Frosinone – Ancora scontro sulla Tari, Martino e Cirillo tornano alla carica e replicano

Frosinone – Non si placa lo scontro politico sulla Tari nel capoluogo. Ad accendere il dibattito, nei giorni scorsi, una nota congiunta di Forza Italia e del Gruppo FutuRa sottoscritta da Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo.LEGGI QUI.

A stretto giro erano arrivate dal Comune una serie di precisazioni: “In questi giorni sono state diffuse alcune informazioni sulla TARI e su presunti aumenti della pressione fiscale. È quindi importante fare chiarezza”. – Puntualizzavano dall’Ente – LEGGI QUI. Tanto è bastato per accendere una nuova miccia e così Martino e Cirillo hanno lanciato un nuovo affondo indirizzato all’amministrazione Mastrangeli sollevando ulteriori interrogativi.

Le perplessità

“Leggiamo dichiarazioni del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente che cercano di spiegare l’aumento della TARI a Frosinone, giustificando dati impietosi che riproponiamo citandone le fonti. L’incremento TARI nel 2025 nella Regione Lazio registra una media regionale +1,8%; Roma +0,6%; Latina +1,5%; Viterbo +1,8%; Rieti+ 1,9%; Frosinone? +3,6% (Fonte Cittadinanzattiva Osservatorio prezzi-tariffe 2025). L’esatto doppio della media regionale. La Raccolta differenziata media nella Regione Lazio è pari al 55,2% con Frosinone, decisamente più virtuosa delle altre province, al 69,4% (Rapporto ARPA Lazio 2024). Discrepanza evidente. Al virtuosismo segue la punizione. Siamo i più bravi, ma paghiamo di più. – Scrivono i due esponenti nella nota.

Forse non ci siamo spiegati bene o forse siamo stati male interpretati. Il nostro obiettivo non è farci dire dal Sindaco e dall’Assessore come si calcola la TARI, ma capire perché c’è chi paga e chi non paga il servizio e se non paga perché e da quanti anni . Come consiglieri comunali abbiamo chiesto, – non per curiosità, non per polemica, ma per dovere istituzionale – la documentazione relativa ai contribuenti morosi della TARI. Cinque PEC ufficiali del 2/12/25; 15/12/25; 19/1/26; 22/1/26 e 3/4/26. Risultato: ci sono stati forniti in modo incompleto dei dati valutabili solo in parte e poco comprensibili. Come interpretare questa mancanza, questi ritardi, questo atteggiamento ostativo? Tanto che non appare affatto casuale la nota della Prefettura di Frosinone prot. 3369 del 16/1/2026, che ha dovuto ricordare con chiarezza e fermezza: “la necessità di assicurare le prerogative consiliari”. Quando interviene la Prefettura, di solito, non è per eccesso di zelo. – Aggiungono Cirillo e Martino.

La TARI è argomento molto importante, che ricade direttamente sui cittadini e rappresenta un’uscita finanziaria non secondaria nei bilanci delle famiglie. I dati sui contribuenti morosi, da noi consiglieri, sono stati richiesti in modo chiaro, circoscritto e legittimo “strettamente funzionale all’esercizio del mandato consiliare; senza finalità emulative, personali o divulgative; indispensabili per valutare: 1) criteri di riscossione, 2) eventuali disparità di trattamento, 3) efficacia dell’azione amministrativa”. Con i dati parziali disponibili, limitandoci ai casi di mancata contribuzione superiore a 1.000 euro nel periodo 2014-2022, emergono: 520 posizioni di persone giuridiche (società, attività produttive, esercizi commerciali); oltre 2 milioni e 850 mila euro di debito; il 76% del debito complessivo concentrato su soggetti economici. Abbiamo inoltre constatato quattordici differenti modalità di riscossione, di cui, per incompletezza dei dati e mancanza esplicativa non si evince il razionale applicativo. Sembra di essere entrati in una giungla, centinaia di persone giuridiche che producono quantità enormi di rifiuti, accumulano debiti anno dopo anno per decine di migliaia di euro, usufruiscono del servizio pubblico, ma non pagano il canone! Avremo modo di confrontarci con la città”. – Chiosano Giovambattista Martino e Pasquale Cirillo.

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