“Un vero e proprio plebiscito popolare rischia di essere ridotto al silenzio dall’inerzia dell’amministrazione comunale. Dopo la straordinaria raccolta di ben 779 firme, con cui i cittadini di Sora hanno espresso in modo inequivocabile e compatto la volontà di uscire dal Consorzio di Bonifica e non entrare nel costituendo Consorzio unico tutto è fermo”. A denunciarlo è Ennio Bruni, presidente del Comitato Cittadino del Territorio e promotore della petizione.
“A metà maggio, il Sindaco aveva convocato un incontro formale con una delegazione del comitato, composta da Mauro Tomaselli, E. Serapiglia e dal sottoscritto, promotore della petizione e Presidente del Comitato Cittadino del Territorio. In quell’occasione, il primo cittadino aveva promesso solennemente che avrebbe convocato il Consiglio Comunale entro giugno. Oggi, scaduto il termine e a più di un mese da quell’incontro, dal Palazzo Comunale tutto tace. Non è arrivata nemmeno una telefonata per avvertire di un eventuale ritardo”.
Non c’è stata la seduta consiliare ad hoc promessa entro giugno
Per questo il Comitato Cittadino del Territorio parla ormai di “silenzio istituzionale inaccettabile, mentre nelle case dei sorani, al contrario, le bollette continuano ad arrivare puntualissime”. Una volta che venisse approvata la delibera proposta da Bruni e dal Comitato, i sorani non pagherebbero più la tassa sui fabbricati e sui terreni fermo restando il dovuto da parte dei consorziati che usufruiscono del servizio irriguo.
Bruni, da parte sua, sottolinea con forza come questa iniziativa della petizione rappresenti “un’occasione irripetibile per i cittadini di Sora per non pagare mai più la tassa sui Consorzi di Bonifica per i propri immobili. Vista la difficile situazione economica generale, i cittadini non possono e non devono più sostenere questo peso finanziario ingiustificato. Il Comitato e i 779 firmatari non intendono assistere passivamente a questo rinvio ingiustificato. Si richiede l’immediato rispetto della parola data alla cittadinanza e la convocazione del Consiglio Comunale. La volontà di Sora non si gira dall’altra parte”.
