Esplosione a Chiaiamari, dopo il maxi sequestro interviene il CoGePir per la gestione in sicurezza dei materiali

Dopo il sequestro dell’arsenale artigianale a Monte San Giovanni Campano, il Consorzio interviene sul destino dei rifiuti esplodenti

Dopo la gravissima esplosione del 23 febbraio scorso in località Chiaiamari, nel territorio di Monte San Giovanni Campano, che ha portato al ferimento di un 52enne e al sequestro di un ingente quantitativo di materiale pirotecnico artigianale, interviene il CoGePir – Consorzio Gestione Pirotecnici – per chiarire il percorso di gestione e smaltimento degli articoli confiscati.

Come riportato nei giorni scorsi dalla nostra Redazione, il boato aveva devastato un locale attiguo a un’abitazione privata. L’uomo, rimasto gravemente ferito, era stato elitrasportato al Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, dove è tuttora ricoverato dopo un delicato intervento chirurgico. Sul posto erano intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Sora, che avevano rinvenuto polvere da sparo e numerosi manufatti pirotecnici di fattura artigianale, sottoponendo l’immobile a sequestro su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Frosinone. Determinante anche l’intervento degli artificieri e dei Vigili del Fuoco per la bonifica e la messa in sicurezza dell’area.

È proprio in questa fase che si inserisce il ruolo del CoGePir, sistema collettivo nazionale istituito per la gestione degli articoli pirotecnici, che conferma il proprio supporto operativo alle Autorità competenti per la corretta gestione, messa in sicurezza e successivo trattamento dei prodotti pirotecnici quando, a seguito di sequestro e di ordine di distruzione emesso dall’Autorità Giudiziaria, diventano rifiuti esplodenti.

Gli articoli confiscati, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza pubblica, assumono infatti la qualifica di rifiuti speciali e pericolosi e devono essere trattati secondo procedure rigorose, nel rispetto della normativa ambientale e di pubblica sicurezza.

Il Consorzio – si legge in una nota – opera in coordinamento con le Forze di Sicurezza garantendo la presa in carico dei materiali sequestrati dopo l’ordine di distruzione dell’Autorità Giudiziaria, la tracciabilità dei flussi, il trasporto in sicurezza verso impianti autorizzati e il recupero o lo smaltimento secondo le migliori pratiche tecniche disponibili.

“La collaborazione tra istituzioni, forze di sicurezza e sistema consortile è fondamentale per tutelare cittadini, ambiente e operatori del settore. Il corretto trattamento dei materiali sequestrati è un passaggio cruciale per chiudere il ciclo in modo sicuro e conforme alla legge”. Ha dichiarato Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir. “La gestione dei rifiuti pirotecnici è prima di tutto una questione di sicurezza collettiva. Il nostro compito è garantire un sistema efficiente, gratuito per il cittadino e pienamente tracciato lungo tutta la filiera”.

L’azione congiunta, sottolinea il Consorzio, non si limita alla repressione del commercio illegale ma contribuisce in modo concreto alla prevenzione di ulteriori incidenti e alla riduzione dell’impatto ambientale derivante da una gestione impropria dei prodotti esplodenti.

Un aspetto che, alla luce di quanto accaduto a Chiaiamari, assume un valore ancora più rilevante: la corretta gestione dei materiali sequestrati rappresenta infatti l’ultimo, decisivo tassello di un percorso che parte dall’intervento delle Forze dell’Ordine e si conclude con la distruzione controllata in condizioni di massima sicurezza.

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