Frosinone – Caso Pietrobono: vertice tra Comune, curatore e presidente del Tribunale

L'amministrazione punta su un chiarimento dei termini giuridici della vicenda che nasce dalla pronuncia del giudice dell'esecuzione

La vicenda della scuola Pietrobono che, per decisione della Sezione Esecuzioni Immobiliari di Frosinone, finisce all’asta e va immediatamente sgomberata, torna d’attualità grazie all’iniziativa del sindaco Riccardo Mastrangeli che domani cercherà un chiarimento con il presidente dl Tribunale di Frosinone. Se ne è discusso durante l’ultima riunione di maggioranza, nel corso della quale si è affrontato anche l’argomento della posta in bilancio per perfezionare, se ci si riesce, l’acquisto dell’immobile al patrimonio comunale. Il fatto è che, come si ricorderà, l’amministrazione aveva ottenuto il via libera del Tar per procedere all’acquisizione sanante del plesso. Ma la sezione fallimentare ha ritenuto prevalente la circostanza della trascrizione del decreto di acquisizione in favore del Comune di Frosinone “in data ampiamente successiva alla trascrizione da parte del Fallimento Mancini Spa del sequestro conservativo”.

I giudizi in apparente conflitto fra Tar e Sezione delle Esecuzioni

Prevale dunque la decisione del giudice amministrativo o di quello della procedura esecutiva? Il primo cittadino si sta muovendo per chiarire ogni aspetto della vicenda anche grazie alla presenza – all’incontro col dottor Marcello Buscema – del segretario generale del Comune e del curatore fallimentare. Del resto in gioco c’è una scuola e problemi gravissimi per il personale scolastico, gli studenti, le famiglie e l’intero quartiere dello Scalo.  

In bilancio 130 mila euro ma la somma può essere implementata

In ogni caso, come ha fatto rilevare Marco Ferrara (consigliere comunale di Identità Frusinate) i 130 mila euro in Bilancio non sono sufficienti per giungere ad una transazione ed onorare le attese dei creditori del fallimento. Ferrara ha quindi chiesto un incremento della somma. Del resto c’è già stato l’accredito presso la Cassa Depositi e Prestiti della cifra corrispondente all’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale per l’importo di € 110.351,88. In ogni caso sia il sindaco che l’assessore al Bilancio, Adriano Piacentini, hanno spiegato che la cifra potrà essere adeguata alle necessità che dovessero definirsi successivamente. 

Papetti: errori burocratici del passato ora minacciano 500 studenti

“Il problema della scuola Pietrobono, legato ad errori amministrativi, risale agli anni ’70-’80 – ha ricostruito il consigliere comunale di minoranza Armando Papetti -. Purtroppo errori burocratici di allora causano conseguenze negative oggi. La scuola fu costruita su un terreno che non è stato mai espropriato per errori di trascrizione ed oggi, nonostante il Comune abbia annunciato la presentazione del ricorso, la situazione rimane incerta. Sta di fatto che 500 studenti rischiano di restare senza sede scolastica e che si spera in tempi brevi si trovi una soluzione. Di certo questa decisione giurisdizionale appare come uno schiaffo al diritto allo studio”.

Secondo il consigliere Papetti, questa vicenda è “il risultato di decenni di cattiva amministrazione, con assenza di una visione a 360 gradi. E’ assurdo che il diritto allo studio possa essere subordinato a negligenze amministrative. Del resto – ha concluso l’esponente della minoranza consiliare – il Tribunale fa il suo mestiere, applica la legge: ma la politica deve prevenire, proteggere ed assumere le proprie responsabilità”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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