Frosinone – Escalation di violenza in carcere: ancora un agente aggredito e ricoverato in ospedale

Dopo le due aggressioni avvenute sabato 4 luglio nella casa circondariale di Frosinone, il SAPPE denuncia un altro brutale episodio

Dopo le due aggressioni registrate nel carcere di Frosinone nella giornata di sabato 4 luglio, continua l’escalation di violenza all’interno della casa circondariale “Giuseppe Paglieri”. A distanza di appena ventiquattro ore dall’allarme lanciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), un altro agente è finito al Pronto Soccorso dopo essere stato aggredito da un detenuto.

«Lo avevamo denunciato appena ventiquattro ore fa. Purtroppo avevamo ragione. E oggi contiamo l’ennesimo poliziotto penitenziario finito al Pronto Soccorso. È una situazione ormai fuori controllo e qualcuno dovrà finalmente assumersi le proprie responsabilità», attacca il sindacato.

Secondo quanto riferito dal SAPPE, l’episodio si è verificato nella serata di ieri nella quinta sezione dell’istituto penitenziario. Protagonista un detenuto di origine africana, trasferito a Frosinone soltanto poche settimane fa da un altro carcere per motivi di ordine e sicurezza, dopo precedenti episodi di violenza nei confronti del personale.

Stando alla ricostruzione del sindacato, tutto sarebbe iniziato durante la distribuzione della terapia sanitaria. Il detenuto avrebbe rifiutato di rientrare in cella e, nel giro di pochi istanti, avrebbe aggredito il poliziotto penitenziario in servizio, colpendolo ripetutamente al torace e costringendolo a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata. Sempre secondo il SAPPE, all’arrivo del personale di supporto il detenuto si sarebbe impossessato di un idrante, allagando l’intera sezione e cospargendo il pavimento di sapone per ostacolare l’intervento degli operatori. Soltanto grazie all’intervento degli agenti, che hanno utilizzato gli strumenti antisommossa previsti dalla normativa, è stato possibile bloccarlo e ricondurlo in cella senza conseguenze ancora più gravi.

Per il segretario generale del SAPPE Donato Capece, il segretario nazionale Maurizio Somma e i dirigenti provinciali Franco D’Ascenzi e Piero Pennacchia, l’episodio rappresenta «il fallimento di una gestione che il SAPPE denuncia da mesi».

«Avevamo lanciato un allarme pubblico soltanto ventiquattro ore fa. Non siamo stati ascoltati. Oggi raccogliamo l’ennesima aggressione e l’ennesimo collega ferito. Domani cosa dovremo contare?», dichiarano i rappresentanti del sindacato.

Il SAPPE sostiene che il carcere di Frosinone continui a essere destinazione di detenuti con elevati profili di pericolosità provenienti da altri istituti, senza che vi sia un corrispondente potenziamento di personale, risorse e misure di sicurezza.

Da qui il duro affondo nei confronti del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Lazio e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

«Non è più il tempo delle rassicurazioni di circostanza. Chi ha responsabilità di governo del sistema penitenziario deve prendere atto che Frosinone vive una condizione emergenziale ormai cronica. Continuare ad aumentare la pressione sull’istituto senza rafforzarne uomini, mezzi e organizzazione significa esporre il personale a rischi sempre maggiori», affermano i dirigenti del sindacato.

Il SAPPE rinnova quindi la richiesta di interventi immediati: dall’aumento degli organici al trasferimento dei detenuti più violenti in circuiti ad alta sicurezza, fino all’applicazione di sanzioni disciplinari più incisive e, nei casi previsti dalla legge, all’espiazione della pena nei Paesi d’origine per i detenuti stranieri responsabili di gravi episodi di violenza.

Il sindacato ha infine espresso solidarietà all’agente rimasto ferito e ringraziato tutto il personale intervenuto, ribadendo che «la sicurezza della Polizia Penitenziaria non è negoziabile» e chiedendo che alle parole seguano finalmente provvedimenti concreti.

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