Fentanyl, la droga degli zombie: pandemia negli Usa. A rischio anche l’Italia

Il piano del governo per non farsi cogliere di sorpresa. Mantovano: “Porteremo il tema al G7, questione ai massimi livelli”

“Il fentanyl è una questione tornata ai livelli massimi e sarà portata al G7 a giugno. Non si può ignorare perché la pericolosità di piccolissime dosi della sostanza rende la sua diffusione incontrollabile, al punto che gli agenti delle forze di polizia che svolgono attività di contrasto devono fare moltissima attenzione”. Lo dice Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, a In Mezz’ora. Negli Stati Uniti questo oppiaceo sintetico sta devastando un’intera generazione. “È in atto una pandemia- continua Mantovano- 106mila morti nel 2022 a fronte degli 86mila dell’anno precedente e dei 60mila del 2020. Non dobbiamo farci trovare impreparati perché di fronte a una pandemia non esistono confini”. Una preparazione da approntare “su più fronti: sanitario, di contrasto di polizia e dell’informazione. Il piano varato dal governo punta proprio a non farsi trovare di sorpresa”, prosegue. Si tratta di un allarme diverso da tutti gli altri che sta devastando un pezzo della società americana e che rischia di arrivare anche da noi. La chiamano droga degli zombie perché chi è sotto l’effetto cambia la postura, ripiegandosi su se stesso”.

“Bastano dosi molto inferiori dell’eroina per creare dipendenza

“Il fentanyl è un farmaco oppioide completamente sintetico, creato negli anni ‘70 in laboratorio per ottenere una sostanza ad attività analgesica da utilizzare per il trattamento del dolore, come anestetico. Ha la stessa attività della morfina e dell’eroina, va a legarsi ai nostri recettori per gli oppioidi con effetti depressori. È una sostanza narcotica, dà effetti inizialmente piacevoli, come avviene per l’eroina, ma ben presto instaura una dipendenza fortissima nella persona che ne fa uso sia a livello fisico che psichico”, spiega Sabina Strano Rossi, professoressa di Tossicologia Forense e Medicina Legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Non assumere la sostanza fa stare malissimo il soggetto che ne diventa dipendente in pochissimo tempo. Bastano dosi molto inferiori dell’eroina per produrre sia l’effetto che la dipendenza”, precisa la tossicologa.

Mantovano: “Due o tre milligrammi per effetto letale”

Dal punto di vista del contrasto il problema è che “c’è un mercato dalla remuneratività elevatissima- spiega Mantovano- Questa è un tipo di droga per la quale bastano anche solo due, tre milligrammi per causare un effetto letale, basti pensare che per avere un effetto drogante della cocaina bisogna avere almeno 50 milligrammi. Quindi di fentanyl ne basta poco e costa anche poco: alla fonte in Usa costa 25 centesimi di dollari, ma con una elevata remuneratività poiché ciascuna pastiglia al dettaglio arriva intorno a un dollaro e venticinque centesimi. Quindi il 500% in più. I cartelli messicani, brasiliani e i loro riferimenti negli Usa hanno fatto un calcolo di quantità: se c’è una remuneratività del 500% su larga scala conviene dal punto di vista economico- sottolinea Mantovano- e quindi si spiega questa diffusione massiccia. Molto più complicata, invece, è la questione del contrasto. L’unico italiano finora arrestato per un traffico di questo tipo di sostanza, la riceveva sintetizzata da un laboratorio cinese già inserita nei libri che trasferiva negli Stati Uniti. Lì il destinatario o mangiava le pagine, o faceva in modo di ricavare questi milligrammi dalle pagine stesse”, sottolinea Mantovano.

“In Cina sono state 25 le aziende nominativamente sanzionate dagli Stati Uniti per la produzione illecita e il trasferimento illegale della sostanza negli Usa. Nel 2019 ci fu un primo accordo tra i due paesi per una diminuzione delle esportazioni illecite dalla Cina, ma durò poco. Questo spiega l’intervento del Messico che riceve e sintetizza la sostanza. Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, e Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, hanno deciso di darsi da fare – conclude il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Liberarsi dall’assuefazione da fentanyl è difficile come per l’eroina, e maggiore è la probabilità di una overdose letale.

“I rischi da intossicazione sono maggiori- afferma la tossicologa- servono ad esempio più dosi di Naloxone, antidoto efficace per tutti gli oppiacei, per contrastare gli effetti di fentanyl, con il rischio di non riuscire a salvare in tempo le persone”. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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