Funerali a rischio nel Distretto C, a marzo non ci sono medici necroscopi reperibili: è il caos

Dopo il funerale salvato in extremis ad Atina, emergono nuove criticità: su 31 giorni, la maggior parte è senza necroscopo reperibile

Dopo il caso del funerale di Atina che nei giorni scorsi ha rischiato di saltare per l’assenza del medico necroscopo reperibile – situazione poi risolta grazie all’intervento della Asl – la problematica persiste nel territorio di competenza del Distretto C. Anzi, a marzo, se le cose resteranno così, sarà un disastro.

È infatti arrivato ieri, 27 febbraio, il piano delle reperibilità per il mese di marzo. E il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: più giorni scoperti che coperti.

Nel prospetto risultano senza medico reperibile le giornate del 3 e 4 marzo; ancora il 6, 7 e 8; poi il 10 e 11; il 13, 14 e 15; il 17 e 18; il 20, 21 e 22; il 24 e 25; infine il 27 e 28 marzo. E tombola.

Un elenco lungo che, a una prima lettura, potrebbe sembrare frutto di un errore materiale. E invece, secondo quanto verificato, sarebbe proprio questa ad oggi la situazione effettiva: solo pochi giorni del mese risultano coperti dai tre medici individuati per marzo.

Una circostanza che riaccende le preoccupazioni tra le agenzie funebri operanti nel Distretto C, già alle prese nei giorni scorsi con più di un caso concreto che aveva messo in seria difficoltà famiglie e paesi.

Il medico necroscopo è un sanitario incaricato dalla Asl che deve intervenire tra le 15 e le 30 ore dal decesso per accertare formalmente la morte, verificare i segni cadaverici, controllare la documentazione e autorizzare la sepoltura o la cremazione. Senza la visita necroscopica e il relativo certificato, il funerale non può essere celebrato.

Il rischio, dunque, è che quanto accaduto ad Atina possa ripetersi. Se il decesso avviene in una giornata “scoperta”, occorre attendere l’attivazione straordinaria di un medico o l’arrivo di un sanitario da fuori distretto. Molti, infatti, arrivano da Roma e, anche quando tutto procede senza intoppi, riescono a intervenire al limite delle 30 ore previste dalla normativa.

Una corsa contro il tempo che genera tensione, incertezza e ulteriore dolore per le famiglie già colpite da un lutto. Dunque, a marzo, se si vuole un funerale senza intoppi, nel Distretto C bisognerebbe “passare a miglior vita” solo nei pochi giorni del mese in cui è garantita la reperibilità.

Ricordiamo che il Distretto Sanitario “C” Sora comprende i seguenti Comuni: Alvito, Arce, Arpino Atina, Belmonte Castello, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Castelliri, Colfelice, Fontana Liri, Fontechiari, Gallinaro, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pescosolido, Picinisco, Posta Fibreno, Rocca D’Arce, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Santopadre, Settefrati, Sora, Vicalvi e Villa Latina  con una popolazione residente di circa 100.000 abitanti, in larga parte anziani.

Le agenzie funebri ora si interrogano e chiedono chiarezza. È un errore nel prospetto o la fotografia reale di una carenza strutturale? Dopo il caso esploso nei giorni scorsi e risolto grazie a un intervento last minute, marzo rischia di riproporre lo stesso problema su scala ancora più ampia.

La questione, a questo punto, non riguarda più un singolo episodio, ma un’organizzazione del servizio che – numeri alla mano – appare fragile e discontinua in un settore dove i tempi non sono solo tecnici, ma profondamente umani.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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