“Ricordare oggi significa decidere da che parte stare”, così il Questore di Frosinone, Dott. Stanislao Caruso durante la cerimonia della Polizia di Stato per ricordare Giovanni Palatucci, Medaglia d’Oro al Valor Civile e Giusto fra le Nazioni.


“Una cerimonia doverosa per ricordare il Questore di Fiume che ha salvato migliaia di vite testimoniando che stare dalla parte del giusto è possibile. Ancora oggi Palatucci è esempio per noi e per le nuove generazioni”, – ha evidenziato Caruso che, agli studenti presenti alla cerimonia, ha ricordato quanto l’impegno di Palatucci “sia la prova che non esistano falsi alibi per non agire”.


La cerimonia ieri mattina, nella Villa comunale di Frosinone, alla presenza delle massime autorità civili, tra cui il Prefetto della Provincia di Frosinone, militari e religiose.




Il sacrificio eroico
Reggente della Questura di Fiume, oggi Rijeka, città della Croazia, Palatucci divenne un faro di speranza per gli ebrei di Fiume, sacrificando la propria vita, pur consapevole del pericolo che correva. Il 13 settembre 1944 fu arrestato e deportato a Dachau dove morì il 10 febbraio del 1945, dopo aver subito circa quattro mesi di stenti e torture.




Presso la Villa comunale della città, nel 2023, è stato piantumato un albero di ulivo, simbolo di pace, ed è stata scoperta una targa, dono dell’amministrazione comunale, per onorare il sacrificio dell’eroe silenzioso.
Dopo la deposizione della corona e la benedizione officiata dall’Arcivescovo Santo Marcianò, Vescovo della Diocesi unite di Frosinone-Veroli-Ferentino e Alatri Anagni, il Questore della Provincia di Frosinone, Stanislao Caruso ha voluto ringraziare i presenti, soffermandosi sulla figura del giovane Commissario, Palatucci, il cui sacrificio deve essere di esempio, come detto, per le giovani generazioni, rappresentate, nella circostanza, da alcune classi di alunni frequentanti l’Istituto Comprensivo di Frosinone 1.
Presente l’Associazione Nazionale Polizia di Stato, la cui sezione di Frosinone, è intitolata a Giovanni Palatucci. Emozionante l’accompagno del musicista Simone Zomparelli, iscritto al conservatorio cittadino e nipote di un poliziotto in quiescenza.