Frosinone mal’aria, il bis negato sul forno crematorio e la protesta in via Madonna delle Rose

Raccolta di firme e iniziative di Associazioni Mediche-Ambientaliste e Comitati contro l'inquinamento ed a tutela della salute pubblica

Tutela della salute pubblica e inquinamento al centro della sottoscrizione contraria alla realizzazione del forno crematorio nel capoluogo promossa da Comitato No Forno Crematorio; Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente; Fare Verde Città e Provincia di Frosinone; Comitato Selva dei Muli; Convivium Perenne; Comitato Fontana Unica. Allo stesso tempo proprio il Comitato Fontana Unica ha portato avanti un’iniziativa per chiedere la chiusura di Via Madonna delle Rose al traffico pesante – questione che incide in termini di inquinamento e rischi per i residenti – con deviazione fattibile del transito dei mezzi in questione nel sottopasso di Via Enrico Fermi. Due questioni che investono la qualità dell’aria in città e in una zona particolare della parte bassa. Iniziamo dai festeggiamenti del prmo maggio a Colle Cottorino. Qui gli organizzatori del Comitato organizzatore, per tramite del Comitato No Forno Crematorio, hanno concordato con i rappresentanti dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e Fare Verde Città e Provincia di Frosinone, dottori Teresa Petricca e Giovambattista Martino, il tema che intendevano divulgare “per conoscenza e spiegazioni: pericolosità ambientale e rischio sanitario di un forno crematorio nella città di Frosinone, capoluogo tristemente noto per negativi primati ambientali nazionali riguardo la pessima qualità dell’aria”. Argomento, come da richiesta, da rappresentare per le due sere consecutive del 1° e 2 maggio, mettendo a disposizione dei Medici il palco dei festeggiamenti.

“Qualcuno ha sentito l’obbligo di esercitare una pressione politica”

Fatto sta che s’è registrato un grande successo per la prima serata che ha portato, avendo i presenti ben recepito il monito, centinaia di persone a firmare per il “no al forno crematorio”. Per la serata del 2 maggio non s’è potuta replicare l’iniziativa di sensibilizzazione perché – spiegano in una nota Comitato No Forno Crematorio; Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente; Fare Verde Città e Provincia di Frosinone; Comitato Selva dei Muli; Convivium Perenne; Comitato Fontana Unica – “qualcuno ha sentito l’obbligo di esercitare una riferita pressione politica sugli organizzatori, come da loro dire, tale da evitare che i medici ambientalisti, salissero sul palco per la seconda serata informativa. Eleviamo la protesta come Associazioni Mediche e Ambientaliste e come Comitati di Cittadini contro gli autori di simili fatti, che minacciano la libera autonomia di organizzazione e espressione del pensiero di tutti coloro che contrastano un potere delirante di onnipotenza ma che, al contrario, appare provato e visibilmente traballante, che tenta inopportunamente la non diffusione di verità scientifiche inconfutabili, con un tentativo inopportuno di bagarre politica, assolutamente inesistente”.

Traffico pesante, il Comitato Selva dei Muli segnala alla Procura

“Il tema era indiscutibilmente scientifico ed informativo e teso solo ed unicamente alla salvaguardia e al rispetto per la salute di tutta la città ed in particolare per gli abitanti di Colle Cottorino – evidenziano Petricca e Martino -. Ancora una volta rivendicare, da parte dei cittadini, il diritto alla salute, nei fatti ha trovato puntuale opposizione della politica. Se tutto non fosse apparso risibile, avremmo dovuto pensare ad una minaccia alla democrazia che categoricamente rifiutiamo”. A proposito di diritto alla salute ed alla sicurezza, tornano alla carica anche i cittadini che denunciano la “gravissima la situazione di pericolosità per l’incolumità e la salute dei residenti di Via Madonna delle Rose, strada di quartiere senza marciapiedi e senza adeguata segnaletica orizzontale e verticale. Costante ed improprio l’andirivieni di traffico pesante, bisarche, autoarticolati molti dei quali trasportanti gasolio e materiale infiammabile. Strada urbana martoriata, densamente abitata, inquinata da gas di scarico risaputamente insalubri, priva di qualsivoglia condizione a caratterizzarne la messa in sicurezza e la possibilità di percorrenza da parte dei pedoni”. Dopo anni di proteste vane e di richieste ignorate, Associazioni e Comitati cittadini hanno diffidato l’Amministrazione Comunale di Frosinone, indicando quale Autorità competente Sindaco e Polizia Municipale, per conoscenza, anche la Procura della Repubblica, ad “adottare tutti gli opportuni provvedimenti a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini residenti in via Madonna delle Rose e, in particolare, a vietare il transito, lungo la strada e per tutta la sua lunghezza, a tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate”.

