Desertificazione bancaria, troppi Comuni senza sportelli

Il sindacato Unisin lancia l'allarme: in provincia di Frosinone si è passati da 204 a 151. In fumo posti di lavoro e servizi

Sono più di 78 mila i cittadini della provincia di Frosinone ‘senza banca’, pari al 16,83% della popolazione totale.  Il dato emerge da un’analisi condotta dall’Unisin, il sindacato dei bancari, che ha inaugurato la sede di Frosinone con una conferenza stampa, nel corso della quale è emerso come negli ultimi sette anni sia pesantemente diminuito il numero del personale, sceso da 1.202 a 941 dipendenti, così come quello degli sportelli.

Il Segretario Provinciale, Alessio Storace, oltre a ringraziare il Segretario Generale, Emilio Contrasto, ed il Segretario Nazionale Valerio Fabi per la loro presenza, ha fatto il punto della situazione su un problema storico che attanaglia il nostro territorio: la desertificazione bancaria.

L’intervento di Fabi

Valerio Fabi, nel corso del suo intervento, si è soffermato sull’aspetto sociale degli istituti di credito. “Le banche – ha fatto notare – non devono essere considerate servizio essenziale e quindi di importanza sociale, solo per rimanere aperte durante la pandemia, ma devono avere una rilevanza anche per essere al servizio delle fasce deboli della società”.

L’allarme di Contrasto

Il Segretario Generale, Emilio Contrasto, dopo aver ringraziato Storace per il suo ingresso in Unisin e per aver costituito la sigla in provincia, ha ribadito che la sigla deve essere la voce dei territori. Per quanto riguarda la desertificazione ha evidenziato come esista il problema non solo della perdita degli sportelli ma anche, per tutto il centro-sud italiano, la perdita dei centri decisionali, ora concentrati quasi esclusivamente in Lombardia. “La desertificazione bancaria – ha sottolineato – va contrastata perché porta intrinsecamente anche una desertificazione economica e sociale. Il processo deve essere invertito quanto prima. Bisogna anche, ovviamente, contrastare la malavita – il suo appello – ed i processi di usura che nascono in diretta conseguenza alla chiusura delle filiali. Da ultimo, vi è un aspetto importante che deve essere considerato: ovvero quello tecnologico. In molte parti del Centro-Sud si registra un ritardo infrastrutturale a livello tecnologico che non consente a tutti l’accesso alle tecnologie digitali sempre più avanzate richieste dalle banche. A Frosinone, ad esempio, siamo in forte ritardo sulla fibra ottica”.

L’analisi di Storace

“Nel lungo periodo, ben 7 anni, che abbiamo esaminato in questo studio – ha fatto notare Storace – per quanto riguarda il personale bancario, abbiamo assistito ad un crollo verticale degli addetti. In provincia di Frosinone si è, infatti, passati dai 1.202 del 2015, ai  941 del 2021. In pratica sono andati persi ben 261 posti di lavoro: una percentuale pari al 21.71%”. Diminuito, sempre stando al rapporto, anche il numero degli sportelli. “Si è passati – ha aggiunto Storace – dai 204 al 2015, ai 151 del 2021, con una perdita di 53 sportelli, vale a dire il 25,98% del totale”.

Altro aspetto finito sotto la lente: i Comuni rimasti privi della presenza di istituti di credito.  Il vero problema del territorio.

“Negli ultimi anni – ha argomentato – la provincia di Frosinone ha perso ben 18 comuni, superando tutte le altre provincie (Roma compresa con 12 comuni) ed una percentuale doppia rispetto a quella nazionale. I numeri dicono che se nel 2015 erano 61, oggi sono 43. Se poi si scende ulteriormente nel dettaglio, si  nota come in provincia di Frosinone ben 78.850 residenti, pari al 16,83%, non hanno un servizio bancario. Su 91 comuni ben 48, quindi più della metà, toccano con mano la ‘desertificazione bancaria’.”

Anche per quanto riguarda le banche locali – ha continuato – ovvero quelle con sede legale in provincia di Frosinone, la situazione è decisamente peggiorata: dal 2015 ad oggi ci sono due banche locali in meno, ovvero la BCC Fiuggi (ora Banca Centro Lazio) e la Banca della Ciociaria (prima Credito Valtellinese, ora Credit Agricole). Praticamente la provincia ha perso il 33,33% degli istituti di credito locali”.

Poi il capitolo risparmi e prestiti. “Per quanto riguarda i risparmi dei frusinati – ha rimarcato Storace – la situazione è decisamente buona. Infatti passiamo da quasi 4 miliardi di euro di fine 2015 a quasi 5,5 miliardi di euro di fine 2021. Un incremento, nel periodo, di ben 40,84%. Nel solo 2021, rispetto al 2020, l’incremento è stato di 380 milioni di euro con un +7,51%”. Note dolenti, invece, per ciò che concerne i prestiti. “Il sistema bancario – ha rimarcato – ha palesemente smesso di investire sulla nostra provincia. A fronte di un aumento dei depositi, i prestiti, nel periodo considerato, sono diminuiti. Non deve trarre in inganno – ha avvertito – il misero -0,28% che può sembrare basso ma, in realtà, è un dato in controtendenza che mostra chiaramente il disimpegno delle banche verso il nostro territorio”. Relativamente alle sofferenze è, invece, emerso un incredibile abbattimento con un decremento del 79,72% dal 2015 ad oggi”.

“A questo dato, di per se già significativo, va aggiunto anche quello sul numero degli affidati in sofferenza che è diminuito del 60,73%. Tutto quanto evidenziato – ha denunciato – finora porta, secondo noi, ad una sola conclusione: il sistema bancario si sta fortemente disimpegnando verso la provincia di Frosinone. A fronte di una forte diminuzione dei dipendenti, degli sportelli e dei comuni con servizi bancari, non corrisponde una diminuzione dei volumi e delle masse amministrate, tutt’altro. Dal 2015 al 2021 i depositi sono aumentati del 40% e, nel 2019, hanno superato i prestiti che stanno via via scemando e solo grazie ad una ripresa degli ultimi due anni il dato non è ancor peggiore”.

Ma il dato comunque resta, le banche a Frosinone nel 2021 hanno raccolto ben 5,5 miliardi di euro ed hanno investito, come prestiti, solo 4,6 miliardi di euro, dando il chiaro segnale che si sta investendo altrove, anche perché ci viene difficile credere che non vi siano state richieste sufficienti da parte di famiglie ed imprese. E questo disimpegno è ancor più ingiustificato se guardiamo il dato delle sofferenze bancarie”. Un dato finalmente in linea con la media nazionale e che toglie Frosinone dallo sgradevole posto di ‘maglia nera’ che ha occupato per tanti anni quando si è parlato di sofferenze. E questo è un aspetto che stupisce, quando il territorio aveva notevoli sofferenze le banche erano più propense ad erogare credito, ora che quel dato si è, per così dire, normalizzato, le banche sono restie a concedere finanziamenti. La provincia di Frosinone – ha concluso –  chiede spiegazioni perché questo territorio ha bisogno di una corretta assistenza bancaria per potersi rilanciare e lasciare alle spalle anni bui e di crisi”.

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Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

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