L’incidente, con esito mortale, si è verificato alle 19:00 circa di ieri sera in contrada Morate, nella popolosa Frazione di Castelmassimo di Veroli. L’uomo rimasto vittima del sinistro, Gino Santoro, 78 anni, era un residente del posto. Da una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che il pensionato si trovasse per strada, davanti la sua abitazione, a fare delle verifiche sul contatore dell’acqua quando è sopraggiunta una minicar a bordo della quale viaggiava una coppia di ragazzi.
L’anziano è stato investito dal quadriciclo, schiacciato bordo carreggiata. Immediati i soccorsi, sul posto si sono portati gli operatori sanitari del 118: purtroppo, a causa dei traumi riportati, il 78enne ha perso la vita nell’immediato, il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso del poveretto. La salma di Gino Santoro è a disposizione del Tribunale per i Minorenni di Roma, si attendono le indicazioni dell’Autorità Giudiziaria per capire se sarà disposto l’esame autoptico o se la salma verrà rilasciata per le esequie senza ulteriori accertamenti.
A seguito dell’impatto la minicar si è ribaltata: entrambi i passeggeri sono rimasti feriti lievemente, si tratta di un giovane residente a Boville Ernica e di una coetanea di Mole Bisleti di Alatri. Dopo l’incidente i ragazzi erano sconvolti, scioccati per quanto accaduto. Accorsi gli agenti della Polizia Locale di Veroli, coordinati dal comandante Massimo Belli, ed i Carabinieri della stazione di Veroli, per i rilievi necessari a stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto. In loco anche i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale, per agevolare le operazioni di soccorso e ripristino della sicurezza della strada.
Le polemiche
Il tragico episodio riaccende le polemiche sulle microcar, troppo spesso protagoniste di gravi incidenti stradali. Considerate dal Codice della Strada come dei quadricicli leggeri, equiparandoli così ai ciclolomotori, possono essere guidate a partire dai 14 anni con patente AM, ex patentino. Oltre al conducente, i quadricicli leggeri possono trasportare un unico passeggero ma solamente se il guidatore ha almeno 16 anni ed è in possesso di abilitazione AM.
A prescindere dalla ditta produttrice, le microcar hanno una velocità massima, per costruzione, non superiore a 45 Km/h., così come indicato nell’art. 53 del Codice della Strada. Dai controlli effettuati dalle forze dell’ordine è emerso che, in molte occasioni, questi veicoli vengono “modificati” affinché superino abbondantemente la velocità massima prevista. – Circostanza ovviamente non riferita al mezzo coinvolto nel tragico sinistro. Opportuno chiedersi, dinanzi a tale quadro, se le microcar “ritoccate” mantengano una idonea tenuta di strada e se abbiano una struttura in grado di proteggere adeguatamente i passeggeri in caso di incidente.
In quest’ottica le risposte le forniscono i crash test delle case produttrici: le minicar “truccate” possono raggiungere gli 80-100 km/h e le componenti originali non sono progettate per velocità superiori a quelle previste. Le funzioni del telaio, delle sospensioni, dei freni risulteranno compromesse così come la stabilità del veicolo stesso. Il pericolo aumenta in curva ed in frenata: i sistemi frenanti originali non sono adeguati a fermare il mezzo a velocità superiori di quella originale. – Ribadiamo che il riferimento alle minicar modificate non è relativo all’episodio avvenuto ieri a Veroli ma analizza un quadro sempre più allarmante e che fa riflettere.