La nota comunale sul ponte troppo basso lungo il percorso alternativo

La risposta dell’Amministrazione Comunale – riferiscono i cittadini uniti nel comitato di zona – è stata : “Effettuata specifica ricognizione dei luoghi, si è accertato che, alla data odierna, la circolazione dei mezzi con la massa a pieno carico superiore a 3,5 t. con passaggio su via Madonna delle Rose, costituisca percorso obbligato per raggiungere la sede di importanti attività industriali- commerciali della zona in via Selvotta. In Via Enrico Fermi insiste infatti un sottopasso, di altezza pari a 3,95 mt non idoneo a consentire il passaggio dei mezzi “pesanti”. In merito all’adozione di possibili provvedimenti di limitazione della circolazione, l’Ente è stato già diffidato da attività commerciali/industriali con specifica e circostanziata nota legale, evidenziando i gravissimi danni economici, che ne deriverebbero”. Da tale risposta si evince come l’Amministrazione Comunale rivolga l’impegno e la preoccupazione unicamente alle attività commerciali ed industriali per le quali sono state da più parti suggerite soluzioni di transito fattibili, meno impattanti e penalizzanti per la popolazione residente. Nessuna attenzione invece verso la salvaguardia della salute, dell’incolumità e della qualità di vita dei cittadini che da anni vivono reclusi ed impossibilitati ad uscire, compresi anziani, disabili e bambini”.

I residenti misurano le altezze e le svelano al comandante Padovani

In seguito alla risposta del Comune, però il Comitato Salute e Tutela Territorio Selva dei Muli ha chiesto ed ottenuto un incontro con il Comandante dei Vigili Urbani Dino Padovani. “Il Dirigente – hanno riferito i residenti – , con cortesia ed attenzione ha ascoltato la rappresentanza del Comitato di Selva dei Muli composta da cinque membri, ha riconosciuto e compreso pienamente le ragioni dei cittadini e dando atto della giustezza delle preoccupazioni, ha però lasciato comprendere come sia necessaria la volontà politica per procedere. Volontà che sembra mancare e che viene indicata come un impedimento alla risoluzione dei problemi ed all’accoglimento delle richieste delle Associazioni e dei Comitati. Stupore ed incredulità allorquando il Comitato di Selva dei Muli ha comunicato di aver provveduto con verifiche strumentali precise e puntuali, secondo prassi, alla misurazione dell’altezza del sottopasso di via Enrico Fermi, menzionato nella nota di risposta, definito di altezza pari a mt 3,95 e per tale motivo giudicato non idoneo al transito dei mezzi pesanti. In realtà la misura rilevata dal Comitato è risultata di mt 4,15 nel punto più basso e di mt 4,25 in quello più alto, quindi in piena regola con il codice stradale che norma il passaggio dei mezzi pesanti”.

“L’auspicata e rispettosa chiusura di Via Madonna delle Rose con deviazione fattibile del transito dei mezzi pesanti nel sottopasso di Via Enrico Fermi, sembra non realizzarsi forse perché potrebbe significare un modesto aumento del kilometraggio per raggiungere il casello autostradale? Forse il sequenziale incremento di spesa per gli imprenditori è maggiormente degno di considerazione e di attenzioni rispetto la salvaguardia della salute e la incolumità degli abitanti?”, conclude chiedendosi polemicamente il Comitato Salute e Tutela Territorio Selva dei Muli.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Stellantis Cassino, Piedimonte nella rosa dei 4 siti europei da vendere ai cinesi o da gestire in partnership

Il sito del Lazio meridionale è l'unico asset italiano nell'ambito di una strategia di riduzione della sovraccapacità produttiva

Stellantis Cassino, Cgil Lazio e Fiom Frosinone/Latina: “Basta annunci e impegni generici. Rocca batta i pugni”

Chiesti piano industriale per il sito pedemontano, costituzione di un bacino per i lavoratori dell'indotto e seduta straordinaria alla Pisana

Boville Ernica al voto, Salsiri presenta la sua squadra: ecco tutti i candidati per “È ora di cambiare”

Il candidato sindaco Arcangelo Salsiri: "Una squadra competente, radicata e pronta a dare risposte concrete alla comunità"

Piano rifiuti Lazio, il vero fulcro dei due Ato corre fra Roccasecca, Colfelice e San Vittore

Presidente Rocca e assessore Ghera annunciano la chiusura del ciclo regionale con totale autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento

Valle del Sacco, in Consiglio a Ceccano una mozione unitaria. Liburdi (FdI) ringrazia Querqui

Il 4 maggio l'assise civica approverà all'unanimità un documento condiviso dalla maggioranza e dalle opposizioni di Palazzo Antonelli

Frosinone – Ancora scontro sulla Tari, il sindaco Mastrangeli replica a Martino e Cirillo

"Il diritto di accesso è sempre stato garantito, ma non può diventare uno strumento per pretendere violazioni della normativa sulla privacy"
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -