G7 Fiuggi-Anagni, palcoscenico ciociaro per le tensioni mondiali. Tajani: “Rilanciare il dialogo”

Dalla guerra in Ucraina ai conflitti mediorientali, Occidente e paesi Arabi a confronto sulle soluzioni possibili. Focus sull'indo-pacifico

Fiuggi e Anagni letteralmente blindate dalle forze dell’ordine ed un evento di caratura internazionale che proietta lo scenario medievale della Ciociaria a livello planetario. Il G7 dei ministri degli Esteri, iniziato stamane nella Città dei Papi e che si concluderà domani, ha mobilitato diplomazia e apparati dello Stato per l’accoglienza e la sicurezza di 18 ministri degli Esteri del gruppo del G7, allargato all’Ucraina, ai paesi del Quintetto arabo (cioè Arabia saudita, Egitto, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti) con i rappresentanti di Lega Araba e i ministri dell’area dell’Indo-Pacifico: India, Indonesia, Filippine e Repubblica di Corea. Uno sforzo inedito per la nostra provincia.

Dopo l’accoglienza delle ore 13 nella Sala della Ragione ad Anagni, nel primo pomeriggio il vicepremier Antonio Tajani ha coordinato i lavori della prima sessione dedicata al Medio-Oriente, al Mar Rosso, agli sforzi per arrivare ad un cessate il fuoco a Gaza ed in Libano e alle iniziative a favore della popolazione. Su proposta italiana è stato affrontato anche il tema delle decisioni della Corte Penale Internazionale e dei possibili effetti sulla attuale crisi in Libano e a Gaza.

“L’Italia- ha affermato Tajani al riguardo- riconosce e sostiene la Corte, ma deve avere una visione giuridica e non politica. L’obiettivo deve essere rilanciare il dialogo verso una soluzione ‘due popoli, due Stati'”. Alla sessione di apertura, con Tajani, si sono confrontati il segretario di Stato americano Antony Blinken, Jean-Noel Barrot, ministro dell’Europa e degli affari esteri della Francia, Annalena Baerbock, ministra federale degli Affari esteri della Germania, il segretario per gli Affari esteri, il Commonwealth e lo sviluppo del Regno Unito David Lammy, il ministro degli Affari esteri del Giappone Takeshi Iwaya e infine Melanie Joly, ministra degli Affari esteri del Canada. La delegazione degli ospiti ha visitato anche il centro storico di Anagni, la cattedrale e la cripta di San Magno sotto la guida del sindaco Daniele Natalia. “E’ bello essere qui per lavorare con tanti amici impegnati per la pace e la stabilità, consapevoli del ruolo fondamentale del G7 – ha detto il ministro Tajani in apertura di lavori. Domani alla ministra degli Affari esteri del Canada, Melanie Joly, Tajani passerà il testimone a conclusione del semestre di presidenza italiana del G7 e per l’avvio della presidenza canadese.

Apertura nella Città dei Papi, serata al palazzo dei congressi di Fiuggi

“In questi due giorni – ha specificato il ministro degli Esteri del governo Meloni – parleremo di Ucraina, Medio Oriente, Indo-pacifico ma anche Venezuela e Haiti, e poi del partenariato con l’Africa. L’unità ora è la nostra forza: penso alla Federazione russa. Ma forza non significa fortezza. Ecco perché abbiamo deciso di invitare altri Paesi per avere un confronto. (…) E’ importante per allargarci e non rinchiuderci perché il dialogo è essenziale”. Nel pomeriggio ci si è trasferiti al Palazzo dei Congressi di Fiuggi per una sessione con “attori chiave dell’area mediorientale”, a cui hanno preso parte “i ministri di Giordania, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar”.

“Domani invece- continua Tajani- ho invitato partner importanti dell’area dell’Indo-pacifico India, Indonesia, Filippine e Corea del sud per approfondire gli sviluppi di un quadrante cruciale. Sempre domani, è previsto l’incontro col ministro degli Esteri ucraino, a mille giorni dall’aggressione russa”. Stasera inoltre, ha anticipato il ministro, “si terrà una cerimonia contro i crimini commessi contro le donne”: in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre, i sette ministri inaugureranno una panchina rossa davanti al Teatro comunale di Fiuggi, che si tingerà di arancione. “Un segnale da parte del G7”, sottolinea Tajani, “a difesa della parità e del diritto delle donne ad essere libere”. Sempre Tajani ha anche annunciato che nei prossimi giorni partiranno una nave da Brindisi e un aereo da Ravenna con altre tonnellate di aiuti e 15 tir che “abbiamo donato al Programma alimentare mondiale, che distribuiranno gli aiuti e che resteranno all’interno della Striscia per continuare a distribuire gli aiuti italiani e non solo”.

Segnale per la parità di genere, aiuti umanitari per la striscia di Gaza

Gli appuntamenti di Fiuggi e Anagni, in sintesi, mettono insieme i grandi temi internazionali. Nelle cinque sessioni si discuterà di tutte le guerre e delle maggiori problematiche della geopolitica globale: “È molto importante affrontare questa situazione in collaborazione coi Paesi arabi per poter avviare percorsi che portino stabilità nella regione”, ha sottolineato Tajani. Nel corso della giornata odierna, infatti, i ministri del G7 sono impegnati in una sessione specifica con la Lega araba, alla presenza del segretario generale Aboul Gheit, a cui parteciperanno anche i ministri degli Esteri del cosiddetto “quintetto arabo”, formato da Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Qatar, Emirati arabi Uniti. Paesi che, dal 7 ottobre 2023, hanno svolto un ruolo nel mediare una possibile soluzione di pace tra Israele e Hamas, e più di recente anche con il partito libanese Hezbollah. Tra i punti indicati nell’agenda dei lavori, sarà ribadita “la necessità di un cessate il fuoco duraturo a Gaza, con immediato rilascio degli ostaggi, accesso umanitario per far fronte all’emergenza in corso; lavorare per una soluzione politica basata su ‘due popoli, due Stati’. Inoltre, promuovere la fine delle ostilità in Libano, evitare l’allargamento ulteriore del conflitto, con attenzione particolare alla dinamica escalatoria tra Israele e Iran e il ruolo dei gruppi affiliati a Teheran”. Parole d’ordine ribadite dall’Italia: crescita, pace e sviluppo. Speriamo che aprano qualche spiraglio in uno scenario plumbeo.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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