Fiuggi – Nuovi sviluppi a seguito della rissa avvenuta in piazza Spada nella notte di sabato 11 luglio. Dopo le sette denunce dei giorni scorsi – LEGGI QUI -, arrivate a seguito dell’indagine di Polizia che ha permesso di identificare tutti i partecipanti all’episodio di violenza riportato in esclusiva dalla nostra Redazione, è stato disposto dal Questore un provvedimento relativo alla sospensione della licenza per 20 giorni del locale teatro della rissa.
Il Questore della provincia di Frosinone, Stanislao Caruso, dopo accurata istruttoria redatta dal personale della Polizia di Stato della Divisione Amministrativa e di Sicurezza della Questura, su impulso del Commissariato di Fiuggi, ha infatti disposto il provvedimento.
A motivare la decisione è stata proprio la rissa dello scorso 11 luglio; i sette soggetti, identificati e denunciati dai poliziotti del locale Commissariato, sono risultati essere avventori del locale stesso e con a carico precedenti di polizia, per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. Pochi giorni dopo, precisamente il 18 luglio, nel corso di un controllo straordinario del territorio, personale della Polizia di Stato verificava la presenza nel locale di persone gravate da precedenti di polizia tra cui due dei soggetti già coinvolti nella rissa.
Inoltre, nella circostanza, proprio uno degli indagati, nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine, verosimilmente in cerca di rivalsa per le lesioni subite nella precedente rissa, dava origine ad un acceso diverbio con un altro soggetto, che non sfociava in atti violenti solo grazie al tempestivo intervento dei poliziotti.
Va evidenziato che la licenza era già stata sospesa – ex art. 100 t.u.l.p.s. – per giorni 20, con Decreto del Questore di Frosinone nel 2022, a seguito di analogo episodio di rissa e che, nonostante il grave episodio, il titolare non risulta aver adottato alcun accorgimento volto a prevenire e contenere i comportamenti gravosi per l’ordine e la sicurezza pubblica che si verificano a causa dei propri avventori.
La misura cautelare della sospensione dell’esercizio pubblico risponde pertanto alla ratio di produrre un effetto dissuasivo sui soggetti ritenuti pericolosi, i quali da un lato sono privati di un luogo di abituale aggregazione e, dall’altro, sono avvertiti della circostanza che la loro presenza in detto luogo è oggetto di attenzione e di intervento da parte delle autorità preposte, indipendentemente dalla responsabilità dell’esercente. Infatti, la finalità perseguita dall’art. 100 TULPS non è solo quella di sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio per avere consentito la presenza nel proprio locale di persone potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico, ma anche quella di impedire, attraverso la temporanea chiusura del locale, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale. Per le motivazioni emerse, è stata decretata la sospensione per 20 giorni della autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande con conseguente chiusura della struttura medesima.