Un incontro senza spiragli è stato quello convocato in Regione dall’assessore Giancarlo Righini per disinnescare la mina della protesta dell’Ugl contro il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato di 21 lavoratori stagionali del Consorzio di bonifica “Valle del Liri”. Eppure il segretario generale Enzo Valente aveva annullato giorni addietro un sit-in di contestazione contro i vertici consortili già organizzato sotto le finestre degli uffici di via Vico a Cassino, quale segno di disponibilità al confronto. Ma, una volta arrivata in via Colombo, la delegazione Ugl s’è trovata di fronte a qualcosa di inatteso, con accuse ai lavoratori di scarsa efficienza e di peso eccessivo sulle casse dell’ente. Consorzio, come noto invece, spolpato dalle gestioni che si sono susseguite nel tempo e che furono denunciate dall’allora commissario Casilli.
Ma ora la ulteriore conduzione commissariale insediata da Righini è evidentemente allergica alle critiche, anche se di fonte sindacale e oltretutto di una sigla giudicata storicamente non certo ostile ai governi di centrodestra. Ma tant’è. Così stamane davanti alla sede centrale della Bonifica, Valente ed i sindacalisti Ugl hanno indetto un’assemblea aperta coi lavoratori, alla quale hanno invitato i media per denunciare la situazione che peraltro il segretario aveva chiarito anche in una recente intervista a Frosinone News. –LEGGI QUI–
Valente: “C’è una totale mancanza di volontà di risolvere la vertenza”
“Dall’incontro regionale – ha scritto Valente in una nota – è emersa la totale mancanza di volontà da parte delle istituzioni di individuare una soluzione lavorativa per il personale coinvolto. L’Ugl contesta con fermezza le posizioni assunte dalla Regione Lazio, ribadendo come le mansioni precedentemente svolte dai lavoratori vengano oggi affidate a ditte esterne”.
Ma non è solo il fronte sindacale a fare acqua, con stagionali sostituiti senza cortesie da ditte esterne, visto che prosegue l’azione di propulsione verso l’uscita dal perimetro di contribuenza dei Comuni che hanno votato questa scelta, che vengono pungolati dal comitato consorziati promosso da Lucio Bove e Elio Corsetti. I due attivisti hanno scritto una lettera aperta ai sindaci Luigi Germani di Arce, Pietro Francesco Maria Volante di Atina, Carlo Medagli di Belmonte Castello, Domenico Urbano di Broccostella, Gabriella Protano di Colfelice, Pierino Liberato Serafini di Fontechiari, Donato Enrico Bellisario di Pescosolido, Antonio Iaconelli di San Biagio Saracinisco, Giovanni Di Meo di Vallerotonda. Lo scritto è indirizzato per conoscenza al sindaco di Cassino, al sindaco di Sora e al Prefetto di Frosinone.
Comitato consorziati, lettera ai sindaci che vogliono uscire dalla contribuenza
“Caro sindaco, in qualità di consorziati, nostro malgrado – scrivono Bove e Corsetti -, e di cittadini del Comune di Arce, che ha deliberato l’uscita dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica della Valle del Liri, Le chiediamo cortesemente di attivarsi, nel più breve tempo possibile, per promuovere uno o più incontri con le autorità competenti, al fine di individuare una soluzione a una problematica che si protrae ormai da molti anni. Tale situazione continua infatti a produrre gravi ripercussioni economiche sui cittadini, costretti a corrispondere il contributo consortile senza beneficiare di alcun concreto vantaggio derivante dall’attività del Consorzio”.
“La presente richiesta nasce dal fondato timore che il nuovo Piano di Classifica possa essere adottato senza un preventivo confronto con le amministrazioni comunali e con i cittadini interessati, compromettendo ogni possibilità di rappresentare le criticità già più volte evidenziate. A tal proposito, abbiamo predisposto un breve memorandum contenente le principali osservazioni e le questioni che riteniamo opportuno sottoporre all’attenzione delle autorità competenti. Sarebbe per noi motivo di grande soddisfazione poterlo illustrare nell’ambito degli incontri che confidiamo possano essere promossi quanto prima”.
E’ a margine solo il caso di ricordare come la Regione Lazio faccia da anni orecchie da mercante di fronte alle recriminazioni dei cittadini residenti e immessi forzatamente nei ruoli proprio per risanare i conti dissestati dai vari gestori succedutisi nel tempo: ovviamente centrosinistra e centrodestra pari sono nell’issare impenetrabili e poco democratici muri di gomma.