Si conclude con una sostanziale conferma della sentenza di primo grado il processo d’Appello per l’omicidio di Yirelis Pena Santana. La Corte ha confermato la responsabilità di Sandro Di Carlo e, soprattutto, ha ribadito i due punti cardine già riconosciuti dal Tribunale di Cassino: l’assenza del movente per futili motivi e la parziale incapacità di intendere e di volere dell’imputato.
Per Di Carlo la pena passa da 14 a 15 anni di reclusione. Un aumento contenuto, determinato esclusivamente dalla valutazione dei suoi precedenti penali, senza modifiche all’impianto sostanziale della decisione assunta in primo grado.
Gli avvocati Salera e Germani hanno accolto con soddisfazione il verdetto, sottolineando come la Corte abbia confermato in pieno le conclusioni difensive che avevano già trovato accoglimento nel luglio dello scorso anno. In quella occasione l’imputato, pur accusato di un fatto gravissimo, era riuscito a evitare una condanna molto più severa grazie all’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e al riconoscimento della ridotta capacità di intendere e di volere.
La sentenza assume particolare rilievo anche in relazione alle richieste avanzate dalla Procura, che puntava a un sensibile aggravamento del trattamento sanzionatorio. L’accoglimento dell’appello dell’accusa avrebbe potuto comportare una condanna non inferiore ai 24 anni di carcere. Inoltre, il riconoscimento dei futili motivi avrebbe aperto la strada alla pena dell’ergastolo.
Con la pronuncia di oggi, invece, la Corte d’Appello ha confermato l’impostazione già accolta dal Tribunale di Cassino, limitandosi ad aumentare di un anno la pena per effetto dei precedenti dell’imputato. La famiglia della giovane donna, costituita parte civile attraverso l’avvocato Marco Rossini, ha annunciato ricorso in Cassazione.