Frosinone – Giovane minaccia di nuovo il suicidio, ancora una notte di paura: i carabinieri fanno irruzione in casa

Sabato 4 luglio era accaduta la stessa cosa, poi la settimana successiva una lunga scia di episodi: il giovane ha bisogno di aiuto

Ancora una notte di paura a Frosinone. A pochi giorni dall’ultimo episodio analogo, un giovane di 27 anni è tornato a minacciare di togliersi la vita, barricandosi all’interno della propria abitazione, nella parte bassa del capoluogo, e costringendo i residenti dell’intera palazzina a vivere ore di forte apprensione. L’allarme è scattato nella notte, quando il ragazzo ha nuovamente manifestato l’intenzione di suicidarsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Frosinone e del Nucleo Operativo, che per ore hanno cercato di stabilire un contatto con lui. Al fianco dei militari anche un negoziatore dell’Arma, a lungo impegnato nel tentativo di convincere il 27enne a desistere.

La situazione si è protratta fino all’alba. Nel frattempo, i vigili del fuoco hanno predisposto le condizioni di sicurezza per un eventuale intervento. Sotto il balcone dell’abitazione è stato posizionato un materasso e, quando il giovane ha smesso di rispondere alle sollecitazioni dei carabinieri, è stata presa la decisione di entrare nell’appartamento. Con l’ausilio dei vigili del fuoco, i militari hanno raggiunto una finestra utilizzando una scala e hanno fatto irruzione. Il 27enne è stato quindi messo in sicurezza e affidato ai sanitari, che lo hanno trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Cassino. Secondo le informazioni raccolte, il giovane si troverebbe ora in ospedale per essere sottoposto agli accertamenti sanitari e psichiatrici necessari a valutare le sue condizioni e gli eventuali provvedimenti da adottare. E si spera che, almeno questa volta, chi di dovere si assuma la responsabilità di prendere provvedimenti incisivi e di intervenire a tutela del 27enne e della pubblica incolumità.

Un’escalation che non si ferma

La nuova emergenza arriva infatti dopo una sequenza di episodi che, nell’arco di poche settimane, ha fatto crescere la preoccupazione della famiglia, dei residenti e delle forze dell’ordine. – LEGGI QUI – La vicenda era già esplosa sabato 4 luglio, quando i carabinieri della Compagnia di Frosinone erano intervenuti nell’abitazione del giovane dopo una analoga minaccia di suicidio. Non si sarebbe trattato di un episodio isolato: situazioni simili si sarebbero verificate anche negli anni precedenti, in un quadro di grave dipendenza da sostanze stupefacenti e di profonda fragilità psichica e psichiatrica.

Sabato 11 luglio, invece, era intervenuta la Polizia di Stato in via Aldo Moro. Il giovane, in evidente stato di alterazione, avrebbe colpito alcune auto in transito, urlato in strada e rivolto accuse ai familiari, sostenendo circostanze risultate prive di fondamento. Gli agenti delle Volanti avrebbero inoltre trovato un coltello nella sua auto.

Dopo il passaggio in Questura, il 27enne era stato accompagnato al pronto soccorso di Frosinone, dal quale si era però allontanato autonomamente. Era stato quindi denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima dell’intervento della Polizia avrebbe inoltre aggredito un uomo e molestato alcuni clienti di un locale di via Aldo Moro, tentando anche di nascondersi nella cucina dell’attività.

Il giorno successivo, domenica, la situazione era ulteriormente degenerata. Dopo un nuovo trasferimento in ospedale e un nuovo allontanamento, il giovane sarebbe tornato nel quartiere dove vive, danneggiando il portone d’ingresso e l’ascensore del condominio e minacciando alcuni residenti. Nel corso della giornata carabinieri e personale sanitario erano intervenuti più volte. Il 27enne sarebbe stato nuovamente accompagnato al pronto soccorso, ma anche in quella circostanza si sarebbe allontanato, facendo ritorno poco dopo nel quartiere.

In uno dei momenti più concitati avrebbe minacciato di morte un residente, un ex appartenente alle forze dell’ordine, tentando anche di investirlo con l’auto e mostrando un coltello. L’uomo ha presentato denuncia in Questura.

Una situazione ormai fuori controllo, con la famiglia che da anni chiede aiuto e che ha più volte segnalato le condizioni del giovane. Stando a quanto ricostruito, i genitori avrebbero presentato diverse denunce e si sarebbero rivolti alle autorità e ai servizi competenti, mentre il ragazzo avrebbe manifestato negli ultimi tempi comportamenti sempre più preoccupanti, tra minacce, momenti di alterazione e contenuti pubblicati sui social.

Anche questa notte, infatti, avrebbe documentato attraverso alcune storie su Instagram l’intervento dei carabinieri. Nei giorni scorsi si sarebbe inoltre recato al Comando provinciale dell’Arma, dove avrebbe minacciato un carabiniere, riprendendo la scena con il proprio cellulare e pubblicando successivamente il video sui social.

La vicenda porta nuovamente alla luce un problema enorme del nostro sistema di sicurezza, protezione e cura: come affrontare situazioni nelle quali si intrecciano dipendenza, fragilità psichica, rifiuto delle cure e comportamenti potenzialmente pericolosi?

Da una parte c’è un giovane che ha bisogno di un percorso di cura e di assistenza. Dall’altra ci sono una famiglia che da anni vive nella paura e residenti che, dopo gli ultimi episodi, temono nuove esplosioni di violenza. Non si tratta soltanto di una questione di ordine pubblico. Le forze dell’ordine sono intervenute ripetutamente, così come il personale sanitario. Ma ogni emergenza, una volta superata, sembra lasciare spazio a una nuova crisi.

Ora la speranza è che, dopo l’ennesima notte di paura, venga finalmente effettuata una valutazione clinica complessiva della situazione e che possano essere adottate misure adeguate per tutelare il giovane, la sua famiglia e tutte le persone che vivono intorno a lui. Perché il timore, ormai, è che la prossima emergenza possa avere conseguenze ancora più gravi.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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