Il raid notturno di qualche giorno fa messo in atto all’interno dell’Itis ‘Majorana’ di Cassino cambia passo e assume una dimensione giudiziaria. I carabinieri della Compagnia di Cassino hanno consegnato nella giornata di lunedì alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma l’informativa relativa ai sei ragazzi individuati dopo l’incursione. Per tutti e sei l’ipotesi di reato del danneggiamento aggravato. A colpire, oltre alla gravità dei fatti contestati, è il profilo dei protagonisti. Tre di loro hanno i genitori impegnati in politica con incarichi e ruoli differenti. Gli altri provengono comunque da contesti familiari economicamente solidi.
Un elemento che rende ancora più particolare la vicenda. Non una storia che appare legata a una situazione di disagio economico, ma un raid compiuto da ragazzi inseriti in famiglie con una posizione consolidata nella società cittadina. Tutto era cominciato nella notte tra il 7 e l’8 settembre. Poco dopo l’una i sei erano entrati nella scuola. L’incursione era stata scoperta grazie alle segnalazioni di alcuni residenti, che avevano sentito rumori provenire dall’istituto e avevano chiamato i carabinieri.
Quando i militari sono arrivati, i ragazzi erano ancora sul posto. L’intervento dell’Arma aveva permesso di fermare il raid e di identificarli. All’interno dell’edificio erano già evidenti i segni della devastazione: un tramezzo abbattuto, tre finestre in alluminio divelte e diverse Smart Tv distrutte. Il danno complessivo era stato inizialmente stimato in oltre 15 mila euro.
Ora l’informativa è stata trasmessa ai magistrati minorili per i danni provocati all’istituto. C’è poi il capitolo delle conseguenze. Dal 2023, con il decreto Caivano, convertito nella legge 159, il legislatore ha rafforzato gli strumenti di contrasto alla criminalità minorile. Sono state modificate diverse disposizioni del processo penale minorile, anche sul fronte delle misure cautelari, rendendo possibile in determinate circostanze un intervento giudiziario più incisivo rispetto al passato.
Per i sei liceali (provenienti da tre istituti diversi della città martire) sarà dunque la Procura per i minorenni a stabilire come procedere sulla base dell’informativa dei carabinieri.