A Frosinone si continua a morire di lavoro. I dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering fotografano una situazione che non può essere normalizzata: nei primi sei mesi dell’anno la provincia registra un indice di incidenza di 22,7 morti ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 14,5. Numeri che raccontano una realtà drammatica e che impongono alla politica di smettere di parlare di “morti bianche” o di fatalità. Quando la sicurezza viene considerata un costo da comprimere, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori viene messa in secondo piano. – Questo il commento di Avs che lancia l’allarme.
Come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo un cambio di passo immediato. Servono più controlli, più prevenzione e un rafforzamento concreto degli organici dell’Ispettorato del Lavoro e dei servizi delle ASL. Nei settori più esposti, a partire da edilizia, trasporti e manifattura, occorre un piano straordinario di ispezioni. Allo stesso tempo va affrontato il nodo degli appalti e dei subappalti a cascata, che frammentano le responsabilità, comprimono i diritti e troppo spesso scaricano sui lavoratori il costo della ricerca del massimo profitto.
A livello nazionale chiediamo inoltre l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, perché chi mette consapevolmente a rischio la vita dei propri dipendenti deve sapere che ne risponderà pienamente. Frosinone non può continuare a contare i propri morti. La sicurezza non è un costo, né un optional: è un diritto costituzionale e una priorità politica. Come Alleanza Verdi e Sinistra continueremo a batterci per più prevenzione, più controlli, più diritti e per un lavoro che permetta di tornare a casa ogni giorno.