Dai sospetti degli ambientalisti ai sigilli del Gip: così l’inchiesta ha travolto il cantiere della Villa comunale

Cassino - La Procura contesta tentata truffa, traffico organizzato di rifiuti e discarica abusiva. Pericolo per l’ambiente

Dalle prime segnalazioni arrivate nell’estate del 2025 fino al sequestro preventivo disposto dal Gip Claudio Marcopido. È il percorso investigativo che ha portato alla chiusura di una vasta porzione della Villa Comunale di Cassino, trasformando uno degli interventi simbolo della riqualificazione urbana finanziata con fondi del Pnrr in una complessa vicenda giudiziaria.

L’indagine, nata dopo alcuni esposti presentati da ambientalisti preoccupati per la natura del materiale utilizzato nel cantiere, è stata avviata dalla Procura della Repubblica di Cassino, diretta dal procuratore capo Carlo Fucci, con il sostituto procuratore Alfredo Mattei. Successivamente, per la presenza di finanziamenti europei nell’opera pubblica, il fascicolo è passato sotto il coordinamento della Procura Europea.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i lavori di rifunzionalizzazione della Villa Comunale avrebbero dovuto prevedere la fornitura di terreno coltivo con caratteristiche ben precise, destinate alla sistemazione delle aree verdi. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri Forestali avrebbero invece consentito di individuare una filiera di approvvigionamento differente, che avrebbe portato all’utilizzo di materiale proveniente da attività di recupero e trattamento di rifiuti.

Nel decreto di sequestro, il Gip richiama più volte la documentazione acquisita e le analisi eseguite nel corso delle indagini, soffermandosi in particolare sulla presunta mancata dimostrazione dei requisiti necessari affinché il materiale movimentato potesse perdere la qualifica di rifiuto e diventare legalmente riutilizzabile.

Un elemento ritenuto centrale dagli investigatori riguarda proprio la provenienza del materiale e la sua movimentazione. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire quasi trecento trasporti effettuati nell’arco di diversi mesi, per un quantitativo complessivo stimato in circa settemila metri cubi.

Numeri che hanno portato la Procura a contestare il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Contestata anche la tentata truffa aggravata ai danni del Comune di Cassino, ipotesi fondata sulla presunta sostituzione del terreno previsto dal capitolato con materiale diverso e di minor valore economico. A ciò si aggiunge la contestazione della discarica abusiva, che secondo l’accusa si sarebbe concretizzata attraverso il conferimento e l’interramento del materiale all’interno del parco cittadino.

Sono sei gli indagati. Si tratta degli imprenditori Stefano Minotti, Pasquale De Luca, Rocco Di Vito e Massimiliano Di Vito, oltre all’architetto Marco Sacchetti e al geometra Mario La Storia. Le contestazioni riguardano inoltre le società coinvolte nella gestione dell’appalto e nella fornitura del materiale, chiamate a rispondere degli illeciti amministrativi previsti dal decreto legislativo 231 del 2001.

Tra i passaggi più significativi dell’ordinanza vi è quello relativo alle condizioni ambientali dell’area. Il Gip evidenzia infatti come, allo stato degli atti, una parte consistente del materiale oggetto delle contestazioni risulterebbe ancora presente all’interno della Villa Comunale, nonostante gli interventi successivamente eseguiti.

Proprio questa circostanza ha contribuito a motivare la misura cautelare. Secondo il giudice, la libera disponibilità dell’area potrebbe determinare un aggravamento delle conseguenze delle condotte contestate, tenuto conto dell’elevato numero di cittadini che frequentano quotidianamente il principale parco pubblico della città.

Oltre al sequestro di circa due ettari della Villa Comunale, il provvedimento ha disposto il vincolo su dieci automezzi ritenuti utilizzati per il trasporto del materiale. Per alcuni mezzi in leasing è stata prevista la restituzione alle società proprietarie.

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse formulate dagli inquirenti dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento e tutti gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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