Giorno della Memoria: il dovere di ricordare la Shoah, all’IIS Bragaglia la commemorazione

Un'occasione per ribadire il valore della memoria storica e l’importanza di trasmetterla ai giovani, affinché non si dimentichi mai

Nella mattinata di ieri, il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, Luca Di Stefano, ha partecipato alla solenne commemorazione del Giorno della Memoria: Il Dovere di Ricordare, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Anton Giulio Bragaglia di Frosinone.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’USR Lazio Ufficio VII, diretto dalla Dott.ssa Laura Superchi, e con la Prefettura di Frosinone, ha visto la partecipazione del Prefetto Dott. Ernesto Liguori, del Dirigente Scolastico Prof. Fabio Giona, del Prof. Gianni Blasi e del Ten. Con. Paolo Formiconi. È stata una giornata densa di emozione e riflessione, che ha unito studenti, istituzioni e cittadini nel ricordo delle vittime della Shoah.

Il momento più toccante della cerimonia è stato rappresentato dall’esibizione degli alunni del liceo musicale, che hanno suonato il celebre brano La Vita è Bella, e dalla consegna di quarantotto medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati nei lager nazisti, accompagnati dai Sindaci del territorio.

Di Stefano: “Riflettere sui pericoli di odio, pregiudizio e discriminazione razziale”

“La Shoah è una ferita nella storia dell’umanità, un monito che ci invita a riflettere sui pericoli dell’odio, del pregiudizio e della discriminazione razziale – ha dichiarato il Presidente Luca Di Stefano –. Ricordare significa assumersi la responsabilità di costruire un mondo migliore, in cui simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi. La Provincia di Frosinone, sensibile a questi temi, continuerà a promuovere il dialogo, la memoria e la lotta contro ogni forma di discriminazione, educando le nuove generazioni ai valori di libertà, uguaglianza e rispetto”.

Grazie all’impegno congiunto tra scuola e istituzioni, questa giornata è stata non solo un momento di commemorazione, ma un’occasione per ribadire il valore della memoria storica e l’importanza di trasmetterla ai giovani, affinché non si dimentichi mai.

La mattinata

Il Dirigente scolastico Prof. Fabio Giona ha aperto i lavori portando i propri saluti, manifestando assenso e gioia per il fatto che la scuola sia stata scelta e come luogo della cerimonia e come componente fattiva. A seguire è intervenuto il prefetto Dott. Ernesto Liguori che ha ringraziato i presenti e la scuola per aver accolto positivamente l’idea di investire i più giovani nel ricordo della storia e nel riflettere sui diritti fondamentali dell’uomo per una crescita delle nuove generazioni. Tra i relatori c’erano: la Dott.ssa Laura Superchi, dirigente dell’USR Lazio Ufficio VII; il Prof. Gianni Blasi storico e docente di storia e letteratura inglese ed il Ten. Com. dell’Esercito Paolo Formiconi, in servizio presso l’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa.

Il segnale che tutte le realtà coinvolte hanno dato nei loro interventi è stato quello di sottolineare l’importanza che riveste il lavoro osmotico tra le varie realtà territoriali, per una crescita consapevole delle nuove generazioni. Tra i presenti in platea c’erano: il presidente del Tribunale di Frosinone F.F. Dott. Francesco Mancini; i sindaci dei Comuni della provincia di Frosinone ed altre autorità del territorio.

La seconda parte dell’iniziativa è stata dedicata, come anticipato, alla consegna da parte del Prefetto di quarantotto medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra e ai familiari dei deceduti. Tra loro spiccava il nome di Tommaso Pizzuti di Ceccano, che lo scorso maggio ha spento 106 candeline, uno dei seicentocinquantamila deportati nei lager tedeschi, dopo l’8 settembre 1943, perché si oppose ad imbracciare un fucile. Pizzuti, che dopo il suo ritorno in Ciociaria ha messo su famiglia e si è dedicato prima a svolgere il lavoro di carpentiere e poi dipendente delle ferrovie, è tra i pochissimi testimoni diretti della storia tutt’ora vivente. I brani eseguiti dagli alunni del liceo musicale hanno fatto da cornice alla cerimonia e chiusa con spunti di riflessione di uno studente di quinto liceo.

Mastrangeli: “La Memoria, un dovere morale di tutti”

Ad intervenire con un commento sul Giorno del ricordo anche il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli: “A distanza di 25 anni da quella legge che ha istituito il Giorno della Memoria, dedicato al ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, è oggi ancora più urgente e importante ricordare e far ricordare a tutti il sacrificio di milioni di vittime innocenti. In un periodo storico, oltretutto, segnato ancora, purtroppo, dalla presenza di conflitti, con il loro carico di violenza e sofferenze inflitte a uomini, donne, bambini – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – La memoria è un fondamento della coesione sociale e della nostra società costruita sui principi della Costituzione, basata sui principi di uguaglianza, di libertà, di dignità umana, con il riconoscimento, pieno e inalienabile, dei diritti universali di ognuno, contro la barbarie dell’arbitrio, della violenza, della sopraffazione. Come la storia ci insegna, può crearsi un solco irrimediabile tra le persone, specie se alimentato da una delirante ideologia carica di violenza e di ingiustizia. Ciò è potuto accadere, meno di un secolo fa, nella nostra casa comune, in Europa, con l’immane tragedia collettiva costituita dalla persecuzione e dall’Olocausto del popolo ebraico. Durante questa pagina buia della nostra storia, ogni tratto distintivo della civiltà, della pacifica convivenza, del rispetto dell’umanità è stato oscurato, lasciando spazio solo al linguaggio della guerra e dell’odio. Questa cieca follia ha permesso che uomini, donne, bambini, anziani fossero privati della libertà, della dignità, dei propri legami familiari, della vita stessa. Ricordare quanto accaduto e commemorare le vittime della Shoah è un dovere morale che tutti noi dobbiamo custodire e tramandare, specie tra le giovani generazioni”. 

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