco deve assicurarsi due voti disciplinati e si trova a dover negoziare ogni decisione con un nuovo soggetto che, come dice il nome stesso, risponderà essenzialmente ai propri obiettivi strategici.

Ecco di seguito il testo integrale della comunicazione protocollata via pec ieri pomeriggio: “I sottoscritti Consiglieri Comunali Marco Ferrara e Sergio Crescenzi, ai sensi e per gli effetti del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e dello Statuto del Comune di Frosinone, comunicano alle S.V. la loro fuoriuscita, con effetto immediato, del Gruppo Consiliare denominato: ‘Identità Frusinate’ in seno al Consiglio Comunale di Frosinone. Contestualmente, i due consiglieri suddetti informano le S.V. il loro ingresso nel gruppo misto ai sensi del comma 5 dell’art. 27 dello Statuto comunale approvato con delibera del consiglio comunale n. 24 del 21.05.2015. Si richiede, pertanto, di voler procedere agli adempimenti consequenziali, provvedendo ad assegnare al Gruppo gli spazi, le risorse e la partecipazione alle Commissioni Consiliari secondo quanto previsto dalle normative vigenti. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento”.

I patti per l’ingresso in Identità Frusinate e il caso presidenza del Consiglio

Dietro la fredda prosa della PEC si cela un romanzo politico fatto di promesse infrante e strategie note solo ai diretti interessati. Ma alcuni passaggi sono ufficiali. Il 2 febbraio 2026, Ferrara e Crescenzi lasciano Fratelli d’Italia (in polemica con i diktat del partito) ed entrano in Identità Frusinate. L’accordo politico era chiaro e strutturato su due pilastri: l’ingresso in giunta di Sergio Crescenzi come assessore e il sostegno compatto a Marco Ferrara come candidato alla Provincia. Crescenzi non entrerà mai in giunta e Ferrara otterrà i voti di un onesto risultato ma non certo l’elezione a Palazzo Jacobucci.

A far traboccare il vaso anche le due votazioni del 3 luglio per la presidenza del Consiglio comunale. Identità Frusinate decide di lanciare un sondaggio interno per decretare il candidato: dal voto esce plebiscitato il nome di Marco Ferrara. Tuttavia, al momento del voto decisivo in aula, il capogruppo Christian Alviani vota scheda bianca per allinearsi ai desiderata del sindaco Mastrangeli. Alla seconda votazione, Alviani abbandona direttamente l’aula. «Ci siamo sentiti usati», si sfogano gli uomini vicino a Ferrara e Crescenzi. La nascita di “Mani Libere” azzera le diplomazie.

Intorno al tavolo Mastrangeli ha ovviamente invitato tutte le anime del centrodestra, compresa quella Fratelli d’Italia che ha posto i veti, e la Lista per Frosinone (nuovo socio di maggioranza della coalizione), che durante le votazioni per la presidenza ha sostenuto Ferrara e che ora guarda con forte interesse alla nascita di questo polo autonomo. Il sindaco continuerà a fare i conti ad ogni seduta consiliare: da oggi a Frosinone c’è un gruppo con le “mani libere” di votare secondo coscienza. O di contribuire a staccare la spina alla consiliatura.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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