Figc, Giovanni Malagò è il nuovo presidente: oggi parte la sfida del successore di Gravina

Adesso la missione più delicata: rilanciare il movimento azzurro dopo il fallimento della qualificazione ai Mondiali 2026

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’assemblea elettiva della Federazione ha scelto l’ex presidente del CONI come successore di Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali del 2026.

Malagò ha ottenuto un ampio consenso, raccogliendo il 68,58% delle preferenze, pari a 343.084 voti, mentre l’altro candidato, Giancarlo Abete, si è fermato al 29,17% con 145.936 voti. Un risultato netto che consegna all’imprenditore romano il compito di guidare una delle fasi più delicate della storia recente del calcio italiano.

A 67 anni, Malagò torna così al centro della governance sportiva nazionale dopo aver concluso nel 2025 il suo terzo mandato alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, incarico ricoperto dal 2013. Negli ultimi anni ha inoltre ricoperto il ruolo di presidente del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, portando a termine uno degli appuntamenti sportivi più importanti per il Paese.

Nel suo curriculum figura anche l’ingresso nel Comitato Olimpico Internazionale, avvenuto nel 2018 durante la 133ª sessione dell’organismo olimpico, che lo ha reso uno dei rappresentanti italiani all’interno della massima istituzione sportiva mondiale.

Per Malagò non si tratta della prima esperienza diretta con le problematiche del calcio federale. Già nel 2018, durante una fase di stallo istituzionale della FIGC, intervenne da presidente del CONI nella gestione della crisi che portò al commissariamento della Federazione. Un passaggio che gli consentì di conoscere da vicino meccanismi e criticità del sistema calcistico italiano.

Ora la sfida è ancora più complessa. La FIGC arriva infatti da una delle pagine più difficili della propria storia sportiva, segnata dalla terza esclusione consecutiva della Nazionale dalla fase finale di un Mondiale. Un fallimento che ha imposto una riflessione profonda sull’intero movimento, dal settore giovanile alla formazione tecnica, fino all’organizzazione dei campionati.

Il nuovo presidente eredita una Federazione chiamata a ritrovare credibilità, competitività e progettualità. L’obiettivo dichiarato è riportare l’Italia stabilmente ai vertici internazionali, con lo sguardo già rivolto al traguardo del 2030, anno in cui gli azzurri dovranno presentarsi pronti a voltare definitivamente pagina dopo un periodo tra i più complicati della loro storia recente.

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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