Il Frosinone supera il Como per 2-0 e Massimiliano Alvini non nasconde la soddisfazione per la prestazione offerta dai suoi uomini. Al termine della sfida del Benito Stirpe, l’allenatore giallazzurro ha analizzato in sala stampa una vittoria costruita attraverso qualità, coraggio e un’attenta preparazione tattica.
«Non avevo dubbi sul fatto che sarebbe stata una partita di alto livello, bella da vedere e da vivere – ha spiegato Alvini –. Durante una gara non è possibile prevedere tutto ciò che può accadere, ma il Frosinone ha disputato una prova di grande spessore contro un avversario forte. È stata una splendida giornata per il calcio italiano qui a Frosinone».
Il tecnico ha poi raccontato le sensazioni provate al termine di un pomeriggio da ricordare: «Sono felice per i calciatori che raggiungeranno le rispettive Nazionali. Non sono abituato a perdere quattordici o quindici elementi durante la sosta e stavo già pensando a come organizzare il lavoro della prossima settimana. Con il passare degli anni sono diventato più riflessivo. Ieri è arrivata la proprietà ed è stato bello poterle regalare un sorriso».
Il presidente Maurizio Stirpe, prima della partita, aveva dichiarato che il vero Frosinone si sarebbe visto dopo la sosta e la trasferta di Napoli. Alvini ha chiarito il significato di quelle parole: «Questa squadra possiede un’identità precisa da 48 partite e continua a seguire il proprio cammino. Sappiamo che cosa ci aspetta e conosciamo bene la strada da percorrere. Credo che il presidente si riferisse soprattutto ai giocatori arrivati recentemente».
Determinante anche la strategia scelta per limitare le fonti di gioco del Como. Il Frosinone ha accettato il rischio di concedere campo pur di aggredire gli avversari nei punti nevralgici.
«Abbiamo deciso di andare con forza sui loro riferimenti, sapendo che avremmo potuto lasciare degli spazi e conoscendo perfettamente le qualità del Como. Ogni partita richiede una strategia differente, pur mantenendo intatta l’identità della squadra. Il Como ti obbliga a prendere determinate decisioni: abbiamo rischiato e questa volta è andata bene».
Alvini, però, non vuole fermarsi al singolo risultato: «Il percorso resta la cosa più importante e spesso non si riesce neppure a godere pienamente di una tappa. Oggi è una bella giornata e durante il viaggio verso Fucecchio assaporerò questa vittoria, ma ciò che conta davvero è il giro completo».
Il tecnico ha escluso che l’entusiasmo possa essere sufficiente per annullare le differenze tra due società considerate inizialmente molto distanti: «No, dietro c’è un lavoro mostruoso da parte di tutte le componenti. È stato svolto un lavoro grandissimo».
Parole speciali sono state riservate a Giorgi Kvernadze, autore del gol del raddoppio e protagonista di un’altra prestazione importante: «Gli voglio bene, è un ragazzo splendido. Persino mia madre mi ha detto che quel giocatore le piace – ha raccontato sorridendo –. Sono contento che andrà in Nazionale. Possiede ancora ampi margini di miglioramento e continueremo a lavorare con lui».
Alvini ha infine rivelato di aver ricevuto i complimenti di Cesc Fabregas: «Sì, sono stato felice di stringergli la mano. Credo che chiunque abbia assistito alla partita sia stato fortunato e si sia divertito».
La sosta offrirà ora l’opportunità di proseguire il processo di crescita, anche se numerosi calciatori lasceranno temporaneamente il gruppo per rispondere alle convocazioni delle proprie Nazionali: «Il Frosinone è uno solo e le scelte spettano a me. Non esistono nuovi e vecchi: siamo tutti chiamati a compiere insieme lo stesso percorso».