Il Frosinone torna davanti al proprio pubblico per affrontare il Sassuolo nell’anticipo in programma domani alle 20.45 allo stadio Benito Stirpe. Una sfida che chiama i giallazzurri a dare continuità al proprio percorso contro una formazione dotata di qualità, soprattutto a centrocampo, ma alle prese con alcune assenze nel reparto arretrato. Per conoscere più da vicino l’avversario dei ciociari abbiamo intervistato il collega Giuseppe Guarino, direttore di Canale Sassuolo, tra identità di gioco, uomini chiave e possibili scelte di formazione.
L’intervista a Giuseppe Guarino
- Che Sassuolo dobbiamo aspettarci a Frosinone e quale aspetto descrive meglio l’identità attuale della squadra?
«Sarà un Sassuolo da ridisegnare in difesa. L’infortunio di Leysen contro il Milan ha colto la squadra in un momento di difficoltà. In panchina si sono rivisti lungodegenti come Walukiewicz e Candé, ma si tratta di un reparto al momento strutturalmente debole. Di contro, il centrocampo è stellare e, anche se non sappiamo ancora che scelte farà Aquilani, è lì il fulcro del Sassuolo, a partire da Matic».
- Al di là dei risultati, quali sono i segnali più incoraggianti emersi finora e quali problemi restano da risolvere?
«Problemi pochi, a parte un attacco che fatica a far gol. I migliori marcatori finora sono centrocampisti e difensori. Ci sono buone prestazioni soprattutto di Laurienté ed Esposito, che si è meritato la Nazionale, ma i numeri non mentono. E poi c’è la questione del portiere. Muric accompagna ottime parate — con il Milan è stato decisivo almeno quattro volte — a errori incomprensibili che spesso costano punti. Tra i tifosi c’è chi chiede di far giocare Turati. Per ora Aquilani sembra però fermo nella sua scelta del numero uno».
- Come viene visto il Frosinone dall’ambiente neroverde? Quali caratteristiche dei giallazzurri potrebbero mettere maggiormente in difficoltà il Sassuolo?
«Il Frosinone è una bellissima realtà, e lo è da anni nonostante l’alternanza tra A e B. Per i tanti incroci che ci sono stati in passato tra giocatori e dirigenza, c’è sempre stata una sorta di connessione. Detto questo, la squadra ciociara gioca bene. Può mettere in difficoltà il Sassuolo con la sua pressione e le verticalizzazioni».
- Dove pensi che si deciderà la partita e quale duello individuale potrebbe incidere di più?
«Finora abbiamo visto un Frosinone in grado di ribaltare il campo in pochi passaggi, ma secondo me è sugli esterni che bisognerà fare attenzione. Gli scambi e le sovrapposizioni hanno fatto girare la testa a squadre di livello e ambizioni ben più alte. Sarà lì il fulcro della gara».
- Quanto cambia l’atteggiamento del Sassuolo in trasferta? Cerca comunque di imporre il proprio gioco o tende ad adattarsi all’avversario?
«Cambia poco, in realtà. Il Sassuolo ha uno svantaggio che, giocato bene, può diventare un punto di forza: ha pochi tifosi. Questo fa sì che anche quando si gioca in casa sia spesso circondato da tifosi avversari. Manca il fattore del dodicesimo uomo in campo al Mapei Stadium, ma di contro non c’è questa differenza in trasferta. Quanto all’avversario, quest’anno c’è un’ottima varietà di interpreti, quindi un adattamento c’è sempre. Ma con Aquilani l’identità neroverde è forte come non si vedeva dai tempi di De Zerbi».
- Quale giocatore sta facendo la differenza e chi, invece, potrebbe rivelarsi la sorpresa di questa sfida?
«Sicuramente Matic, vero e proprio direttore d’orchestra del gioco neroverde, ma anche un Adzic, che già si è dimostrato in grado di fare la differenza. Io credo che quest’anno sia l’anno di Volpato: ha iniziato bene e poi lo ha fermato un infortunio. Con il rientro e il pieno reintegro, potrebbe farci fare quello step in più».
- Sul fronte della formazione, quali sono i principali dubbi e quanto potrebbero pesare eventuali assenze? Il probabile undici?
«Pesano molto le assenze del duo difensivo titolare. Leysen e Idzes finora sono stati certezze. Ci sarà Caleta-Car, affiancato probabilmente da Odenthal. Contro il Frosinone credo che vedremo un undici con Muric tra i pali, difesa a quattro con Van der Brempt, Caleta-Car, Odenthal e Doig, centrocampo a tre con Matic, Thorstvedt e Bakola; in attacco il solito trio Berardi-Esposito-Laurienté».
Quanti tifosi seguiranno la squadra in Ciociaria?
«Pochi, purtroppo, almeno per gli standard delle altre del campionato. Qualche gruppo del tifo organizzato sta preparando la trasferta: speriamo che riesca a raccogliere un numero consistente di adesioni».
Qui Frosinone: le valutazioni di Alvini alla vigilia
Sul versante giallazzurro, la vigilia è dedicata alle ultime valutazioni di Massimiliano Alvini, chiamato a sciogliere alcuni dubbi nell’undici che affronterà i neroverdi. Il tecnico potrebbe intervenire in più reparti, dalla coppia centrale di difesa alla scelta del riferimento offensivo.
Davanti a Palmisani prende quota la candidatura di Ilario Monterisi, che punta a ritrovare spazio dal primo minuto al posto di uno tra Calvani e Cittadini. Sulle fasce si va verso la conferma di Oyono e Bracaglia, mentre resta da valutare anche l’opzione Aleksa Terzić.
A centrocampo il punto fermo è Giacomo Calò, al quale saranno affidate le chiavi della manovra. Per la maglia al suo fianco resta aperta la concorrenza tra Masini e Cichella.
In attacco Antonio Raimondo appare favorito su Tomáš Bobček per guidare il reparto. Alle sue spalle Schmid e Kvernadze rappresentano le certezze della trequarti, mentre sulla destra Alvini dovrà scegliere tra Fares Ghedjemis e Seydou Fini.
Frosinone, la probabile formazione (4-2-3-1): Palmisani; Oyono, Monterisi, Calvani, Bracaglia; Calò, Masini; Ghedjemis, Schmid, Kvernadze; Raimondo.