Comune di Frosinone, il bivio di Mastrangeli e di Fratelli d’Italia: ricomporre o non rivedersi più

Dopo la revoca delle deleghe alle assessore Geralico e Turriziani, la diplomazia della ricucitura punta su una telefonata di Trancassini

‘La pratica “Frosinone” è sulla scrivania dell’onorevole Paolo Trancassini. Stamattina ci sarà il suo intervento diretto con il sindaco Mastrangeli e l’onorevole Ottaviani‘. Telefoni staccati e linguaggio burocratese descrivono il clima di gelo che ha colpito Fratelli d’Italia dopo la mossa attuata ieri sera dal primo cittadino (di cui abbiamo già dato conto) che ha revocato le deleghe alle assessore meloniane Alessia Turriziani e Simona Geralico, lasciandole tuttavia in giunta pur senza alcuna possibilità di operare amministrativamente. – LEGGI QUI – Mentre da un lato i “Fratelli” avevano deciso di non mandare i 5 consiglieri in aula – in questa tattica assecondati da Polo civico (Andrea Turriziani e Claudio Caparrelli) e dal presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri – col fine di dare la spinta finale alla trattativa sulla revisione e sul riequilibrio della giunta municipale, dall’altra il sindaco Mastrangeli si ritrovava ad affrontare una seduta consiliare in situazione di clamorosa minoranza. Eppure aveva scientemente deciso di contribuire ad assicurare il numero legale di ieri sera grazie alla presenza di 11 consiglieri di opposizione e di soli 9 di maggioranza, sindaco incluso. Ma il prezzo pagato è stato di quelli salati.

Sindaco ed i suoi in minoranza e ordine del giorno invertito

La minoranza – peraltro costituita in buona parte dai fuoriusciti dalla maggioranza, come Forza Italia, Lista Mastrangeli e Gruppo Futura – s’è fatta passare l’inversione dell’ordine del giorno, ha votato le delibere che riteneva di dover approvare (stradello via Michelangelo-parcheggio Tonalli, acquisizione terreno a ridosso piazza Salvo d’Acquisto, riduzione della fascia di rispetto del vincolo cimiteriale a Colle Cottorino, mozione per le corse dirette sulla tratta ferroviaria Frosinone-Roma) ed è andata via. Lasciando i nove a raccogliere le loro cose per tornarsene a casa a leccarsi le ferite politiche per l’estrema e grave evoluzione della crisi strisciante che va avanti ormai da più di un anno e che vede su fronti sempre più opposti i meloniani e la cosiddetta galassia Ottaviani.

Il primo cittadino sfoglia la margherita sui meloniani sì o no in coalizione

Telefonata di Trancassini a Mastrangeli e Ottaviani a parte, gli scenari che si aprono hanno tutti come contesto la prospettiva del voto del 2027. Il sindaco Mastrangeli continua a muoversi come se i numeri stessero comunque dalla sua parte – e la seduta di ieri sera dimostrerebbe il contario – ma non s’è davvero capito se intende ricucire con Fratelli d’Italia, dopo avergli già votato il Brt nonostante l’aperta contrarietà del gruppo consiliare guidato da Franco Carfagna e l’assenza dei suoi rappresentanti in giunta. Ma adesso – col ritiro delle deleghe a Turriziani e Geralico – siamo al passaggio decisamente più clamoroso. Ha messo in conto come reagirà Fratelli d’Italia? Se FdI dovesse rompere definitivamente, Mastrangeli e Ottaviani hanno davvero già pronta la coalizione alternativa per il 2027 – con sponde solide nel centrosinistra – di cui si parla ormai da settimane?

La tattica del presidente Ales Tagliaferri spacca il suo stesso gruppo

I progetti di Mastrangeli per il secondo mandato fanno il paio con quelli di Fabio Tagliaferri (davvero si candiderà a sindaco?) e del partito di maggioranza del centrodestra nazionale, regionale e locale. Infatti sembra trasparire come parte non marginale dei guai dei meloniani frusinati dipenda da una strategia incomprensibile del presidente Ales: con le sue scelte pro Polo civico (assessorato a Trina: Gianfranco Pizzutelli è ormai da tempo vicino all’assessore regionale Giancarlo Righini) e pro Lista Marzi (delega urbanistica chiesta per Carlo Gagliardi) pur di trovare voti per Carfagna alla Provincia (ma un seggio alla Provincia vale più della perdita del Comune capoluogo?), è riuscito a spaccare il gruppo consiliare ed al contempo a indebolirlo, proprio nel momento in cui avrebbe avuto bisogno di grande coesione e determinazione.

Gli scenari del 2027 con due spezzoni di centrodestra contrapposti

Lasciamo perdere poi il messaggio di caos completo trasmesso all’opinione pubblica che tenta di seguire le vicende. La ragionevolezza di Aldo Mattia ha evitato il peggio e ricostruito la strada di una sorta di unità complessiva del circolo di FdI per studiare le prossime mosse da compiere. Ma davvero Fratelli d’Italia intende ricomporre – con un riassetto di giunta – l’andamento dell’amministrazione a guida Mastrangeli? E questa eventuale ricucitura quale profondità dovrebbe avere: quella di un semplice traghettamento verso le urne o sarà finalizzata a costruire il secondo mandato del primo cittadino uscente? Vale a dire: le tensioni registrate da mesi, fino a che punto hanno la logorato la fiducia degli uni (i “Fratelli) negli altri (Mastrangeli/Ottaviani) e viceversa? Potremmo essere, insomma, alla vigilia della deflagrazione finale ed alla nascita di due spezzoni del centrodestra proiettati verso le urne. L’altra possibilità è dar fondo a cerotti e garze. Che di solito non reggono a lungo, specie se le ferite non si rimarginano.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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