Frosinone-Inter, Biasin: “I ciociari piacevole sorpresa ma…attenzione a prestare il fianco!”

Serie A - L'intervista al noto giornalista e opinionista. Fabrizio Biasin analizza il momento e il pre-gara dal punto di vista ospite

Serie A – Frosinone all’arrembaggio: al suono di un “Si salvi chi può!”, i giallazzurri domani scenderanno in campo per affrontare i Campioni d’Italia. Una neopromossa a caccia della permanenza in massima categoria contro l’Inter regina indiscussa del campionato, vera e propria macchina macina punti e asfalta avversario, al netto di qualche piccola fibrillazione cardiaca accusata nei due scontri con il Sassuolo. Alle ore 20.45, tra le mura di una ‘Psc Arena’ sold out, quella sfida che incute un comprensibile timore, ma che odora anche di onore, di voglia di riscatto. I leoni ciociari, guidati da Eusebio Di Francesco, sanno benissimo che non possono mollare un centimetro e un pallone perché adesso si è nel clou della battaglia. 6 formazioni si contendono la tranquillità e la loro personale ‘Champions League’, se escludiamo il Lecce che oramai sembra avviato sulla strada salvifica. Assieme al Frosinone lottano Empoli (a braccetto con Mazzitelli e soci a quota 32), Cagliari (33), Verona (34) e poi un po’ più giù Udinese (30) e Sassuolo (29). Il rush finale dei DiFra boys parte da viale Olimpia contro la schiacciasassi ‘bauscia’ per poi affrontare fuori casa il Monza e chiudere quindi i giochi con la partita interna contro l’Udinese. 270 minuti per vergare la propria storia sportiva, capire se sarà possibile entrare di diritto in quella con la S maiuscola preservando la serie per la prima volta nel corso della propria esistenza, o cedere ad un destino meschino e avverso. Ma il primo ostacolo è di quelli che farebbero paura a chiunque. Questa Inter monumentale sbarca in Ciociaria con un percorso straordinario, dopo aver vinto lo scudetto proprio sbeffeggiando i ‘cugini’ rossoneri nel ‘derby della Madonnina’. Con un bottino di 89 lunghezze e un distacco punti impressionante sulle avversarie (18 sul Milan, 23 sulla Juve), una rosa che ha implementato il proprio valore di mercato arrivando a seicentoventidue milioni e trecentocinquantamila euro, secondo Transfermarkt. Un gruppo galvanizzato e ‘ubriaco’ della seconda stella cucita sul petto. Un collettivo che però non deve più carpire nulla dalla stagione. Ma questo dato, che spesso fa sognare i più speranzosi, alla fine dei conti vuol dire ben poco. Non pensiamo certo che gli uomini di Inzaghi vengano in provincia a portare la calza della Befana fuori stagione, né a farsi una passeggiata salutare. D’altronde c’è una bacheca ricca di trofei da difendere da chiacchiere al vento e maligni. Ma il club del Presidente Maurizio Stirpe ci crede. Ci credono lo staff, la squadra, la dirigenza. Ci credono i tifosi, sempre in prima linea con lo slogan “DifendiamolA”. Noi abbiamo avuto il piacere di discutere di questi argomenti con il famoso giornalista, capo redattore di ‘Libero’ nonché volto noto di tantissimi talk show sportivi e autore del libro “La grande storia dei derby Milan-Inter” Fabrizio Biasin. Con la sua tipica ironia e l’approccio sempre onesto e indipendente, ci ha offerto l’analisi del pre-gara dal punto di vista ospite.

