Negli Stati Uniti è in corso un’ampia diffusione di casi di ciclosporiasi, un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Le autorità sanitarie stanno monitorando focolai segnalati in 31 Stati, mentre proseguono le indagini per individuare l’origine comune del contagio. I sintomi più frequenti comprendono diarrea acquosa, crampi addominali intensi, gonfiore, nausea, perdita di appetito e forte senso di stanchezza. In assenza di un trattamento adeguato, la malattia può protrarsi per diverse settimane.
Secondo gli ultimi aggiornamenti dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sono stati confermati 843 casi di ciclosporiasi e 86 ricoveri negli Stati Uniti. Non sono stati registrati decessi.
Le autorità precisano però che il numero reale delle persone contagiate potrebbe essere sensibilmente più elevato. Molti pazienti, infatti, non si rivolgono ai servizi sanitari oppure guariscono senza effettuare accertamenti diagnostici. Inoltre, tra la comparsa dei sintomi e la registrazione ufficiale dei casi può trascorrere diverso tempo. Alcuni Stati riportano numeri decisamente più elevati rispetto alle statistiche federali. Il Michigan, ad esempio, ha comunicato oltre 1.500 casi e alcune decine di ricoveri, mentre il totale delle segnalazioni raccolte dai dipartimenti sanitari statali supera le migliaia di infezioni.
Tra gli Stati più colpiti figura proprio il Michigan, dove la diffusione dell’infezione risulta particolarmente significativa. Casi sono stati segnalati anche in Ohio, Colorado, Illinois, New York, Carolina del Nord, Texas, Wisconsin e in numerosi altri territori.
L’incremento dei contagi durante i mesi più caldi non rappresenta una novità: la ciclosporiasi tende infatti a manifestarsi con maggiore frequenza tra primavera ed estate. Quest’anno, tuttavia, diversi dipartimenti sanitari hanno evidenziato un aumento superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Come si trasmette
L’infezione si contrae ingerendo acqua o alimenti contaminati dal parassita. In passato, negli Stati Uniti, diversi focolai sono stati ricondotti al consumo di frutta, verdura ed erbe aromatiche fresche. Il parassita può aderire alla superficie dei prodotti ortofrutticoli, rendendo difficile la sua completa eliminazione con il semplice lavaggio domestico. Per questo motivo gli esperti invitano a prestare particolare attenzione alla manipolazione e alla conservazione degli alimenti freschi.
Le autorità sanitarie e la Food and Drug Administration (FDA) stanno collaborando per individuare l’origine dell’epidemia, ma al momento non sono stati disposti richiami di prodotti alimentari.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti affrontano un’epidemia di ciclosporiasi. Negli anni passati alcuni focolai erano stati associati a prodotti ortofrutticoli contaminati, tra cui insalate confezionate e lattuga importata.