Frosinone – Parco del Cosa e percorso per la stazione. Anselmo Pizzutelli s’appella all’amministrazione

Il capogruppo della lista Mastrangeli si rivolge all'amministrazione comunale ed alle forze presenti in Consiglio: opera davvero prioritaria

Non serve, per ora, un investimento impegnativo ma basta avviare un percorso di interventi di pulizia, bonifica e sistemazione spazi verdi e sentieri. E’ l’appello che Anselmo Pizzutelli, capogruppo della Lista Mastrangeli e consigliere di minoranza, rivolge all’amministrazione comunale ed alle forze presenti a Palazzo Munari. “E’ giunto il momento di affrontare in modo deciso la questione relativa al parco del fiume Cosa – spiega -. Ritengo che la riqualificazione rappresenti la più grande opera pubblica che il Comune possa mettere a disposizione dei cittadini di Frosinone. Ovunque essere attraversati da un fiume diventa risorsa comune, spazio di socializzazione, elemento che migliora la qualità della vita delle persone. Che magari non si possono permettere di andare in vacanza o in gita, soprattutto nelle giornate calde estive”.

  • Perché considera questo intervento così centrale e strategico?

“Perché parliamo di un corso d’acqua perfino sconosciuto ai nostri ragazzi che non hanno percezione neanche di dove passi. Molti lo attraversano transitando su qualche ponte. Ma non hanno una visione di quel che è il Fiume Cosa. Un elemento anche identitario al punto che le persone più anziane lo ricordano con nostalgia, con occhi pieni di felicità. Perché il Cosa era il nostro mare, andavamo lì a fare i tuffi, a pescare, c’erano i mulini, le donne lo utilizzavano per lavare i panni. Io ricordo il mulino al ponte di via Verdi”.

Una ricucitura anche per vari spazi verdi e piste ciclo-pedonali

  • Come immagina questa riqualificazione?

“E’ necessario che venga affrontata con determinazione per rivalutare tutto il percorso urbano del fiume, realizzando sentieri pedonali e ciclabili, oltre ad aree attrezzate verdi. Nascerebbe una rete di collegamento che non andrebbe a intasare la viabilità, come invece accaduto con la pista ciclabile di Fontana Unica. Si potrebbero connettere tra di loro vari spazi verdi come l’area dell’ascensore inclinato, il Matusa, il parco La Fontaine e, auspico, anche la zona dietro la Pietrobono dove potremmo creare parcheggi funzionali alla scuola e al quartiere ed un giardino che diventerebbe punto di riferimento per chi vuol passeggiare o fare escursioni facili lungo le sponde. Potremmo valorizzare anche i ritrovamenti archeologici, le terme vicino a Fontana Bussi o l’anfiteatro romano. Si potrebbe individuare, insomma, un parco archeologico all’interno del parco del fiume Cosa”.

  • Già con le osservazioni alle opere pubbliche s’è visto rispondere che i soldi disponibili sono già destinati. Qui non teme la stessa “accoglienza” da parte dell’amministrazione?

“La parola Parco non ci deve fuorviare; non dobbiamo pensare che per realizzare l’opera debbano essere impegnate decine di milioni di euro. Possiamo programmare una realizzazione per lotti funzionali, per tratti definiti, adattandoci all’edificazione esistente, salvaguardando gli interessi consolidati lungo l’area del corso del fiume. Si tratta di delimitare una zona verde con una staccionata e piccoli ponti di attraversamento. Il tutto accompagnato da uno stradello ciclo-pedonale, qualche panchina, giochi per bambini. Poi, successivamente, nessuno ci impedirà di aggiungere arredi e giochi. Sarebbe bello valorizzare e riscoprire i vecchi mulini come reperti di archeologia industriale, trasformandoli in spazi di incontro culturali a disposizione della città”.

“Non servono decine di milioni ma si può iniziare per lotti”

  • Quindi suggerisce di fare l’essenziale almeno in una prima fase.

“Propongo di ripulire e sistemare le sponde. Da via America Latina, scendendo attraverso via dei Vignali, con un semplice ponte si potrebbe arrivare direttamente alla stazione in pochi minuti, a piedi o in bici. Ne nascerebbe un collegamento rapido, attraversando il fiume con un’opera di quelle veloci, prefabbricate, di basso costo. Per tutto questo rivolgo un appello all’amministrazione comunale ed alle forze politiche presenti in Consiglio, affinché ci sia un impegno serio per la realizzazione del ponte e gli interventi essenziali per rendere agibile il parco del Cosa. Visto che tutti parlano di interesse supremo della città da perseguire, ecco, si concretizzi questo impegno corale attorno all’opera di valorizzazione del nostro fiume”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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