L’analisi di Fabrizio Biasin

Un campionato travolgente quello dell’Inter, che ha vinto con netto anticipo sbaragliando le contendenti. Qual è il segreto di questo gruppo? Quanto pesa il lavoro di Inzaghi e del suo staff non solo dal punto di vista fisico ma anche di mentalizzazione dei giocatore? Quale nerazzurro l’ha sorpresa maggiormente?
“Molti dicono che questo sia un gruppo nato dopo la finale di Istanbul, invece la mia sensazione e penso anche quella di mister Inzaghi è che questa squadra – al netto delle uscite e dei nuovi ingressi – abbia iniziato tale percorso 3 anni fa. Un percorso che l’ha portata a giocare ad un livello di calcio molto, molto alto. Quella stessa idea di calcio, unita anche allo spogliatoio composto da belle persone prima ancora che grandi giocatori, ha portato ai risultati che sono sotto tutti gli occhi di tutti. I nerazzurri che a mio avviso hanno fatto molto bene sono diversi, ma se devo scegliere dei nomi ‘sorprendenti’ voglio farne due: il primo è quello di Thuram perché non immaginavo potesse essere così performante e non parlo di numero di gol, ma proprio di presenza sul campo. La mia idea, dopo averlo visto in preparazione, era che potesse aver bisogno di più tempo per inserirsi e invece subito è diventato una pedina fondamentale della squadra e ha disputato un ottimo campionato, soprattutto nelle partite importanti. L’altro è una sorpresa solo relativamente ma quest’anno è stato imprescindibile, parlo di Mkhitaryan perché alla sua età è diventato l’equilibratore della squadra. In questa formazione ognuno può andare dove vuole in campo perché c’è Mkhitaryan, con un’intelligenza calcistica straordinaria, a coprire tutti gli spazi”.

Nell’ultima di campionato è arrivato inaspettatamente il ko con il Sassuolo…È scesa la fame? È scesa l’adrenalina? O a cosa è da imputare questa sconfitta a suo avviso?
“Mettendo da parte tutte le polemiche che ho letto negli ultimi giorni, io penso che sia una questione fisiologica. L’Inter arrivava da una settimana di festeggiamenti, reduce anche dalla partita con il Torino a mio avviso giocata molto bene, sfida in cui Inzaghi ha schierato i titolari. Dopo quella partita ha iniziato a dare spazio alle seconde linee. Un conto è poi cambiare uno o due giocatori, altro discorso se invece si cambiano più pedine e ci può stare che il puzzle non ti venga bene. Questa cosa, unita alla stanchezza e al calo di tensione può aver generato la sconfitta con il Sassuolo e penso sia tutto piuttosto normale, soprattutto quando una squadra vince così con netto anticipo”.

Che finale di stagione si aspetta dall’Inter?
“Personalmente credo che anche dopo le critiche seguite a questa partita, l’Inter cercherà di fare il meglio possibile sebbene non ci siano più le stesse motivazioni. Un conto è giocare con la bava alla bocca e dare il 100%, un conto è giocare al massimo delle proprie capacità ma senza l’assillo dei tre punti a tutti i costi. Sarà un’Inter, da qui alla fine, all’altezza ma non sarà certo quella che vedemmo a febbraio nello scontro-scudetto con la Juventus”.

Del Frosinone invece che idea si è fatto? C’è qualche elemento che l’ha colpita favorevolmente?
“Sono stato piacevolmente sorpreso dal Frosinone. Mi vergogno di ammettere che, a inizio anno, quando si fanno le famose griglie di previsione, inserivo il Frosinone tra le squadre candidate seriamente alla retrocessione. Mi sembrava una formazione un po’ povera di tecnica, con una rosa non al completo e mi sbagliavo clamorosamente. Questo gruppo, sin da subito, mi ha dato l’idea di una ‘piccola’ che cerca di fare calcio. Può avere avuto tutti i problemi di questo mondo nella seconda parte di stagione ma non ha mai abdicato alla sua volontà di fare buon calcio e questa sua attitudine notevole va riconosciuta sia a Di Francesco che ai suoi giocatori. Una qualità affatto banale soprattutto perché parliamo di un collettivo che nonostante lotti per la salvezza sfoggia un gioco propositivo. Ora arrivano le partite che valgono il triplo, quelle che devono lasciarti punti per la salvaguardia della categoria, ma il mio apprezzamento per il Frosinone è onesto e concreto perché gioca un calcio di buon livello. Di Francesco, sebbene arrivasse da stagioni complicate, si è rimesso in competizione molto bene. Se devo fare un nome, tra i ragazzi che mi hanno colpito di più ti dico Soulé, ma è il complesso tutto a fare la differenza, l’impostazione di squadra. Un secondo nome è quello di Turati perché oltre ad aver giocato buone partite non ha mai nascosto la sua passione per l’Inter…e mi sta simpaticissimo!”.

