Contrabbando di alcolici, maxi evasione di Iva per una società ciociara

La società scoperta ha effettuato acquisti di birra da altri Paesi comunitari in totale evasione di accisa e di Iva

Nell’ambito dell’attività di contrasto alle frodi fiscali in materia di accise e di IVA intracomunitaria, i funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, in servizio presso l’Ufficio delle Dogane di Frosinone, hanno concluso una verifica nei confronti di una società operante nella provincia ciociara che ha effettuato acquisti di birra da altri Paesi comunitari in totale evasione di accisa e di IVA.

Tale attività di verifica, scaturita a seguito dei consueti controlli che l’Ufficio effettua periodicamente presso gli operatori che ricevono birra da altri Paesi comunitari, ha permesso di acclarare che la società, a partire dall’anno 2018 fino al mese di giugno del 2021, ha effettuato acquisti intracomunitari di bevande (alcoliche e non) e di prodotti alimentari in totale evasione dell’IVA, per un valore di imposta accertato pari a 280mila euro.

Inoltre, dal controllo effettuato sulle bevande, è emerso che la birra che è sottoposta alla doppia imposizione di IVA e di accisa, è stata acquistata anche in totale evasione di quest’ultima imposta, per un valore accertato pari a ulteriori 47mila euro.

Nel corso delle operazioni, i funzionari dell’Agenzia hanno scoperto che l’operatore, già censito come “destinatario registrato” (quale figura finalizzata a ricevere e assoggettare a imposta la birra e i prodotti alcolici ricevuti da altri operatori comunitari), oltre a ricevere prodotti tramite l’esercizio del “regime regolare”, ne ha ricevuti altri, sottraendoli all’accertamento e al pagamento dell’accisa e dell’IVA.

Attraverso un attento e approfondito controllo degli stoccaggi di magazzino, è emerso che la società deteneva delle tipologie di birra diverse da quelle riportate sui documenti di regolare circolazione (c.d.e-AD), ricevuti nell’ambito dell’esercizio della figura di “destinatario registrato”. Tale anomalia ha spinto i funzionari operanti ad approfondire i controlli e a esaminare le fatture di acquisto che, seppure parzialmente esibite rispetto alla reale operatività desumibile dalle banche dati intracomunitarie in uso all’Agenzia, hanno evidenziato l’avvenuta ricezione da altri Paesi comunitari di birra e di altri prodotti alcolici, mediante un consolidato “canale parallelo”.

I successivi riscontri contabili inoltre, hanno permesso di accertare che lo stesso operatore, a fronte dell’acquisto intracomunitario di altri prodotti alimentari, non ha provveduto a registrare tutte o parte delle fatture di acquisto e non ha presentato, o ha presentato solo in parte, le dovute dichiarazioni periodiche in materia di IVA.

In perfetta sintonia con l’Autorità Giudiziaria inquirente, la birra di illecita provenienza rinvenuta, per un quantitativo pari a litri 2.871, è stata sottoposta a sequestro con destinazione alla successiva distruzione; l’operatore sottoposto a controllo è stato denunciato per le ipotesi di contrabbando in materia di accise e di evasione fiscale in materia di IVA.

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