Frosinone, in Consiglio il rendiconto 2024 con “riserve” dei revisori su attività di riscossione e assenza di dati finanziari delle partecipate

L'assise torna a riunirsi per un adempimento importante: l'esame ed il voto sul consuntivo dello scorso anno con connesse "raccomandazioni"

Il rendiconto della gestione 2024 del Comune di Frosinone arriverà in Consiglio questa sera – 6 giugno – con inizio alle ore 19. Due i segnali da tenere sotto controllo: innanzitutto ancora una volta i numeri a sostegno del sindaco Riccardo Mastrangeli, visto e considerato che il sostegno della lista Marzi appare sempre meno marginale. Del resto il chiarimento nella maggioranza di centrodestra – a cominciare dalle richieste di FdI per la piazza dello Scalo per giungere fino all’ipotesi di rimpasto di giunta – è stato rinviato ad una fase immediatamente successiva a quella del via libera al consuntivo dello scorso anno. Il secondo argomento in evidenza è costituito dalle raccomandazioni dei revisori dei conti che hanno comunque espresso “giudizio positivo per l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2024, nell’intesa che per le riserve sopra espresse l’Ente provveda tempestivamente”.

Richiamo alle passività potenziali che potrebbero arrivare dal contenzioso

Federica Tiezzi, Francesco Renzi e Giovanni Manzi – questi i nomi dei tre professionisti che hanno controllato i conti comunali – hanno formalmente invitato l’amministrazione “a monitorare la gestione dei residui complessivi con particolare attenzione all’attività di riscossione, sollecitando l’avvio di ogni necessaria procedura e/o adempimento per una tempestiva ed efficace azione di riscossione dei crediti; nella predisposizione del riaccertamento dei residui a dare un’adeguata motivazione dello stralcio e del mantenimento degli stessi”. Il collegio, inoltre, suggerisce, “di implementare le procedure atte alla riscossione delle entrate al fine di ridurre costantemente la tempistica tra la fase di accertamento e quella di riscossione, stante anche lo sforamento del parametro di deficitarietà P8, indicatore concernente l’effettiva capacità di riscossione (riferito al totale delle entrate) minore del 47%. Raccomanda l’approfondimento e la valutazione puntuale delle passività potenziali probabili derivanti dal contenzioso dello stato delle procedure in essere effettuando una puntuale ricognizione con relativa valutazione della percentuale di soccombenza dell’Ente, con l’ausilio dell’Avvocatura”.

Occhio alle quote societarie per assicurare la veridicità delle scritture contabili

Un passaggio specifico è riservato alle società partecipate: i revisori ritengono ci sia “la necessità e l’urgenza per l’Ente di farsi parte diligente quale socio, per la criticità rilevata della mancata riconciliazione per incongruenza o totale assenza di dati delle partite contabili con le partecipate, in quanto lo scopo della verifica è anche quello di preservare gli equilibri riducendo il rischio di emersione di passività latenti, attivando tutti gli strumenti previsti dal c.c. al fine dell’acquisizione di dati di riscontro ‘eventualmente avvalendosi dei rimedi codicistici in presenza di omissione degli organi di controllo’ (Corte dei Conti sez. Reg. controllo Sicilia 20.09.2021 n. 112/2021/prse). Tale operazione di riconciliazione – avvertono in particolare i revisori – è governata dalla regola della doppia asseverazione dei debiti e dei crediti da parte dell’organo di revisione sia dell’Ente che della società partecipata, funzionale ad evitare eventuali incongruenze e nel contempo a garantire l’attendibilità dei dati e la veridicità delle scritture contabili”.

Risultato economico, sensibile divario tra i numeri 2024 e quelli dell’anno precedente

Pertanto – è la richiesta del collegio – “si raccomanda all’Ente di procedere tempestivamente alla riconciliazione delle reciproche posizioni di tutte le partecipate e di definire correttamente le partite in contestazione al fine di escludere potenziali contenziosi futuri”. In particolare il rendiconto che sarà illustrato nei dettagli dall’assessore al Bilancio, Adriano Piacentini, contempla il richiamo a due “ordinanze di ingiunzione emesse dall’ente nel 2018 ed oggetto di contenzioso di cui la prima a titolo di erronea determinazione della tariffa da parte della SAF S.p.A. dovuta dal Comune di Frosinone a titolo di ecotassa per € 511.027,01, la seconda a titolo di erronea applicazione del benefit ambientale per € 835.130,33, i crediti sono conservati tra i residui attivi del Settore Ambiente”.

Quanto alla differenza tra le entrate e le uscite (spese) del Comune, i revisori evidenziano come “In merito al risultato economico conseguito nel 2024 di € 6.138.861,68 rispetto all’esercizio 2023 di € 26.555.723,28, si evidenzia la notevole differenza della voce E – 24 c ‘sopravvenienze attive e insussistenza del passivo’ di euro 28.592.440,19 nel 2023 scese ad euro 4.296.099,95 nel 2024”. Parliamo tecnicamente di annotazioni che forniscono informazioni aggiuntive sulla situazione finanziaria del Comune, pur non costituendo attività o passività vere e proprie. Ma l’assessore Piacentini chiarirà anche questo aspetto.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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