Furti, abitazione presa di mira per la quarta volta. Il proprietario scrive ai ladri: “Non c’è rimasto più niente”

Dopo l’ennesimo furto, un residente affida ai social una lettera aperta ai ladri. Un grido di stanchezza che riaccende l’allarme sicurezza

I furti nelle abitazioni continuano a destare preoccupazione a Isola del Liri come nell’intero comprensorio del sorano e, nelle ultime ore, a riportare il tema al centro del dibattito cittadino è stata una lettera aperta pubblicata sui social da un residente, esasperato dopo l’ennesima intrusione subita.

“Da quando vivo ad Isola del Liri è la quarta volta che mi entrate dentro casa”, scrive l’uomo rivolgendosi direttamente ai ladri, in un post. Un messaggio amaro, ironico e carico di frustrazione, che racconta una quotidianità segnata dalla paura e dalla sensazione di impotenza.

Nel lungo sfogo, il cittadino spiega come, dopo i primi furti, in casa non ci sia più nulla da rubare: “Non c’è più oro, non ci sono contanti, non abbiamo più orologi costosi. Viviamo con le fedi sempre al dito e la carta di credito in tasca”. L’unico vero tesoro, sottolinea, “si chiama Tiziano ed è sempre con noi”.

Parole che vanno oltre il singolo episodio e restituiscono il clima di esasperazione che accomuna sempre più residenti. “Dopo quattro volte – scrive ancora – non riesco a capire perché vi ostinate. Non capisco perché staccate sempre i quadri all’ingresso, perché entrate dalla cucina quando dal bagno sarebbe più semplice. Dopo quattro volte, in generale, non vi capisco”.

Il post si chiude con una frase che mescola sarcasmo e rassegnazione, diventata simbolo del disagio vissuto: “Per favore, la prossima volta chiudete la finestra perché ho il riscaldamento acceso”.

Al di là del tono ironico, la lettera è un grido di stanchezza che intercetta una preoccupazione diffusa. Negli ultimi mesi, infatti, puntuale come sempre in questo periodo dell’anno, si è registrato un aumento dei furti, soprattutto nelle abitazioni lasciate vuote durante il giorno o nei fine settimana.

“Non sono pazzo, sono stufo stufo stufo”, precisa l’autore del post, dando voce a un sentimento condiviso da molti. Un messaggio che, partendo da un’esperienza personale, si trasforma in una richiesta implicita di attenzione, controllo e prevenzione.

Una vicenda che riaccende i riflettori sulla sicurezza urbana e sul bisogno, sempre più avvertito, di risposte concrete per tutelare i cittadini e restituire serenità a chi vive quotidianamente il proprio territorio. Le Forze dell’ordine fanno il possibile ma, spesso, la cronica carenza di personale non consente di monitorare in maniera capillare un territorio vasto come quello della provincia di Frosinone.

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