I ciociari sono impegnati in una corsa salvezza che si fa sempre più ardua, visti anche gli ultimi risultati…che partita dobbiamo aspettarci questo venerdì? Pronostico chiuso o i giallazzurri potrebbero riuscire a dire la loro nel match con i Campioni d’Italia? E se si come?
“Fare una previsione è difficile. Immagino un’Inter non propriamente affamata ma attenzione, perché anche quando i nerazzurri non giocano ai loro soliti livelli hanno un’impostazione molto chiara, quella delle ripartenze in verticale, la possibilità di far male in tanti modi. Il consiglio stupido che posso dare a Di Francesco è quello di non prestare il fianco. La sua idea di calcio è sempre molto bella ma ci sono squadre che non vedono l’ora di tuffarsi negli spazi che gli lasci. Che è poi la caratteristica predominante della compagine di Inzaghi e la stessa a cui il Frosinone deve badare”.

Probabile 11 iniziale a suo avviso
“È prematuro azzardarla ora, solo nella stessa mattinata di venerdì sarebbe possibile fare una previsione più attinente alla realtà. Posso però immaginare un ibrido tra la squadra titolare e qualche elemento che gioca di meno”.

Altre due curiosità relative al mondo nerazzurro. Cosa manca all’Inter per entrare nel gotha del calcio europeo?
“La speranza che deve avere un tifoso dell’Inter è che questo gruppo di lavoro sia confermato. Non è un collettivo arrivato ma che può crescere ancora. L’Inter può comunque vedersela con club che hanno centinaia di milioni da mettere sul mercato, cosa che i nerazzurri non ha fatto negli ultimi anni e che non faranno neppure questa estate, oltre non me la sento di andare. Senza dubbio, comunque, l’Inter è una delle 10 squadre più forti di Europa e non è cosa da poco”.

Cosa ne pensa dei continui attacchi mediatici sulla proprietà Zhang e delle insinuazioni circa la dubbia regolarità dell’iscrizione dell’Inter al campionato?
“Penso sia tutto molto normale. Quando una squadra non viene attaccata da nessun punto di vista è perché non dà fastidio. Negli anni dei settimi posti, ad esempio, all’Inter è capitato. Se cominciano ad aggredirti su più fronti è perché ora sei la più forte. È capitato alla Juventus, è capitato ad altre squadre. Questo genere di attacchi, a volte concreti a volte pretestuosi, fanno parte del gioco e bisogna saperli accettare”.

Qui Frosinone

Seduta di allenamento mattutina ieri alla ‘Città dello Sport’ di Ferentino per i giallazzurri di mister Di Francesco che continuano a preparare la partita con l’Inter. Attivazione, esercitazioni tecnico tattiche e conclusioni in porta, questo il programma. Personalizzato per Romagnoli – uscito nel corso della gara contro l’Empoli – e Lusuardi. Questa mattina è stata svolta una nuova seduta sempre a Ferentino. Della gara di domani non farà parte Barrenechea, squalificato per una giornata dopo l’ammonizione rimediata al ‘Castellani’ nello scorso turno. Attesa per la conferenza del mister giallazzurro, il quale parlerà alle 14.45 dalla sala stampa della ‘Psc Arena’.

Alla luce di ciò, questa la probabile formazione targata Di Francesco: Frosinone (3-4-2-1) Cerofolini; Lirola, Romagnoli, Okoli; Zortea, Mazzitelli, Gelli, Valeri; Soulé, Brescianini; Cheddira.

I precedenti

Il Biscione e il Leone hanno incrociato 5 volte i loro destini, tutte in serie A e con uno score totalmente a favore dei nerazzurri. Questo il dettaglio:

Serie A 2015/16
Inter – Frosinone 4-0
Frosinone – Inter 0-1

Serie A 2018/19
Inter – Frosinone 3-0
Frosinone – Inter 1-3

Serie A 2023/24
Inter – Frosinone 2-0

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista sportiva con una passione per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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