La rabbia per la sconfitta non cancella la fiducia nel modo di giocare del Frosinone. Dopo il 3-0 subito al Maradona contro il Napoli, nella sesta giornata di Serie A, Giacomo Calò difende l’identità dei giallazzurri, pur riconoscendo il peso delle difficoltà incontrate in avvio.
«Sono arrabbiato per il risultato. Sicuramente perdere non è mai bello, ma sappiamo che abbiamo perso alla “nostra maniera”. Preferisco perdere così, ma cercando di giocare sempre la nostra partita», afferma il centrocampista in conferenza stampa. Parole che esprimono la volontà di dare continuità a un percorso anche quando il confronto con un avversario di livello si chiude con un risultato amaro.
Nell’analisi di Calò, un passaggio decisivo è rappresentato dal rigore e dal gol arrivato sulla successiva ribattuta. La parata avrebbe potuto aiutare il Frosinone a superare la pressione iniziale del Napoli, ma la rete ha frenato quella possibile reazione. «Sicuramente il rigore parato ci poteva dare un po’ più di energia, anche perché avevamo sofferto i primi cinque-dieci minuti. Il rigore parato e poi ribattuto con il gol ci ha tolto qualcosa. In quei dieci minuti siamo andati in difficoltà e l’abbiamo pagato».
Sulla decisione di Feliciani, il centrocampista evita contestazioni e chiarisce di non aver ancora rivisto l’episodio: «In campo ero abbastanza lontano. Ho visto l’arbitro convinto, non l’hanno neanche richiamato al Var, penso ci sia. Feliciani era convintissimo».
L’attenzione si sposta ora sulla gara contro il Sassuolo, in programma venerdì sera. Un appuntamento al quale i canarini dovranno arrivare facendo tesoro degli errori del Maradona, senza perdere convinzione nelle proprie idee. «Sicuramente voltare subito pagina. Siamo questi, giochiamo in questo modo. Oggi è andata così, in altre partite ci ha dato beneficio. Sono arrabbiato ma consapevole di quello che ha fatto la squadra».
Per Calò, dunque, la risposta dovrà arrivare attraverso il gioco e la capacità di affrontare meglio i momenti di difficoltà. Il Frosinone riparte dall’amarezza di Napoli e dalla fiducia in un’identità che il centrocampista continua a rivendicare.