Disagio giovanile, baby gang e dipendenze: il dolore che chiede ascolto. La storia di Thomas Bricca in un convegno

A Tor Vergata la testimonianza di Lorenzo Sabellico, zio di Thomas Bricca, con l'associazione l’Albero di Thomas

C’è una storia che pesa come un macigno e che non può restare fuori dal dibattito sul disagio giovanile. È quella di Thomas Bricca, il diciannovenne assassinato ad Alatri nel gennaio 2023, una vicenda che ha scosso un’intera comunità e che continua a interrogare coscienze e istituzioni. A portare quella memoria all’interno della Conferenza nazionale su “Disagio giovanile, baby gang e dipendenze” sarà Lorenzo Sabellico, zio di Thomas e presidente dell’associazione L’Albero di Thomas, nata per trasformare il dolore in impegno civile.

La sua presenza all’evento, in programma all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il 6 marzo alle 14.30, rappresenta molto più di una testimonianza. È il richiamo concreto a ciò che accade quando il disagio, la violenza e l’assenza di riferimenti educativi non vengono intercettati in tempo. L’Albero di Thomas, simbolo di memoria e responsabilità collettiva, diventa così emblema di una battaglia culturale che riguarda famiglie, scuola, istituzioni e territorio.

La conferenza, promossa dal CREG – Centro di Ricerche Economiche e Giuridiche – in collaborazione con il Master MEDIM e con la partecipazione dell’Unione Nazionale Camere Minorili, intende affrontare in modo organico fenomeni troppo spesso letti separatamente: baby gang, nuove dipendenze, malessere psicologico. E invece i numeri raccontano una trama comune, inquietante.

Secondo i dati frutto di una ricerca promossa da Unicef e Openpolis tra il 2023 e il 2024, il suicidio è oggi la seconda causa di morte tra i 15 e i 24 anni. In Europa un adolescente su cinque compie atti di autolesionismo. Più di uno su sette, tra i 10 e i 19 anni, convive con un disturbo mentale diagnosticato, spesso ansia o depressione. A questo si aggiungono le nuove dipendenze comportamentali: quasi 100mila ragazzi presentano una dipendenza dai social media, fenomeno correlato anche alla difficoltà di costruire relazioni solide con adulti e genitori.

L’iniziativa, che si svolgerà nella Sala del Consiglio della Facoltà di Economia dell’ateneo romano, vedrà la partecipazione di accademici, giuristi, rappresentanti istituzionali e operatori del settore. Ma sarà proprio il momento delle testimonianze a dare il senso più profondo all’incontro. Perché dietro ogni statistica c’è un volto, una famiglia, una comunità ferita.

Prevenzione, ascolto e responsabilità

La vicenda di Thomas Bricca, e l’impegno dell’associazione guidata da Lorenzo Sabellico, riportano il dibattito alla sua dimensione più autentica: quella della prevenzione, dell’ascolto e della responsabilità adulta. Non si tratta solo di reprimere le baby gang o di curare le dipendenze, ma di ricostruire legami, presidiare i territori, offrire ai giovani alternative credibili e spazi di crescita.

La conferenza sarà anche occasione per riflettere sul ruolo delle istituzioni e della società civile nel costruire risposte concrete. Perché il disagio giovanile non è un’emergenza episodica, ma una questione strutturale che riguarda il presente e il futuro delle nostre comunità. E l’Albero di Thomas, radicato nel dolore ma proiettato verso la speranza, ricorda a tutti che l’indifferenza non è più un’opzione.

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