Famiglia di origini ciociare morta nello schianto a Roma, il figlio Alessio aveva da poco sconfitto un tumore

Il padre nato a Ceccano, la madre nel Cassinate. Alessio Ardovini, 41 anni, aveva sconfitto un tumore ed era tornato al lavoro

Il padre era nato a Ceccano, mentre la madre aveva origini nel Cassinate. Una famiglia legata alla provincia di Frosinone quella distrutta domenica sera in un terribile incidente stradale avvenuto in via Collatina, alla periferia Est di Roma. A perdere la vita sono stati Alessio Ardovini, 41 anni, e i suoi genitori, Giovanni Battista Ardovini, 70 anni, infermiere in pensione e Patrizia Capraro, 64 anni.

Alessio aveva recentemente sconfitto una malattia importante: era guarito da un tumore ed era tornato al lavoro da alcuni mesi. Domenica sera aveva appena terminato il turno nel centro commerciale Roma Est e i genitori erano andati a prenderlo per riaccompagnarlo a casa. – Questo il racconto in lacrime dei colleghi di lavoro ai microfoni de La Repubblica.

La tragedia si è consumata intorno alle 22. La famiglia viaggiava a bordo di una Fiat Punto lungo via Collatina quando, all’improvviso, una Toyota Yaris a noleggio, in fuga dalla polizia, ha invaso la loro corsia di marcia provocando un impatto violentissimo.

Per i due coniugi non c’è stato nulla da fare: sono morti sul colpo. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare Alessio, trasferito d’urgenza al Policlinico Umberto I, ma il 41enne è deceduto poco dopo a causa delle gravissime lesioni riportate.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a bordo della Yaris c’erano tre uomini di origine sudamericana che non si sarebbero fermati all’alt intimato dagli agenti mentre attraversavano il Quarticciolo. Ne è nato un inseguimento culminato nel drammatico schianto. Le immagini riprese dalla dashcam della volante documenterebbero manovre azzardate e un’andatura a zig zag fino alla perdita di controllo e all’invasione della corsia opposta. I tre sono stati arrestati con l’accusa di omicidio con dolo eventuale e si trovano ora in carcere. Ad incastrarli anche un testimone oculare.

Intanto il quartiere di Torre Angela è sotto shock e attende il nulla osta della Procura per poter fissare la data dei funerali e dare l’ultimo saluto alla famiglia. Colleghi e amici ricordano Alessio come un ragazzo gentile e determinato, felice di essere tornato alla normalità dopo la malattia. Una normalità spezzata in pochi secondi. Cordoglio anche da Ceccano e dal Cassinate dove vivono i familiari dei due coniugi.

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