Fuga con incidente dopo la truffa, la refurtiva riconsegnata all’anziana vittima: sono i ricordi di una vita

I monili erano stati sottratti con l’inganno da tre persone arrestate ad aprile dopo un inseguimento tra Cassino e la superstrada

Si è conclusa con la restituzione dei gioielli all’anziana vittima di truffa la vicenda che, nello scorso mese di aprile, aveva portato all’arresto di tre persone al termine di un pericoloso inseguimento tra le strade del Cassinate.

Nella giornata di sabato il personale della Polizia di Stato ha riconsegnato alla donna la refurtiva recuperata durante l’operazione condotta in collaborazione con i Carabinieri. Gli oggetti in oro, sottratti con artifizi e raggiri, erano stati recuperati subito dopo la fuga dei tre malviventi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre viaggiavano a bordo di un’auto lungo la Sp 275 quando non si sono fermati all’alt intimato dagli equipaggi del Commissariato di Pubblica Sicurezza e dell’Arma dei Carabinieri. Da quel momento è iniziata una rocambolesca fuga che ha messo in serio pericolo la circolazione stradale.

Nel tentativo di seminare le forze dell’ordine, i fuggitivi hanno percorso tratti di strada contromano, effettuando manovre estremamente pericolose. L’inseguimento si è concluso soltanto quando il conducente ha perso il controllo del veicolo andando ad urtare il cordolo di una rotatoria, con conseguente danneggiamento di uno pneumatico.

Durante la corsa, i tre avevano anche lanciato dal finestrino un vistoso involucro bianco, immediatamente recuperato dagli agenti. All’interno c’erano numerosi monili in oro, risultati poi appartenere all’anziana truffata.

Determinante, ai fini delle indagini, anche il rinvenimento nell’abitacolo dell’auto di un biglietto autostradale del casello di Teramo, elemento che ha consentito agli investigatori di collegare i tre al luogo dove era stata consumata la truffa aggravata.

Attraverso la collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Teramo, gli agenti sono riusciti a risalire alla vittima, che nel frattempo aveva presentato denuncia. Alla donna sono state mostrate le fotografie dei gioielli sequestrati e l’anziana li ha immediatamente riconosciuti come propri.

La vicenda si è così conclusa con un lieto fine: i preziosi, oltre al loro valore economico, custodivano soprattutto un enorme valore affettivo per la proprietaria, che ha potuto finalmente riabbracciare i ricordi di una vita.

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