Serie B – Ci sono partite che valgono più di tre punti, e quella vinta dal Frosinone sul campo del Sudtirol rientra perfettamente in questa categoria. Non solo per il risultato, ma per il modo in cui è arrivato e per ciò che rappresenta nella corsa alle posizioni di vertice. Un’affermazione che, a questo punto della stagione, assume il peso specifico di un vero e proprio spartiacque.
La squadra guidata da Massimiliano Alvini ha dimostrato ancora una volta di aver trovato equilibrio e continuità, elementi che nelle ultime settimane stanno facendo la differenza. Nove risultati utili consecutivi non sono casuali: raccontano di un gruppo che ha saputo crescere, adattarsi e soprattutto reggere la pressione nei momenti chiave.
A Bolzano si è visto un Frosinone maturo. In difesa, Palmisani ha dimostrato freddezza dagli undici metri ipnotizzando Casiraghi, pur nulla potendo sulla ribattuta di Pecorino, e risultando decisivo anche su Merkaj nei minuti finali. Bracaglia ha sostituito Corrado senza far sentire la differenza, confermando solidità e sicurezza, mentre Caló ha messo la firma sul match con un gol determinante, il tipo di episodio che decide partite complesse. Oyono e Monterisi hanno garantito attenzione costante in fase difensiva, contenendo le avanzate del Sudtirol e spegnendo sul nascere le principali insidie offensive.
A centrocampo, Koutsoupias è stato protagonista nella gestione del gioco, orchestrando la manovra nella prima frazione e restando prezioso in fase di ripiego nella ripresa. Gelli e Fini hanno alternato momenti di gestione a spunti di qualità: se Gelli è stato meno incisivo nel primo tempo, Cichella, subentrato all’intervallo, ha subito fornito l’assist perfetto per il gol di Ghedjemis, a segno per la prima volta con la nazionale maggiore algerina.
In avanti, Raimondo ha avuto il compito di aprire il match, realizzando il gol del vantaggio ma subendo anche la responsabilità sul rigore del pareggio. Ghedjemis e Fiori, subentrati nella ripresa, hanno dato concretezza e freschezza alla manovra offensiva, contribuendo alla vittoria finale. Kvernadze, invece, ha deluso le aspettative, mostrando poca incisività fino all’uscita dal campo.
La gestione di Alvini si è rivelata decisiva: i cambi hanno cambiato ritmo alla partita e permesso al Frosinone di portare a casa tre punti fondamentali. Con nove risultati utili consecutivi, la squadra guarda con fiducia alle prossime sei gare: quattro in casa e due in trasferta. Bracaglia ha lanciato un appello ai tifosi per la prossima partita di Pasqua: «Questa categoria va conquistata soprattutto con l’apporto del pubblico di Frosinone tra le Moramiche allo Stilpe».
Il successo contro il Sudtirol consente ai giallazzurri di agganciare il Monza al secondo posto (65), accorciando a tre lunghezze dal Venezia capolista e mantenendo a distanza il Palermo (61). Una classifica che ora cambia prospettiva e alimenta inevitabilmente le ambizioni.
Ma oltre ai numeri, ciò che colpisce è la sensazione di solidità trasmessa dalla squadra. Ogni reparto sembra sapere esattamente cosa fare, con ruoli chiari e una crescente fiducia reciproca. Anche chi subentra riesce a mantenere alto il livello, segno di una rosa profonda e coinvolta.
Il messaggio che arriva da Bolzano è netto: il Frosinone c’è, ed è pronto a giocarsi tutto fino alla fine. Il calendario, con diverse partite ancora da disputare allo “Stirpe”, può diventare un alleato importante, a patto che si crei quell’atmosfera capace di fare la differenza nei momenti decisivi.
Adesso non è più tempo di nascondersi. La continuità dei risultati e la posizione in classifica autorizzano a guardare in alto. E se davvero queste sono le partite che valgono doppio, allora il Frosinone ha appena lanciato il segnale più forte al campionato.