Epatite A: casi anche nel Frusinate ma nessuna allerta. Nel Lazio 120 contagi da inizio anno, focolaio a Latina

Meno di dieci casi in Ciociaria ma non recenti, 24 in provincia di Latina con 6 ricoveri. In Campania resta il focolaio più esteso

Anche nella provincia di Frosinone si sono registrati casi di epatite A, con ogni probabilità collegati al consumo di pesce contaminato in provincia di Latina. Si tratta di una decina di contagi, risalenti al periodo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Al momento non si parla di emergenza sul territorio ciociaro: la situazione è sotto controllo e nessuno dei pazienti avrebbe sviluppato complicanze gravi.

Nel Lazio, dall’inizio dell’anno, si sono registrati complessivamente 120 contagi, di cui circa cinquanta a Roma. “La situazione è monitorata e i casi circoscritti”, ha fatto sapere la Regione, che da febbraio ha avviato il tracciamento dei pazienti e rafforzato la sorveglianza epidemiologica.

L’Asl di Latina ha segnalato 24 casi nella provincia pontina, con 6 ricoveri. Proprio a Latina è stata attivata una task force e diffusa una nota indirizzata ai sindaci del territorio e alla Prefettura, invitando a rafforzare immediatamente le misure di prevenzione e i controlli. – LEGGI QUI

Sintomi e contagio

Si tratta di un’infezione epatica contagiosa causata dal virus HAV, che si contrae soprattutto per via orale, attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminati dal virus. L’infezione si trasmette prevalentemente per via oro-fecale oppure tramite contatti ravvicinati con persone infette. Preoccupa la possibilità di diffusione inconsapevole, soprattutto tra i più piccoli, nei quali la malattia può manifestarsi anche in forma asintomatica.

Quando presenti, i sintomi possono includere febbre, stanchezza, nausea, dolori addominali e, nei casi più evidenti, ittero con urine scure e feci chiare. Il periodo di incubazione può variare anche di diverse settimane.

Resta alta l’attenzione nel Centro Sud Italia, dove l’allarme è partito dalla Campania. All’ospedale Cotugno di Napoli, struttura di riferimento per le malattie infettive, nel mese di marzo si sono contati 73 degenti ricoverati, con altri cinque pazienti transitati in pronto soccorso. Oltre 50 contagi si sono registrati in provincia di Caserta, con un picco a Sessa Aurunca, circa 25 nella provincia di Salerno e una decina rispettivamente ad Avellino e Benevento. A Sala Consilina, nei giorni scorsi, sono state adottate restrizioni nelle mense scolastiche, evitando il consumo di frutta fresca.

Le autorità sanitarie richiamano a regole semplici ma fondamentali: cura dell’igiene delle mani, soprattutto prima dei pasti e durante la preparazione degli alimenti, utilizzo di acqua potabile, lavaggio accurato di frutta e verdura ed evitare contaminazioni tra cibi crudi e cotti.

Particolare cautela viene raccomandata per il consumo di frutti di mare, considerati tra i principali veicoli del virus se non trattati correttamente. Devono provenire da filiere certificate ed essere consumati solo dopo adeguata cottura: la semplice marinatura, ricordano gli esperti, non è sufficiente a eliminare il rischio. L’obiettivo resta contenere la diffusione del virus attraverso comportamenti responsabili e una maggiore consapevolezza, elementi decisivi per la tutela della salute pubblica.

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