Frosinone, Marzi: “Sorpreso per la fuga della maggioranza su Gaza ma il sindaco è un uomo solo” – L’intervista

Le considerazioni dell'ex sindaco dopo la delusione per la bocciatura della sua mozione sulla Palestina da parte della coalizione di governo

La fuga della maggioranza dall’ultima seduta consiliare in procinto di discutere i due punti all’ordine del giorno su Gaza, ha letteralmente “sorpreso” anche Domenico Marzi, autore di uno dei due documenti (l’altro aveva come prima firma quella di Anselmo Pizzutelli) e sostenitore della tesi che l’azione di governo in corso da Palazzo Munari non vada interrotta traumaticamente ma supportata sui precisi obiettivi programmatici delineati. Anche se il fatto innegabile è che “Mastrangeli è solo e abbandonato dai suoi”.

  • Ma, in fin dei conti, avvocato, lei ha capito il motivo di quel che è accaduto?

“La mozione che originariamente avevo presentato a maggio era stata poi, successivamente, modificata e alleggerita rispetto a dei termini che non piacevano alla destra, come quello di ‘genocidio’. Poi era stata integrata sulla base di quello che era accaduto nel frattempo, tenendo presente anche la presa di posizione del Vaticano e gli atteggiamenti assunti da altri Paesi dove il riconoscimento dello Stato della Palestina, avveniva con la condivisione anche delle forze del centrodestra. Per questo mi aspettavo unanimità di consensi, quindi. Del resto quel riconoscimento, che fino ad agosto-settembre cosa pareva blasfemo, era stato man mano accettato; per cui anche il governo Meloni sta andando in quella direzione. Certo i due popoli e due stati è questione complessa e lunga, un passaggio lento, ma tutti la riconoscono quale via maestra per arrivare davvero alla pacificazione”.

“Non cambia il mio atteggiamento nei confronti dell’amministrazione”

  • In conclusione?

“Cosa sia successo non lo so e neanche mi interessa. Polemiche sono state sollevate da chi ha assistito alla fuga rocambolesca, una scena che sarà sicuramente giudicata dai cittadini. Il mio giudizio è però fortemente critico. Ma non cambia il mio atteggiamento nei confronti dell’amministrazione”.

  • In pratica?

“Dove l’amministrazione produrrà risultati non perderà il sostegno. Ma sono convinto che l’attenzione positiva la maggioranza la possa avere da tutto il consiglio nel momento in cui risulta fattivamente produttiva. Peraltro, per quanto mi riguarda, la vendita dell’ex Mtc e il processo per portare tutti gli uffici comunali in Piazza VI Dicembre erano nel mio programma elettorale e la mia amministrazione comprò quello stabile proprio con questo obiettivo”.

  • Ma prima di tutto c’è da riattivare l’ascensore inclinato?

“Certo. Bisogna chiudere la pratica dell’impianto di risalita: da quando è raddoppiato si sono rese necessarie nuove valutazioni, diventando due gli ascensori, sui plinti in cemento armato: un accertamento tecnico rapido. Ma oggi vedo le difficoltà della struttura amministrativa nel raggiungere presto risultati. Se non si realizza l’impianto di risalita e se non si determina una nuova mobilità urbana, del resto, non si può portare il Comune dall’oggi al domani in Piazza VI Dicembre: luogo infrequentabile col traffico attuale, figurarsi portando anche gli uffici dell’ex Mtc dove vengono ospitate quotidianamente almeno 70-80 autovetture”.

  • Il tempo che passa inutilmente è segno che qualcosa non funziona a dovere?

“Di sicuro non sto qui a ripeterti e pressare sempre sul perché non rimetti in funzione l’impianto di risalita. So perfettamente che le cose in un’amministrazione comunale non si ottengono con un colpo di bacchetta. Ma chiedo che l’amministrazione sia più efficiente e capace di finalizzare gli sforzi”.

Manca anche una struttura tecnica determinata ed entusiasta

  • Però non è così…

“Credo che i problemi siano ascrivibili al fatto che il sindaco è un uomo solo, lo abbandonano, in giunta gli assessori e in Consiglio i suoi consiglieri. Manca, poi, nella sua struttura amministrativa la determinazione che condivida le azioni nei fatti e non nelle parole. Anche l’entusiasmo amministrativo mi pare sia di facciata e non di volontà autentica di costruire per la città”.

  • L’hanno vista in compagnia di Francesco De Angelis e c’è chi ha pronosticato un suo riavvicinamento al Pd cittadino. E’ così?

“Il rapporto con Francesco De Angelis è buono, era buono, lo resterà. Certo, abbiamo avuto divergenze quando non sono stato preso in considerazione per delle aspettative che avevo per una candidatura in Parlamento. Con alcune persone ho un rapporto cinquantennale: cosa mi può interessare se in politica non mi abbia agevolato in qualcosa a cui aspiravo in una certa fase storica? Nulla. Posso andare a pranzo o cena con De Angelis così come faccio con Francesco Storace. L’importante è che siano, come sono, persone con cui condividere discussioni”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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