Frosinone – Calcio e reinserimento sociale, detenuti in campo contro una squadra di giovani del territorio

Sabato 13 nella Casa Circondariale di Frosinone la terza delle sei partite previste nel programma: lo sport come strumento di inclusione

Prosegue nella Casa Circondariale di Frosinone il percorso che utilizza lo sport come strumento di crescita personale, inclusione e reinserimento sociale delle persone private della libertà. Sabato 13 giugno, a partire dalle ore 9.30, il campo sportivo dell’istituto penitenziario ospiterà la terza delle sei partite di calcio inserite nella programmazione sportiva e nelle attività di promozione sociale previste per il 2026.

L’iniziativa vedrà scendere in campo una squadra composta da detenuti dell’istituto e una formazione amatoriale costituita da giovani ragazzi provenienti da Frosinone e dai comuni limitrofi. Un appuntamento che va oltre il semplice evento sportivo e che punta a favorire momenti di incontro, confronto e condivisione attraverso il linguaggio universale del calcio.

Alla base del progetto vi è la convinzione che lo sport rappresenti uno strumento educativo capace di trasmettere valori fondamentali come il rispetto delle regole, il senso di responsabilità, il lavoro di squadra e la corretta gestione delle relazioni interpersonali. Elementi che assumono un significato ancora più importante all’interno di un percorso orientato al reinserimento nella società.

La selezione dei giovani che prenderanno parte all’incontro è stata resa possibile grazie alla collaborazione del dottor Colasanti, figura molto conosciuta nel territorio frusinate e da anni impegnata nel volontariato sportivo. Un punto di riferimento anche per la realtà penitenziaria di Frosinone, dove nel tempo ha svolto il ruolo di allenatore e arbitro nelle numerose attività calcistiche organizzate all’interno della struttura.

La Direzione dell’istituto conferma così il proprio impegno nel perseguire la finalità rieducativa della pena, promuovendo occasioni di confronto tra il carcere e la comunità esterna. In questo contesto lo sport diventa uno strumento concreto per abbattere le distanze, favorire il dialogo e valorizzare percorsi di crescita personale.

Saranno presenti il direttore della Casa Circondariale, Francesco Cocco, il comandante dell’istituto e i funzionari dell’area giuridico-pedagogica, impegnati quotidianamente nelle attività trattamentali rivolte alla popolazione detenuta.

Un’iniziativa che conferma come il carcere possa essere anche un luogo di opportunità e di costruzione di percorsi positivi, nei quali lo sport diventa veicolo di inclusione, responsabilità e speranza per il futuro.

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