Frosinone: un capoluogo ostaggio dei cantieri Acea. Una settimana da incubo tra strade chiuse e divieti

Viabilità stravolta, attività esasperate e rubinetti a secco senza preavviso: una settimana di paralisi annunciata nell'area di via Aldo Moro

Frosinone vive da settimane in apnea. Strade chiuse, parcheggi interdetti – come se ce ne fossero in abbondanza – modifiche alla viabilità comunicate a ridosso degli interventi, quartieri senz’acqua per ore. Il tutto nel nome dell’ammodernamento della rete idrica firmato ACEA Ato 5 S.p.A., finanziato anche con fondi Pnrr e presentato come la rivoluzione del servizio idrico nel capoluogo.

La fotografia, però, è impietosa.

Nessuno mette in discussione la necessità degli interventi. La rete idrica di Frosinone versava in condizioni critiche e gli investimenti erano attesi da anni. Ma quando si pianificano opere di questa portata, in una città che ogni giorno deve fare i conti con traffico, carenza cronica di parcheggi e servizi già al limite, la domanda è una sola: era davvero impossibile organizzarsi meglio?

Da settimane via Aldo Moro è paralizzata. Un’arteria tra le più trafficate della parte bassa del capoluogo trasformata in un imbuto permanente. Attività commerciali quasi irraggiungibili, clienti scoraggiati, consegne complicate. E non sono mancati momenti di tensione. La scorsa settimana è esplosa una lite furiosa tra gli operai e il gestore di un locale: la strada di accesso alla sua attività era stata chiusa senza preavviso e, a quanto riferito, senza alcuna ordinanza. Due transenne piazzate e il problema, per qualcuno, sembrava risolto. Peccato che dentro quel locale si stesse preparando la cena per i clienti. Quelle sbarre sono state rimosse in fretta, senza troppi giri di parole. E se sono state tolte così rapidamente, viene spontaneo chiedersi: erano autorizzate?

Allora, chi decide? Gli operai sul posto? Il gestore del servizio? Chi stabilisce, sulle spalle dei cittadini e dei commercianti, che una strada possa essere chiusa da un momento all’altro? E chi risponde delle ore senz’acqua, senza preavviso, in pieno pomeriggio, sempre in quello stesso giorno: era mercoledì 11 febbraio.

Paralisi annunciata da mercoledì 18 e per un’intera settimana

Ora arriva anche l’ordinanza della Polizia Locale, in vigore da mercoledì 18 febbraio. Un atto dovuto da parte della Municipale che certo non ha altre soluzioni, perché i lavori devono essere conclusi e la sicurezza della circolazione va garantita. Dal 18 al 25 febbraio, chiusura della rotatoria Matusa II in uscita verso via Palatucci, modifiche ai flussi di traffico per chi proviene da via Marittima e viale Giuseppe Mazzini, divieto di sosta e di circolazione in via Po nel tratto tra via Adige e via Aldo Moro, divieto di sosta con rimozione in via Aldo Moro tra via Po e via Piave nella fascia oraria 7-17. Una settimana intera di rivoluzione forzata.

E allora gli interrogativi sono d’obbligo: davvero non si poteva pianificare diversamente? Davvero non era possibile concentrare gli interventi nelle ore notturne, come avviene in molte realtà europee, per limitare l’impatto su traffico e attività economiche? Perché serve un’intera settimana di paralisi su un tratto così nevralgico?

È il grande controsenso dei lavori Acea: si lavora per migliorare il futuro, ma non si pensa al presente. Una città messa in ginocchio per giorni, uffici senza autoclave costretti a chiudere perché manca l’acqua, dipendenti rimandati a casa persino per esigenze basilari. Attività che già faticano a restare a galla e che ora devono affrontare l’ennesimo ostacolo.

Qualcuno da Acea ha spiegato pubblicamente perché siano necessari tempi così lunghi? Perché non si possa operare in modalità più rapide e meno invasive? A oggi, spiegazioni chiare non sono arrivate. A decisione ormai presa servirebbero a poco ma i cittadini sarebbero ben lieti di avere delle risposte anche fuori tempo massimo.

Non resta che attendere mercoledì e misurare con i fatti l’impatto di questa ennesima settimana di disagi. E sperare che, al termine di lavori tanto lunghi e tanto invasivi, Frosinone possa davvero vantare una rete idrica degna di questo nome. Perché se è vero che dove c’è gestione Acea le classifiche non sorridono, è altrettanto vero che sulle bollette da capogiro il primato non sembra mai in discussione.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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