Discarica Cerreto: “Profili di illegittimità”. Le ragioni del no al quinto invaso, la battaglia va avanti

Consiglio comunale infuocato sul caso discarica dopo il decreto bis del Tar. Sacco porta avanti il fronte del no con la sua maggioranza

Roccasecca – Il Tar Lazio, con nuovo decreto presidenziale, ha lasciato alla Mad l’incondizionato esercizio della discarica di Cerreto. Un decreto bis che ha pienamente riattivato l’Aia anche sul quinto bacino. Lo avevamo annunciato in un precedente articolo – LEGGI QUI – nel quale veniva posto l’accento anche sulla battaglia portata avanti dal Comune di Roccasecca. Durante la seduta consiliare convocata nella giornata di ieri proprio per fare il punto della situazione, il Sindaco Sacco non ha fatto sconti.

“Illegittimità sulle autorizzazioni ambientali”

“Ci sono almeno cinque questioni irrisolte e diversi profili di illegittimità sulle autorizzazioni ambientali per la discarica di Cerreto che vanno chiariti prima di parlare di qualunque ipotesi di cessione del sito o di rimessa in esercizio. Su questi aspetti abbiamo incardinato tutta una serie di ricorsi pendenti sui quali crediamo tantissimo e ci batteremo fino all’ultimo barlume di possibilità di difendere Roccasecca, i cittadini e il territorio.” – È quanto evidenziato dal sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco durante la seduta del consiglio comunale.

Sono le seguenti le questioni ancora da chiarire: c’è la presenza di una strada comunale all’interno del sito che la realizzazione del V invaso andrebbe ad eliminare; il V bacino verrebbe a collocarsi in gran parte su un terreno argilloso con rischio frane come evidenziato dall’Ispra; esiste e non è stato ancora ottemperato all’ordinanza della Provincia di Frosinone, la numero 1/2022 che prescrive la messa in sicurezza e la bonifica del sito; c’è uno sbancamento del fiume Melfa a ridosso della discarica; con la rinuncia da parte del gestore all’AIA, non sussistono più i titoli autorizzativi.

“Tutte queste criticità e illegittimità – dice ancora Sacco – non nascono dal nulla, ma sono il frutto del lavoro che in questi anni, a partire dal 2021, abbiamo portato avanti come Comune di Roccasecca. Non abbiamo mai pensato che una volta chiuso il sito, la partita fosse conclusa. Abbiamo continuato a giocarla, e la stiamo giocando ancora, anche in questi giorni e in queste ore, E continueremo a giocarla perché qui nessuno ha intenzione di arrendersi. Ci crediamo e sosterremo le nostre ragioni in ogni ambito deputato.

Il Consiglio comunale ha deciso inoltre di coinvolgere, rispetto a queste criticità, gli enti sovraordinati: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Presidenza del Consiglio dei Ministri; Regione Lazio – Direzione Ciclo dei Rifiuti; Provincia di Frosinone; ARPA Lazio; Prefettura di Frosinone; Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Meridionale; ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Un atto dovuto – ha detto ancora il sindaco – forti delle ragioni evidenziate e perché crediamo ancora nel valore del diritto”.

“Sconcertanti le affermazioni della minoranza”

Sulla delibera approvata dalla maggioranza, votata anche dal consigliere Pallone, si sono astenuti gli altri due esponenti della minoranza. Come messo a verbale, un consigliere ha espresso anche la sua indifferenza rispetto alle ipotesi di chiusura o riapertura del sito.

“Dichiarazioni sconcertanti – fa scudo in conclusione tutta la maggioranza consiliare del sindaco Sacco – nessuna proposta, nessun argomento. Per la minoranza dovremmo solo arrenderci e far arrivare quella deliberazione alle Autorità con l’astensione di due consiglieri. È vergognoso”.

In conclusione il sindaco di Roccasecca ha voluto ringraziare i cittadini presenti nella sala consiliare: “Grazie a tutti i cittadini presenti: vedere la sala piena significa dare ancora più spinta alle ragioni di diritto sollevate. La spinta degli interessi e dei sacrifici sopportati dalla gente di Roccasecca”.

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