Sale la tensione sindacale nel Lazio meridionale. Per la mattina di oggi, martedì 14 luglio 2026, alle ore 09:00, l’Ugl aveva previsto un presidio di protesta davanti alla sede del Consorzio di Bonifica Valle del Liri in via G.B. Vico a Cassino. Ma nel pomeriggio inoltrato di lunedì l’organizzazione dei lavoratori ha ufficialmente ricevuto la convocazione da parte dell’Assessorato al Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranità Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio, a firma dell’assessore Giancarlo Righini. Da qui la decisione di sospendere la manifestazione. ”La decisione – spiega la sigla sindacale – è un atto di responsabilità volto a favorire un clima di dialogo costruttivo e sereno in vista del tavolo ufficiale”.
Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo contrattuale per 21 lavoratori a tempo determinato, scaduto lo scorso 30 giugno. Si tratta del personale storicamente impiegato nella gestione cruciale degli impianti irrigui durante la stagione calda. Abbiamo analizzato la situazione con il Segretario Generale dell’Ugl della provincia di Frosinone, Enzo Valente, che lancia accuse sia ai vertici del Consorzio sia ai consiglieri regionali del territorio.

- Segretario Valente, qual è il fulcro della vostra contestazione legale e sindacale?
“Noi continuiamo a sostenere con forza la causa di questi 21 lavoratori. Riteniamo che il loro operato sia fondamentale per la gestione degli impianti irrigui. Ci appelliamo formalmente all’articolo 7 dello statuto consortile, il quale vieta espressamente di dare in gestione all’esterno il funzionamento di questa infrastruttura. È una condotta vietata anche dal contratto collettivo nazionale del comparto. Parliamo di persone selezionate regolarmente attraverso agenzie e che ora vengono lasciate a casa. Si parla di concorsi imminenti per assumere direttamente nuovo personale, ma questo meccanismo è inaccettabile”.
“Cambia il governo degli enti e dovrebbero cambiare… anche i lavoratori”
- I tagli vengono collegati con la necessità di risanare i debiti finanziari. È così?
“Il Consorzio ha indubbiamente delle difficoltà finanziarie, ma la verità è un’altra. Qui siamo davanti alla triste tendenza per cui, come cambia il governo degli enti, cambiano anche i lavoratori. Chi paga sono sempre i più deboli. La Regione Lazio ci sta pressando per annullare la protesta, ma la realtà è che ci escludono totalmente dai progetti di governance. Oltretutto il Consorzio sta sprecando denaro pubblico: hanno macchinari a noleggio che oggi sono fermi nei campi perché mancano gli operatori per farli funzionare”.
- Cosa chiede l’Ugl nell’immediato?
“Chiediamo la proroga immediata dei 21 contratti per tutto il periodo necessario al regolare svolgimento della stagione irrigua. Gira voce che a breve verrà pubblicato un bando per fare nuove assunzioni: vogliono assumere chi dicono loro, e sono pronto a scommettere che accadrà prima delle prossime scadenze elettorali. La governance deve capire che i problemi strutturali si affrontano diversamente. Sappiamo che l’agricoltura locale è in crisi, anche a causa dei cinghiali che devastano tutto: la zona degli Antridonati, un tempo fertilissima per il granone, oggi è spopolata per colpa delle mandrie selvatiche. Ciononostante, mettono in funzione impianti ovunque spendendo soldi, e poi tagliano il personale. A pagare non possono essere sempre i lavoratori”.
“Gli eletti locali dicono di non farcela a fronteggiare lo strapotere dei romani”
- Che ruolo stanno giocando i consiglieri regionali eletti nel territorio di Frosinone?
“Ho detto loro chiaramente che non li accetteremo mai più al nostro fianco quando si tratterà di sfilare per le aziende private in crisi. Quando i politici regionali assumono le vesti di datore di lavoro, come nel caso di questo Consorzio pubblico, sanno solo licenziare e prendersela con i lavoratori”.
- Come si giustificano gli eletti alla Pisana di fronte a questo affondo?
“Accampano scuse. Dicono che le periferie in Consiglio regionale sono in minoranza, che loro sono solo 14 contro tutti i rappresentanti di Roma. Ma la stessa identica proporzione numerica c’era nelle passate legislature, eppure gli eletti di allora politicamente ci sapevano fare molto di più. A me pare evidente un disegno preciso che investe i consorzi di bonifica, quelli industriali, gli enti economici e la sanità: privare la provincia di Frosinone di ogni centro decisionale e servizio essenziale, lasciando sul nostro territorio soltanto impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti».