La Regione Lazio va verso la nomina di un ulteriore commissario per il Consorzio di bonifica “tripartito” della provincia di Frosinone (Valle del Liri, Conca di Sora, A sud Anagni), che da lustri non riesce ad unificarsi, ma sarebbe corretto dire che manca evidentemente la volontà politica (e sindacale) di procedere.
Dopo le dimissioni dell’ex assessore regionale Sonia Ricci, che venerdì mattina ha protocollato la lettera di rinuncia all’incarico di commissaria negli uffici di via Vico a Cassino, – LEGGI QUI – oltre alle tensioni politiche (per un fallimento sempre più evidente anche fuori dagli ambienti degli addetti ai lavori), in via Colombo circola una rosa di nomi: segno che non si desiste dalla tattica del commissariamento ad oltranza con la evidente finalità strategica di prolungare la gestione straordinaria di un ente che brucia annualmente 40 milioni di euro circa.
Assunzioni di Capodanno, non ha funzionato scaricare tutto su Marandola
Ricci, del resto, è finita col cadere vittima del clamore sollevato dalle 23 assunzioni messe a segno in un blitz ufficializzato nel pomeriggio del 31 dicembre scorso. Una questione che esplose tra i sindaci del territorio (alcuni ignari forse dell’occasione di infilare qualcuno nella rosa degli stagionali invece di preoccuparsi dei debiti gonfiati) per investire le forze politiche regionali ad inizio anno: il demansionamento dell’allora direttore generale Remo Marandola, da dg a responsabile dell’area finanziaria, doveva servire a scaricare su di lui ogni responsabilità. Ma era evidente che un esecutore tecnico di direttive politiche non rappresenta il responsabile vero della scelta contestata (che del resto firma gli atti insieme e prima dell’altro). Così, per una serie di sussulti sotterranei che la “testa” di Marandola non è riuscita ad attutire, si è giunti alla scossa definitiva sotto la poltrona della commissaria.
Il successore dovrebbe essere affiancato da due subcommissari
Sonia Ricci peraltro, sostenuta dall’assessore regionale Giancarlo Righini, è però espressione dell’area Coldiretti come di area Coldiretti sarà con ogni probabilità il prescelto alla successione che dovrebbe arrivare già la prossima settimana. Insomma le impronte digitali su quel che accade paiono chiare ed è inutile chiamare i Ris per gli accertamenti politici delle responsabilità. Sonia Ricci – che resta presidente di Anbi Lazio (l’associazione dei consorzi di bonifica) – a questo punto, da lunedì si occuperà esclusivamente dell’ordinaria amministrazione nella gestione dei tre enti che hanno approfittato del caso assunzioni almeno per unificare la direzione generale, con la nomina a numero uno di Aurelio Tagliaboschi. Dovrebbe tornare lo schema del commissario affiancato da un paio di subcommissari.
Tra gestione straordinaria ad oltranza e ritorno alle urne dei consorziati
Anche perché, ammesso che finalmente si voglia procedere all’unificazione dei tre consorzi – in ossequio alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 12 che ha già prodotto i suoi effetti nel resto del Lazio -, serviranno almeno altri 6-8 mesi a tambur battente per predisporre gli adempimenti burocratici della fusione. Solo a inizio 2027 potrebbe effettivamente partire il ritorno all’elezione democratica dei vertici consortili da parte dei consorziati di Cassino, Sora e Anagni, rinviando ad un secondo momento la redazione di un nuovo piano di classifica per l’intero ente di bonifica unico della provincia di Frosinone. Ma questa strada dipende dalla volontà politica di restituire la gestione di questi fondi regionali, statali e soprattutto dei cittadini al sistema elettivo ordinario previsto in statuto. Perché il commissariamento potrebbe andare avanti ‘tranquillamente’ (si fa per dire). Pure con scelte all’insaputa di chi vorrebbe contribuire alle lottizzazioni e spartizioni. Ma guarda un po’!