Frosinone – Centro storico tra mala movida e degrado, il Psi incalza l’amministrazione Mastrangeli

I socialisti: "L’amministrazione deve dire con chiarezza se il rilancio del centro storico rientra fra le sue priorità"

Frosinone – Mala movida nel centro storico, i residenti sono ormai esasperati. Uno degli ultimi episodi lo scorso fine settimana quando, a pochi passi dall’Arco Campagiorni è dovuta intervenire la polizia per un uomo che, in stato di alterazione, aveva scatenato il caos. – LEGGI QUI – Ennesima notte insonne per i residenti e polemiche. Sulla questione è intervenuto il Psi Frosinone che parla di fallimento delle politiche per il centro storico.

“Abbandono e degrado nel centro storico”

“Certamente la movida è un fenomeno che va governato, garantendo il diritto al divertimento e salvaguardando i diritti dei residenti alla quiete pubblica, al riposo e al rispetto dell’arredo e del decoro urbano. Su questo non ci sono dubbi: rumori, schiamazzi e vandalismi notturni non sono tollerabili. E chi non rispetta le regole va sanzionato. Altrettanto certamente, però, i problemi del centro storico non sono limitati alla movida fuori controllo. Esattamente nove mesi fa il Psi sollevò una serie di temi concreti e quotidiani. Senza ottenere alcuna risposta. E allora vale la pena ribadire come stanno le cose, che nel frattempo sono peggiorate.

L’abbandono e il degrado del centro storico sono evidenti e drammatici. Il centrodestra amministra Frosinone ininterrottamente dal 2012: tutto può fare meno che dire che la responsabilità è di altri. Il fallimento delle politiche di rilancio del centro storico è, nei fatti, totale. Come abbiamo sottolineato mesi fa è mancata una “visione”, una volontà politica di investire nel recupero del quartiere. Il centro storico ha perso migliaia di residenti negli ultimi decenni, pagando il prezzo più alto del lento e triste declino demografico dell’intero capoluogo.

Via Angeloni, via Garibaldi, piazza Cavour, via Fosse Ardeatine, via Moccia, la zona del Liceo Classico, via Firenze. Ci troviamo davanti ad una situazione drammatica: tante case e attività commerciali abbandonate al loro destino da anni, appartamenti sfitti da decenni, assenza completa di decoro urbano, palazzi fatiscenti, deiezioni canine presenti ovunque. Per non parlare di decine di negozi chiusi, di strade che hanno bisogno di manutenzione straordinaria e ordinaria. Stessa situazione nelle zone di Colle Campagiorni, piazza Valchera, via del Carbonaro.

Le nostre proposte erano state quelle di politiche di rilancio parametrate sugli sgravi fiscali e sulla leva urbanistica. Il ragionamento è semplice: bisogna riportare cittadini ed esercizi commerciali nel “cuore” della città. Siamo già fuori tempo massimo. L’arredo e il decoro urbano sono elementi fondamentali, come del resto la manutenzione ordinaria e straordinaria”.

“La piaga dei parcheggi”

Poi c’è la “piaga” dei parcheggi. Nei mesi scorsi il Psi ha sottolineato: “Sicuramente al centro storico ci sono meno elettori rispetto ad altre aree del capoluogo, ma i cittadini che risiedono nel “cuore” del capoluogo non sono figli di un Dio minore. Poi c’è il problema enorme dei parcheggi. Lo sanno bene i residenti ma pure i lavoratori che la mattina devono recarsi negli uffici della Prefettura, delle Poste, dell’Unione industriale. Lo sanno bene gli studenti che devono andare all’Ateneo di piazza Marzi. E la risposta dell’Amministrazione? Fare sempre più multe, senza porsi il problema che non ci sono posti auto. Purtroppo, da allora nulla è cambiato. Si parla tanto di Piano urbano della mobilità sostenibile, ma sono più di cinque anni che l’ascensore inclinato è fermo. E questo per il centro storico ha rappresentato una “mazzata” terribile. Una viabilità moderna e funzionale del quartiere non può prescindere dall’impianto di risalita, dai parcheggi e da tutto il resto.

Così come vanno sostenute concretamente quelle attività commerciali che “eroicamente” resistono da anni. Per quanto riguarda i residenti, quelli che ci sono andrebbero “coccolati” quotidianamente; non snobbati sistematicamente. L’Amministrazione deve dire con chiarezza se il rilancio del centro storico rientra fra le sue priorità. E se i residenti (che pure hanno diritto di voto) sono cittadini come tutti gli altri oppure figli di un Dio minore”.

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