Crisi d’impresa, 13.500 le procedure avviate nel 2025: incremento del 15,5%

La composizione negoziata cresce: 1.800 istanze, +69,5%, lo scorso anno. I dati dell’Osservatorio sulla crisi d’impresa di Unioncamere 

Cresce di quasi il 70% in un anno il ricorso alla Composizione negoziata della crisi d’impresa, il percorso volontario e stragiudiziale per il risanamento delle aziende in crisi ma con le potenzialità per restare sul mercato: 1.776 le istanze presentate nel 2025 a fronte delle 1.048 del 2024. Oggi, con un 13,2% di incidenza sul totale delle procedure avviate, la Composizione negoziata rappresenta la principale opzione alla quale ricorrono le imprese nei casi di difficoltà.

Nel complesso, le procedure previste per la crisi d’impresa avviate lo scorso anno risultano in aumento del 15,5% rispetto al 2024, sfiorando quota 13.500. Tra queste, la più numerosa è la liquidazione giudiziale, che conta 9.869 procedure aperte lo scorso anno, in aumento del 7,2% rispetto al 2024.

È quanto mostra l’Osservatorio sulla crisi d’impresa di Unioncamere nel quarto rapporto, focalizzato sull’analisi degli istituti e delle procedure del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza riferite all’anno 2025.

“Fa piacere constatare che sta crescendo sempre di più il ricorso alla Composizione negoziata per la risoluzione delle crisi d’impresa”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Questo strumento infatti offre reali opportunità alle aziende di ricomporre le situazioni di difficoltà e restare sul mercato. Un vantaggio anche in termini di mantenimento dei livelli occupazionali”.

Composizione negoziata

Tra le imprese che hanno fatto ricorso alla Composizione negoziata prevalgono le società di capitale (che rappresentano il 79% del totale). I settori più presenti sono le attività manifatturiere (28,5%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (21%) e le costruzioni (10,2%). Continua a crescere nel tempo la dimensione media delle aziende che fanno ricorso a questo strumento. A fine 2025, il valore medio della produzione delle imprese che hanno presentato istanza supera i 16 milioni di euro (era 10 milioni nel 2024), mentre il numero medio di addetti è 40.

Concordato semplificato

Le 143 procedure registrate (in aumento del 68,2% rispetto alle 85 del 2024) provengono invece da imprese con un numero medio di addetti pari a 16 e un valore della produzione di 7 milioni di euro. Il maggior numero di istanze si deve al settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (27,3%).

Concordato preventivo

Gli 895 concordati preventivi avviati nel 2025 (in crescita del 17,5% rispetto al 2024), fanno invece registrare un valore medio di 32 addetti per imprese e circa 7 milioni di euro di valore della produzione.

Accordo di ristrutturazione dei debiti

Aumenta del 6,7% anche il ricorso a questo istituto, che registra 348 procedure aperte a fronte delle 326 dell’anno precedente. In questo caso, il valore medio della produzione delle imprese è pari a 11 milioni di euro, mentre il numero di addetti è 89.

Liquidazione giudiziale

Con un numero medio di addetti per impresa pari a 8 e un valore medio della produzione di 3 milioni di euro, la liquidazione giudiziale continua ad essere la procedura concorsuale più utilizzata dalle imprese più fragili e meno strutturate. Tra i settori più rappresentati figurano le costruzioni (21,9%), che precede il commercio all’ingrosso e al dettaglio (21,8%) e le attività manifatturiere (16,7%).

Liquidazione coatta amministrativa

A questo istituto hanno fatto ricorso lo scorso anno 439 imprese (in aumento dell’86% rispetto al 2024) con una assoluta prevalenza di cooperative, consorzi e società consortili operanti principalmente nella sanità e assistenza sociale (21,6%) e nelle attività amministrative e di servizi di supporto (13,1%).

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